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		<title>CatBoy: il bambino che vede di notte come un gatto</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 07:17:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ada Cattaneo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un bambino cinese con gli occhi azzurri che vedono nell’oscurità come un gatto? Che cosa c’è sotto la notizia che sta facendo il giro del mondo? Si tratta di un ibrido (mezzo essere umano e mezzo extraterreste) o di un bambino indaco, o di che cosa altro? In varie occasioni abbiamo avuto modo di affrontare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=wellthiness.wordpress.com&amp;blog=10846713&amp;post=8774&amp;subd=wellthiness&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>Un bambino cinese con gli occhi azzurri che vedono nell’oscurità come un gatto? Che cosa c’è sotto la notizia che sta facendo il giro del mondo? Si tratta di un ibrido (mezzo essere umano e mezzo extraterreste) o di un bambino indaco, o di che cosa altro?</strong></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://disturbingnews.files.wordpress.com/2012/01/picture-411.png?w=374&#038;h=300" alt="" width="374" height="300" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>In varie occasioni abbiamo avuto modo di affrontare il tema della  nuova generazione di esseri umani contraddistinti da un profondo camiamento antropologico che li vede guidati non più prevalentemente dallla parte sinistra del cervello (quella razionale, matematica, logica) bensì dal lobo destro (l’intuitivo, l’emozionale…) in un equilibrato mix con il destro.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Malgrado di tale argomento si siano ampiamente occupate anche la fantascienza e le filosofie New Age, definendo  gli appartenenti alla nuova umanità con un termine scenografico, i bambini indaco, invero si tratta di un fenomeno antropologico reale sul quale proprio questi signori hanno ricamato molto sino a suscitare aalcuni, legittimi dubbi, ssulla sua veridicità.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Invero, ripeto, si tratta di un mutamento antropologico che si assomma ad una serie di cambiamenti biologici attraverso i quali l’essere umano ha la possibilità di esprimere una serie di talenti sino ad ora rimasti completamente latenti ed ignorati.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>CATBOY E I SUOI OCCHI SPECIALI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Nong Youhui è un bambino della Cina del sud che sta incuriosendo la scienza per le sue caratteristiche ‘extra-ordinarie’.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il suo caso è stato studiato a lungo dai dottori di mezzo mondo perché, Nong è dotato di una vista fuori dal normale sin dalla nascita.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A rendersi conto di ciò è stato suo padre, Ling, che, per cercare di capire che cosa stia succedendo al piccolo figlio e perché i suoi occhi abbiano un colore così anomalo ed appariscente, in quanto verde-giallo, come quello dei gatti o dei coccodrilli, lo ha condotto all’ospedale di Dahua.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ling spiega che: &#8220;Il medico mi disse che il colore degli occhi sarebbe cambiato di li a poco con l’avanzare dell’età, per diventare come quello della maggior parte dei cinesi, castano scuro, ma questo non è mai accaduto.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LA VISTA DA GATTO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>L’aspetto più straniante della vicenda è che Nong riesce anche a vedere al buio, proprio come i gatti, pertanto, molti lo chiamano proprio CatBoy.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A scoprire questa sua ulteriore particolarità sono stati gli studiosi che l’hanno sottoposto ai test medici per definire le sue effettive condizioni. Hanno, dunque, scoperto che il bambino è in grado di &#8220;leggere perfettamente al buio e di vedere, nella più totale oscurità, proprio come le persone normali durante il giorno.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>PERCHÈ GLI OCCHI DI NONG SONO COSÌ?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Mentre alcuni ipotizzano che la condizione del CatBoy possa essere frutto di un incrocio tra la razza umana e gli alieni, ossia che Nong sia, tecnicamente, un ibrido, invero non è indispensabile scomodare gli alieni per spiegare il fenomeno.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Gli esperti ritengono credono che il piccolo sia nato con una </strong><strong>condizione rara nota leucodermia, comunemente conosciuta come vitiligine.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Questa malattia, oltre ad avere impedito ai suoi occhi di avere il classico colore scuro degli orientali, li rende anche molto sensibili alla luce perché privi dello specifico pigmento protettivo nei confronti della luce solare, il che li rende suscettibili a gravi danni per l’esposizione al sole stesso.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://wellthiness.wordpress.com/2012/01/26/catboy-il-bambino-che-vede-di-notte-come-un-gatto/"><img src="http://img.youtube.com/vi/i9fIZYYcTcE/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>CONCLUSIONI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Così, lungi dall’essere un prodigio o un ibrido, il bambino cinese con gli occhi da gatto è semplicemente portatore di una delle molte condizioni rare che possono colpire il nostro organismo.</strong></p>
<br /> Tagged: <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/bambini-indaco/'>bambini indaco</a>, <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/bambino-cinese-occhi-da-gatto/'>bambino cinese occhi da gatto</a>, <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/catboy/'>CatBoy</a>, <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/doti/'>doti</a>, <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/facolta/'>facoltà</a>, <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/leucodermia/'>leucodermia</a>, <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/nong-youhui/'>Nong Youhui</a>, <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/talenti/'>talenti</a>, <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/vedere-nel-buio/'>vedere nel buio</a>, <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/vista/'>vista</a>, <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/vitiligine/'>vitiligine</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/wellthiness.wordpress.com/8774/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/wellthiness.wordpress.com/8774/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/wellthiness.wordpress.com/8774/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/wellthiness.wordpress.com/8774/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/wellthiness.wordpress.com/8774/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/wellthiness.wordpress.com/8774/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/wellthiness.wordpress.com/8774/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/wellthiness.wordpress.com/8774/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/wellthiness.wordpress.com/8774/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/wellthiness.wordpress.com/8774/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/wellthiness.wordpress.com/8774/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/wellthiness.wordpress.com/8774/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/wellthiness.wordpress.com/8774/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/wellthiness.wordpress.com/8774/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=wellthiness.wordpress.com&amp;blog=10846713&amp;post=8774&amp;subd=wellthiness&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le ragioni della ragione e le ragioni del cuore</title>
		<link>http://wellthiness.wordpress.com/2012/01/23/le-ragioni-della-ragione-e-le-ragioni-del-cuore/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 08:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ada Cattaneo</dc:creator>
				<category><![CDATA[TVS glob]]></category>
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		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[ragioni del cuore]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; meglio seguire il nostro cuore o la nostra testa? Il nostro cuore ha una sua intelligenza, una sua logico? “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non capisce” affermava Blaise Pascal. Mentre Connie Francis sottolineava: &#8220;Ho detto a questo mio cuore che il nostro amore non potrebbe mai essere. Ma poi, sento [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=wellthiness.wordpress.com&amp;blog=10846713&amp;post=8771&amp;subd=wellthiness&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>E&#8217; meglio seguire il nostro cuore o la nostra testa? Il nostro cuore ha una sua intelligenza, una sua logico?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>“Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non capisce” affermava Blaise Pascal.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Mentre Connie Francis sottolineava: &#8220;Ho detto a questo mio cuore che il nostro amore non potrebbe mai essere. Ma poi, sento la tua voce e qualcosa si muove dentro di me.  In qualche modo io non posso resistere alla memoria del tuo bacio. credo che il mio cuore abbia una mente propria.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://thejourneyfortruth.files.wordpress.com/2010/02/heart-passion.jpg?w=341&#038;h=278" alt="" width="341" height="278" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Alcuni studi scientifici hanno ampiamente dimostrato che anche il cuore è dotato di una sua mente, una sua intelligenza, una sua ragione. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Possiede al suo interno dei neuroni, delle cellule analoghe a quelle del cervello che ne guidano lo sviluppo durante le primissime fasi di formazione del feto.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma non è propriamente di ciò che vorrei ragionare con voi oggi…</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>L&#8217;obiettivo è di riflettere un po’ sul </strong><strong>ragionamento emotivo, che prevale nelle questioni di cuore, ed è diverso dal ragionamento intellettuale.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong></strong><strong>Sono due tipi di ragionamento destinati a combattersi tra loro, oppure possono essere integrati?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dobbiamo seguire il nostro cuore interamente in caso di situazioni amorose, o siamo in grado di resistergli?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>LE DIFFERENZE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il ragionamento intellettuale è <span id="more-8771"></span>più ampio dell’emotivo: si riferisce ad un ambito più vasto di circostanze ed ha una maggiore libertà nelle prospettive che può adottare nell&#8217;analisi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I principi alla base del ragionamento emotivo ed intellettuale servono per elaborare le informazioni che determinano il significato degli eventi che ci circondano.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Due esempi di principi del sistema emotivo sono:</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1. I cambiamenti sono più significativi della stabilità;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>2. Un evento personale è più significativo di un non-evento personale.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I corrispondenti principi correlati del sistema intellettuale sono:</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1. I cambiamenti non sono più significativi della stabilità, al contrario, dobbiamo ritenere che vi sia una stabile regolarità nel mondo;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>2. Un evento personale non è necessariamente più significativo di uno non personale.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>QUAL&#8217;E&#8217; IL RAPPORTO TRA I DUE SISTEMI?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Commentando la massima di La Rochefoucauld &#8220;la testa è sempre ingannata dal cuore,&#8221; Jon Elster si chiede perché il cuore dovrebbe preoccuparsi di ingannare la testa. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Perché il cuore non può proprio fare quello che vuole?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La risposta suggerita è che l’idea di essere più guidati dalla ragione che dalle passioni è una parte importante della nostra auto-immagine.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Elster definisce questa tendenza una &#8220;dipendenza alla ragione&#8221; e, giustamente, sostiene che essa rende chi ne è assuefatto estremamente irrazionale piuttosto che razionale.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Una persona razionale sa che, in certe condizioni, è meglio seguire le tendenze emotive piuttosto che processi intellettuali più elaborati.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A volte, però, è evidente anche la tendenza opposta:  presentiamo le nostre azioni calcolate come se fossero contrarie al ragionamento intellettuale e conformi, invece, ai dettami della morale del nostro cuore, perché vogliamo sembrare passionali. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Certi politici che si comportano in modo calcolato ed immorale, in genere, utilizzano questa tattica.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>MECCANISMI E CONTENUTI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I sistemi valutativi sottostanti al ragionamento emotivo ed intellettuale si possono distinguere per i loro meccanismi ed i contenuti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Così, mentre il sistema emozionale utilizza perlopiù un meccanismo spontaneo ed il suo contenuto è limitato, il sistema intellettuale è tipicamente deliberativo ed ha una prospettiva più ampia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il modello psicologico che potrebbe spiegare la conoscenza intuitiva emozionale è quello che si riferisce alle conoscenze specifiche. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Come la conoscenza emotiva, la conoscenza specifica è intuitiva, nel senso che non si basa su un&#8217;attenta analisi intellettuale dei dati forniti, ma piuttosto sull&#8217;attivazione di certe strutture (acquisite ed innate) cognitive.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il famoso architetto americano Frank Lloyd Wright sosteneva che &#8220;un esperto è colui che non ha bisogno di pensare, sa.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Come le conoscenze specifiche, la conoscenza emotiva, nata  dal nostro cuore, è una sorta di sensibilità a certi tipi di stimoli di livello superiore.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>INTUIZIONE E RAGONAMENTO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Così, Daniel Kahneman propone una distinzione tra due sistemi di elaborazione: l’intuizione ed il ragionamento.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>L’intuizione (sistema 1), si basa su un ragionamento emozionale; il ragionamento (sistema 2) si basa su un ragionamento intellettuale.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I due tipi di logica non sono del tutto contraddittori ed hanno alcuni principi comuni.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La loro </strong><strong>integrazione è difficile da conseguire, ma molto preziosa. Gli psicologi la chiamano &#8220;Intelligenza Emotiva”.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>QUANDO SIAMO INNAMORATI…</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quando il nostro cuore ama, possiamo e dovremmo integrare le nostre considerazioni intellettuali nel prendere decisioni sentimentali o dobbiamo semplicemente seguire il nostro cuore?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La questione è complessa, anche se l&#8217;amore è percepito come irrazionale, l&#8217;idea di trovare la persona &#8220;giusta&#8221; implica una scelta razionale.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Invero, l’idea di &#8220;seguire il nostro cuore e non la testa&#8221; è opposta alla razionalità indispensabile quando dobbiamo scegliere la persona amata, una decisione che dovrebbe basarsi sui valori oggettivi che osserviamo in questa.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>LA FOLLIA DELL’AMORE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il conflitto tra i due aspetti si articola in una miriade di modi nella nostra vita quotidiana. Così, un’espressione tipica degli innamorati è: “folle amore&#8230; non è niente altro che folle amore che  non ha proprio niente di razionale… l’amore è solo folle.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Gli amanti, di solito, preferiscono seguire il proprio cuore piuttosto che la mente e ritengono l’agire in conformità con i propri sentimenti la più grande espressione di libertà ed onestà.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>CONCLUSIONI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il nostro cuore ha davvero una propria mente e dovremmo imparare ad ascoltarla, a capire come si esprime, non limitarci a censurarla o ad abbandonarci ad essa. Dovremmo riuscire a  mediare le proprie ragioni del cuore con le considerazioni razionali. Riuscendo ad integrare i due sistemi, avremo il meglio dei due mondi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il tutto è perfettamente sintetizzato in una frase spesso ricorrente tra innamorati: &#8220;Tesoro, so che per te è difficile seguire il tuo cuore, perché non riesci ad ignorare le considerazioni intellettuali. Ma ricordati che viviamo una sola volta e che, ignorare l&#8217;amore in modo permanente, danneggia il nostro cuore. Ed, a volte, persino il tempo non può guarire un cuore ferito…”</strong></p>
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		<title>Come raggiungere la gioia interiore?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 06:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ada Cattaneo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se volessimo sapere come fare ad avere una tranquilla e serena, in armonia con noi stessi e con il resto del mondo, è inutile che ci affanniamo a cercare la risposta fuori da noi. È sufficiente che bussiamo alle porte del nostro cuore, del nostro vero io interiore, della nostra mente più pura ed innocente, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=wellthiness.wordpress.com&amp;blog=10846713&amp;post=8766&amp;subd=wellthiness&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>Se volessimo sapere come fare ad avere una tranquilla e serena, in armonia con noi stessi e con il resto del mondo, è inutile che ci affanniamo a cercare la risposta fuori da noi.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2006/12_Dicembre/20/TRAMONTO.jpg" alt="" width="495" height="308" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>È sufficiente che bussiamo alle <span id="more-8766"></span>porte del nostro cuore, del nostro vero io interiore, della nostra mente più pura ed innocente, delle nostre emozioni più genuine, della nostra anima più trasparente.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La verità che desideriamo conoscere è lì, in attesa di essere svelata ed utilizzata: una vita piena, semplice e gioiosa ci aspetta.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>IL SEGRETO E’ CUSTODITO DENTRO NOI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Prestando attenzione agli spot pubblicitari, ai programmi televisivi o ai film, potremmo credere che a rendere la vita felice sono soltanto il ‘possesso’, ossia, riprendendo l’espressione di Fromm, l’‘avere’ piuttosto che l’‘essere’ o, Verga, la ‘roba’. tentano di illuderci che, per avere una vita, metaforicamente, ‘piena’, deve essere, concretamente’ ‘piena’ di oggetti, di prodotti, di beni e ricchezze.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La società moderna e postmoderna ci hanno  ossessionati con la nostra dimensione esteriore, la nostra parvenza, l’immagine. Quindi siamo angosciati dai nostri sguardi, i capelli, i vestiti, i gioielli e tutti gli altri ornamenti. Ma tutto ciò, non ci arreca nessun tipo di pace interiore.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>È una verità vecchia come il mondo eppure sempre valida.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La Bibbia lo diceva già millenni fa dice: ‘La tua bellezza non dovrebbe venire dagli ornamenti esteriori, come i capelli intrecciati e l&#8217;uso di gioielli d&#8217;oro o i begli abiti. Invece, dovrebbe essere quella del tuo sé interiore, la bellezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore agli occhi di Dio.’ (1 Pietro 3:3-4)</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Certo dobbiamo preoccuparci anche dei nostri corpi, dei nostri muscoli, i nostri fianchi, i nostri capelli&#8230;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>È bene ed auspicabile che ci teniamo in  esercizio per restare in forma, ma ciò non deve trasformarsi in un’ossessione, in una mania: non deve trasformarsi da ‘mezzo’ per poter essere ciò che davvero siamo, per realizzarci nel più profondo, in un ‘fine’ ossia che ciò diventi la nostra essenza stessa. Inesorabilmente, siamo portati a credere che, per avere una vita piena, sia sufficiente accumulare beni di proprietà, entrare e frequentare determinati  gruppi, partiti o altre organizzazioni. Ma, invero, così non ci procuriamo tanto una vita piena, ricca, appagante… ma solo un’esistenza piena di impegni.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il perseguimento ossessivo di tutte queste incombenze e di tutti i traguardi esteriori che ci prefissiamo è interrotto da momenti di perdite o malattia, da fasi durante le quali non possiamo e non riusciamo ad occuparci di noi stessi. Solo allora ci accorgiamo dell’enorme buco, del drammatico vuoto c’è proprio nel cuore di quella che, ingenuamente, ritenevamo una &#8220;vita piena&#8221; emerge.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ed il baratro che scopriamo tende sempre più ad ampliarsi, generando un&#8217;ansia insopportabile, minacciandoci nella nostra essenza più vera.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>IL SEGRETO DI UNA VITA PIENA</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ciò che rende la vita ‘piena’ è la semplicità, le relazioni con pochi intimi, l’appartenenza ad alcuni gruppi che ci interessano davvero, che sono affini ai nostri valori, avere abbastanza soldi per vivere; possedere ciò del quale, realmente, abbiamo bisogno e, prima di tutto, di raggiungere un equilibrio e l’armonia interiore, realizzare il nostro dover essere.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>LA VERA GIOIA</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Tutti i piaceri (siano essi legati al sesso, al cibo, al riposo, alle vacanze, ai o giochi…) sono surrogati  poveri della gioia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Tutti questi sono piaceri che rappresentano dei segni del nostro essere vivi, e che abbiamo il diritto di conseguire.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma è importante non confondere questi piaceri con la gioia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La gioia è un senso profondo di soddisfazione, di realizzazione, di appagamento e, nella sua versione più intensa,  è un sentimento di esaltazione derivante dal di dentro, dall’essere coerenti con i nostri valori e principi, dall’imparare a guardare il mondo con gli occhi diversi, con gli occhi del cuore.</strong></p>
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			<media:title type="html">Ada Cattaneo</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>JoAnne Fluke, la ballerina con metà corpo che vince la vita</title>
		<link>http://wellthiness.wordpress.com/2012/01/18/joanne-fluke-la-ballerina-con-meta-corpo-che-vince-la-vita/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 07:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ada Cattaneo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eroi della Nuova Era]]></category>
		<category><![CDATA[amore per la vita]]></category>
		<category><![CDATA[ballo su sedia a rotelle]]></category>
		<category><![CDATA[coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[danza]]></category>
		<category><![CDATA[donna con metà corpo]]></category>
		<category><![CDATA[eroe della quotidianità]]></category>
		<category><![CDATA[JoAnne Fukle]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[regressione caudale]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è chi è invidiato da molti perché ha un corpo perfetto, sano, vigoroso, un volto meraviglioso, angelico, un aspetto elegante, seducente… eppure non riesce a  vivere veramente e ad essere felice. C’è poi anche chi ha un corpo menomato o, persino, solo metà corpo eppure vive un’esistenza piena, felice, gratificante. Non di rado si tratta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=wellthiness.wordpress.com&amp;blog=10846713&amp;post=8762&amp;subd=wellthiness&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>C’è chi è invidiato da molti perché ha un corpo perfetto, sano, vigoroso, un volto meraviglioso, angelico, un aspetto elegante, seducente… eppure non riesce a  vivere veramente e ad essere felice.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://image.com.com/tv/images/processed/default/cc/81/329737.jpg" alt="" width="450" height="337" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>C’è poi anche chi ha un corpo menomato o, persino, solo metà corpo eppure vive un’esistenza piena, felice, gratificante.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Non di <span id="more-8762"></span>rado si tratta di eroi della quotidianità che, invece di suscitare in noi commiserazione, pena, pietà, invero, sono e diventano grandi modelli ai quali guardare per imparare a riconoscere i veri Valori e ciò che realmente ci rende esseri umani.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>JoAnne Fluke rientra, indubbiamente, in questa seconda categoria esprimendo, intensamente, l’essenza più sublime e nobile della libertà, del movimento, del  sentimento, della lode alla vita.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>È il magico spirito della forza di volontà, l’angelo</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Della danza, del ballo liscio su una sedia a rotelle.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dal cha-cha alla salsa, dalla rumba decisamente sexy al valzer viennese, nulla riesce a fermare la sua travolgente passione per la danza, nemmeno la sua condizione fisica.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ed, anzi, come spiega con un meraviglioso sorriso sul viso, &#8220;danzare mi fa sentire bella, elegante, una vera signora&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma chi è questo vulcano travolgente?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>UN SORRISO RUBATO ALLA MORTE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Esuberante e dai capelli color rame, di Ottawa, Kansas, JoAnne Fluke è nata affetta da una rara condizione chiamata regressione caudale.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Le sue gambe, del tutto insensibili, sono piccole pendici di dimensioni non superiori a quelle dei bambini appena nati palmate alle ginocchia. Sono ripiegate su se stesse, nascoste sotto al parte superore del duo corpo che, invece, è del tutto analoga a quella di una trentenne. Così, quando è seduta, il suo aspetto nessuno potrebbe mai immaginare che è priva della parte inferiore del corpo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Al momento della nascita, i medici  le danno, al massimo, poche ore di vita… ma, come sempre, la vita stessa può molto più delle supposizioni scientifiche ed, in breve, JoAnne va a casa ed inizia la sua meravigliosa esistenza attorniata da tanto amore.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E, quando un giorno, ancora bambina, i suoi compagni di scuola la apostrofano, schernendola, dopo un’attenta riflessione, giunge alla grande deduzione: “Non sono una nanetta, sono fatta così “ e, come spiega sua madre, “JoAnne non credo che abbia mai pensato che l’handicap la limitasse: è il suo modo di essere, e se non fosse così, non sarebbe più lei”.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>LA PASSIONE PER LA DANZA</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A soli tre anni ha già perfettamente capito che la sua vera, grande passione è la danza.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E con il suo splendido sorriso, nel corso degli anni, non si tira mai indietro, è sempre in prima fila ovunque ci sia la possibilità di ballare, allenandosi persino con le cheer leader.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ed ancora oggi, sulla pista da ballo, quando sente le note melodiose del valzer che la trasportano, quando il suo cavaliere la solleva in aria tenendola tra le braccia e spazzato le sue braccia, elegante ed affascinante, nessuno mai potrebbe osare a dubitare che sia, fino in fondo una donna, una donna completa, malgrado la manchi metà del corpo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8220;Quando sto ballando è come se la mia disabilità scomparisse, non la vedo affatto: la danza mi assorbe, mi trascina mi dà le gambe che non mi ha dato la natura”.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>IL CORAGGIO DELLA PASSIONE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A 32, Fluke è vivace, audace, una ex Miss disabili Kansas, che dalle scuole medie all’università, non si è mai sottratta ai riflettori e non ha mai avuto nessuno scrupolo solo perché è su una seda a rotelle o perché deve usare le mani per camminare o per ballare.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Con grande coraggio non permette mai alla sua condizione fisica di limitarle la possibilità di fare qualche cosa ed, anzi, in casa sua ha preferito che tutto fosse come in un’abitazione normale perché “preferisco essere io ad adattarmi al mondo: io sono fatta così, lui è fatto così, e troviamo sempre un compromesso”</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>UN SOGNO CHE DIVENTA REALTÀ</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>L’amore per la danza, ha portato, da pochi mesi, JoAnnea realizzare un progetto ambiziosissimo quanto grandioso: ha creato un piccolo gruppo, in continua crescita, di ballerini che praticano il ballo sedia a rotelle in Kansas City.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ed il suo grande traguardo è di portare il ballo su sedia a rotelle tra le discipline alle Olimpiadi 2012.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>IL GRANDE PROGETTO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Nell&#8217;ultimo anno, Pruitt, Fluke ed altri hanno formato un’organizzazione senza scopo di lucro di ballo alternativo chiamato Groovability (“al contrario di disabilità&#8221;).</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8220;Io non volevo essere l&#8217;unica ad avere questa opportunità&#8221;, ribadisce Fluke. &#8220;E &#8216;troppo meraviglioso perché possa goderne solo io.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ora, ogni, sabato Fluke e tre o quattro amici danzano sulle loro sedie sul pavimento di legno al Bella Studio di piazza Westport Manor.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Prima ancora Fluke ha cercato invano scuole di danza locali per trovare un corso per persone su sedia a rotelle. Il risultato è stato pressoché nullo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Allora ha pensato ad una soluzione alternativa: chiamare dei maestri di ballo direttamente.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Così, tutto è iniziato nel 2007 con una telefonata ed una bugia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Fluke telefona a Pruitt e gli chiede: &#8220;Sei un insegnate ballo danza su sedia a rotelle?&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ed egli risponde affermativamente, benché non abbia la minima idea di che cosa sia la danza su sedia a rotelle ed inizia ad informarsi su Internet e presso altre fonti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E Pruitt ha accettato la sfida vincendola.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma per capire ciò che era possibile fare con una persona sulla sedia a rotelle, ciò che il corpo e la sedia potrebbero fare insieme, Pruitt ha acquisito, a sua volta,  una sedia e, per quattro giorni, ha vissuto come se fosse un disabile. &#8220;Sono andato al bagno sula sedia a rotelle. Ho fatto la doccia. Ho legato le gambe insieme per essere davvero come un disabile, così ho capito davvero tante, tante cose”</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8220;Ti dirò, queste donne mi hanno insegnato di più sulla vita di chiunque altro. Mi hanno insegnato moltissimo su come niente ti può fermare. Mi hanno sfidato al di là delle mie capacità, costringendomi ad inventare una coreografia creativa&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>CONCLUSIONE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Le ultime parole di Fluke riassumono perfettamente l’essenza della sua esperienza e della sua vita: &#8220;Ballando ho l&#8217;opportunità di esprimere realmente come mi sento. Quando ballo non importa che io abbia le ruote al posto dei piedi: tutto è nel mio  cuore, nella mia anima&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quanti normodotati hanno il coraggio di sottoscrivere una frase del genere? Quanti osano mettere in dubbio che questa donna, non sia una donna completa solo perché ha metà corpo in meno? Quanti si sentono di negare che Fluke non sia un eroe della quotidianità, un fulgido esempio del significato della vita nella nuova era?</strong></p>
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			<media:title type="html">Ada Cattaneo</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Non sogni? Semplici strategie per tornare a sognare</title>
		<link>http://wellthiness.wordpress.com/2012/01/17/non-sogni-semplici-strategie-per-tornare-a-sognare/</link>
		<comments>http://wellthiness.wordpress.com/2012/01/17/non-sogni-semplici-strategie-per-tornare-a-sognare/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 09:08:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ada Cattaneo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[attività onirica]]></category>
		<category><![CDATA[ricordare i sogni]]></category>
		<category><![CDATA[sognare]]></category>
		<category><![CDATA[sveglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sognare è parte integrante della nostra esistenza, è una funzione fondamentale dalle mille sfaccettature che ci consente il mantenimento del nostro equilibrio psicofisico e del nostro benessere, l&#8217;appagamento dei nostri desideri nonché un&#8217;importante porta di accesso al nostro inconscio.   C’è chi sogna di notte, chi sogna ad occhi aperti, chi considera la vita un infinito [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=wellthiness.wordpress.com&amp;blog=10846713&amp;post=8759&amp;subd=wellthiness&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>Sognare è parte integrante della nostra esistenza, è una funzione fondamentale dalle <a title="Alcune curiosità sui sogni" href="http://wellthiness.wordpress.com/2011/07/04/curiosita-sui-sogni/">mille sfaccettature</a> che ci consente il mantenimento del nostro equilibrio psicofisico e del nostro benessere, l&#8217;<a title="IL SOGNO È UN TENTATO APPAGAMENTO DI UN DESIDERIO (Sigmund Freud)" href="http://wellthiness.wordpress.com/2010/10/23/il-sogno-e-un-tentato-appagamento-di-un-desiderio-sigmund-freud/">appagamento dei nostri desideri</a> nonché un&#8217;importante porta di accesso al nostro inconscio.  </strong></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://carltons-quote-corner.weebly.com/uploads/8/5/6/8/8568685/7966808_orig.jpg" alt="" width="413" height="322" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>C’è chi sogna di notte, chi sogna ad occhi aperti, chi considera la vita un infinito sogno. E se, nell’antichità alcuni filosofi mettevano il dubbio tra sogno e realtà (sogno di sognare?, la realtà è solo un sogno?&#8230;), se è vero che siamo <a title="SIAMO FATTI DELLA STESSA SOSTANZA DEI SOGNI E LA NOSTRA PICCOLA VITA E’ CIRCONDATA DAL SONNO (William Shakespeare)" href="http://wellthiness.wordpress.com/2010/09/26/siamo-fatti-della-stessa-sostanza-dei-sogni-e-la-nostra-piccola-vita-e%e2%80%99-circondata-dal-sonno-william-shakespeare/">fatti della stessa sostanza dei sogni</a>, è altrettanto vero che non manca nemmeno chi ha la sensazione di non sognare.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma è proprio così? Invero <span id="more-8759"></span>tutti abbiamo un’attività onirica: è solo questione che non ce ne ricordiamo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>C’è, dunque, un qualche modo per “ritornare” a sognare? </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quali sono le strategie?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Per essere in grado di riconoscere i nostri sogni in quanto tali e mentre stanno accadendo, è necessario avere familiarità con le dinamiche e le modalità attraverso le quali essi  lavorano.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Prima di tutto dobbiamo riuscire a ricordare almeno un sogno ogni notte.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>I VANTAGGI DI DORMIRE IL GIUSTO TEMPO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dormire il tempo dovuto è il primo passo per ricordare i sogni.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Se siamo riposati sarà più facile focalizzarci sul nostro obiettivo di rammentare la nostra attività onirica. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Un altro vantaggio di dormire bene è che i periodi nei quali sogniamo diventano più lunghi e più ravvicinati via via che la notte procede.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La prima fase di sogno durante la notte è la più breve, dura non più di una decina di minuti, mentre dopo 8 ore di sonno, i periodi di sogno possono raggiungere anche dai 45 minuti ad un&#8217;ora.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>NESSUNO NON SOGNA</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Tutti sogniamo ogni notte, con una scadenza di circa 90 minuti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Le persone che dicono di non sognare mai, invero, semplicemente, non se ne ricordano.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Possiamo fare più sogni nel corso di un periodo REM (la fase, propriamente onirica) e sono separati da brevi risvegli. Nella maggior parte dei casi, però, ce ne dimentichiamo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>È generalmente accettato fra i ricercatori che i sogni non si ricordano a meno che il dormiente non si svegli direttamente dal sogno, piuttosto che dopo essere passato da altre fasi del sonno.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>L’IMPORTANZA DI ANNOTARE I SOGNI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Per cercare di sviluppare la nostra capacità di ricordare l&#8217;attività onirica, può essere molto utile che teniamo un diario completo dei nostri sogni.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Perciò cerchiamo di avere, sempre, a portata di mano, vicino al letto, della carta sulla quale registrare ogni sogno che ci ricordiamo, indipendentemente da quanto frammentario ed incompleto sia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quindi, il primo passo è proprio di scrivere tutto non solo i sogni completi, coerenti o interessanti, ma proprio tutti, anche se si trattasse semplicemente di un volto, un profumo, una sensazione, una stanza&#8230;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quando ci svegliamo di notte e ricordiamo quanto stavamo sognando, dobbiamo annotarlo immediatamente.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Se non lo facessimo, la mattina dopo, potremmo scoprire che non ci rammentiamo affatto del sogno o, comunque, ci saremo scordati molti particolari interessanti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>ALCUNE ACCORTESSE PER SCRIVERE I SOGNI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Vari studi hanno dimostrato la nostra mente lavora in modo tale da rendere più difficile riuscire a recuperare le nostre esperienze oniriche rispetto a quelle compiute durante la veglia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Proprio per ciò è indispensabile che, ogni volta che ricordiamo un sogno, lo annotiamo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Se non abbiamo voglia di scrivere molto, perché sono le 3 del mattino, almeno appuntiamoci i passaggi-chiave della trama.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>È, inoltre importante che trascriviamo, nel modo più fedele, il contenuto preciso di ogni dialogo, perché, quasi, inevitabilmente, in brevissimo tempo, tendiamo a scordare le parole.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>COME AUMENTARE LA CAPACITÀ DI RICORDARE I SOGNI?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Secondo alcuni esperti, tutto ciò che dobbiamo fare per aumentare la nostra capacità di richiamare a memoria quanto sogniamo, è di ricordare a noi stessi, quando ci addormentiamo, che vogliamo risvegliarci rammentando pienamente i nostri sogni. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Si tratta di un meccanismo che  funziona in modo simile a quando dobbiamo ricordarci di svegliarci  ad una certa  ora del mattino.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Inoltre, lavorare sulla nostra attività onirica, tentando di riportarla alla coscienza, potrebbe aiutarci a capire meglio noi stessi perché i nostri sogni sono sempre interessanti e significativi: ci danno un messaggio del nostro inconscio.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>RICOSTRUIAMO UN’ESPERIENZA PIÙ O MENO SOGNATA</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Tra le principali cause del nostro oblio dei sogni è l’interferenza di altri pensieri. Essi entrano in diretta competizione con l&#8217;attività onirica e magnetizzando in modo più efficace la nostra attenzione.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quindi, lasciamo che il nostro primo pensiero al risveglio sia: &#8220;Che cosa stavo sognando?&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Prima di tentare di scrivere il sogno, andiamo oltre a questo stesso, scavando nella nostra mente, e cerchiamo di ri-raccontare a noi stessi l’intera storia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Due accorgimenti fondamentali per avere successo sono: da un lato il fatto che NON dobbiamo spostarci dalla posizione nella quale ci siamo svegliati e, dall’altro, non dobbiamo lasciarci sopraffare subito dalle preoccupazioni della giornata.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il segreto è proprio di aggrapparci a qualsiasi indizio di quanto abbiamo esperito (stati d&#8217;animo, sensazioni, frammenti di immagini), e cercare di ricostruirvi una storia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quando rievochiamo una scena, sforziamoci di ricordare quanto è successo prima, e prima ancora. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ossia proviamo a rivivere il sogno a ritroso, in senso inverso. Se dopo alcuni minuti, tutto ciò che ricordiamo fosse anche solo  uno stato d&#8217;animo, descriviamolo nei particolari nel nostro diario dei sogni.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>E SE NON RIUSCISSIMO A RECUPERARE PROPRIO NIENTE…</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Se non riuscissimo a recuperare proprio nulla, proviamo ad immaginare un sogno che potremmo avere fatto ed annotiamo i nostri attuali sentimenti, elenchiamo le nostre preoccupazioni attuali. Poi chiediamoci: &#8220;Ho sognato questo?&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ed ancora, ammettendo di non rammentare proprio niente mentre siamo ancora a letto, non è da escludere che qualche evento o scena durante la giornata, non possa farci sovvenire qualcosa di quello che abbiamo sognato la notte precedente.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quindi dobbiamo essere pronti a cogliere questo piccolo segnale, quando lo scopriamo, ed a registrarlo insieme a tutti i ricordi che, eventualmente, riporta con sé in superficie dal nostro inconscio.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>L’ESCAMOTAGE DELLA SVEGLIA</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Se ci rendiamo conto di avere un sonno troppo profondo per risvegliarci direttamente dai nostri sogni, proviamo a puntare una sveglia per cercare di destarci nel momento stesso nel quale rischiamo di essere in fase onirica.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Come fare?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Sappiamo che i nostri periodi REM si verificano ad intervalli di circa 90 minuti, quindi il momento ottimale dovrebbe essere un multiplo di 90 minuti dopo l’ora nella quale siamo andati a dormire.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Di conseguenza, possiamo puntare la sveglia a 4,5, 6, o 7,5 ore dopo esserci coricati. Ancora una volta, quando ci svegliamo, non dobbiamo muoverci e dobbiamo, invece, pensare prima di tutto solo a quello che stavamo sognando  e poi lo scriviamo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>IL SEGRETO DEL SUCCESSO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Per ricordarci delle nostre intenzioni e metterci nello spirito dei nostri sogni, leggiamo il nostro diario prima di andare a letto. Di primo acchito, può sembrare difficile imparare a ricordare i nostri sogni, ma se persistiamo, sarà quasi certamente un successo e possiamo persino giungere a  ricordare fino a quattro o più sogni per notte.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Naturalmente, una volta raggiunto questo livello, probabilmente non desidereremo più trascrivere tutti i nostri sogni, ma solo i più  significativi o convincenti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E, tanto più familiarizziamo con lo stile dei nostri sogni, quanto più sarà facile, per noi, ricordare quello che sogniamo mentre stiamo sognando ed esplorare il mondo dei nostri sogni mentre sono ancora in ‘scena’.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>CONCLUSIONE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Riassumendo, tutti sogniamo e, con qualche semplice accorgimento, anche chi non si ricorda il frutto della propria attività onirica, può semplicemente riuscire a ritornare a gustare il piacere di goderne, oltre che attingervi per capire molto di più di se stesso.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Concludendo, alcuni studiosi hanno stilato un elenco delle 10 regole da rispettare per ricordare i nostri sogni:</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1- decidi consciamente di ricordare i tuoi sogni</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>2- tieniti sempre qualcosa sul quale scrivere e una penna o una matita a portata di mano, vicino al letto</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>3- metti la sveglia vicino al letto</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>4- attacca un post-it sulla sveglia con scritto “che cosa ho sognato?”</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>5- vai a letto presto in modo da avere un tempo sufficiente per dormire</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>6- prima di dormire pensa a qualche questione emotivamente molto coinvolgente, ma non troppo negativa</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>7- concentrati su richiamare alla memoria quello che hai sognato, appena ti svegli</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>8- registra i tuoi sogni su un diario</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>9- aumenta il numero di sogni che puoi ricordare annotando nel diario tutto quello che ti ricordi di quanto ti è successo durante la notte</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>10- tieni con te qualcosa sul quale prendere eventuali appunti anche durante il giorno</strong></p>
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		<title>Il curioso effetto della scarsità di donne: gli uomini spendono di più, risparmiano meno e&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 06:31:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ada Cattaneo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che cosa succede in una società a prevalenza maschile, ossia dove è meno facile per gli uomini trovare una partner? Mentre in alcune culture (in Cina, in India&#8230;) la nascita di una femmina è vissuta come una disgrazia e, pertanto, il numero di aborti di bambine è nettamente superiore, dovremmo interrogarci su quali possano essere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=wellthiness.wordpress.com&amp;blog=10846713&amp;post=8756&amp;subd=wellthiness&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>Che cosa succede in una società a prevalenza maschile, ossia dove è meno facile per gli uomini trovare una partner?</strong></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://karinhofer.files.wordpress.com/2009/09/corteggiare.jpg?w=450&#038;h=303" alt="" width="450" height="303" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Mentre in alcune culture (in Cina, in India&#8230;) la nascita di una femmina è vissuta come una disgrazia e, pertanto, il numero di aborti di bambine è nettamente superiore, dovremmo interrogarci su quali possano essere gli effetti di una società a prevalenza maschile.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>QUALCHE PREMESSA </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Una serie di studi molto interessanti sta rivelando gli <span id="more-8756"></span>effetti estremamente negativi, in termini di violenza, aggressività, competizione in una società a prevalenza maschile. Il motivo?  Perché la scarsità di possibili partner induce gli uomini a combattere in modo più duro per conquistare una compagna. Fino a qui c’è poco di nuovo, ma l’aspetto più curioso è l’impatto che la mancanza di donne ha anche a livello economico-finanziario sugli esponenti del sesso forte.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>La percezione che le donne scarseggino induce gli uomini a diventare impulsivi, a risparmiare di meno, ad aumentare le domande di prestiti, secondo una nuova ricerca della University of Minnesota Carlson School of Management.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8220;Quello che vediamo in altri animali è che quando le femmine sono poche, i maschi diventano più competitivi devono essere più aggressivi per .sbarazzarsi dei contendenti e conquistare la partner desiderata&#8221;, spiega Vladas Griskevicius, l’autrice dello studio prossimamente pubblicato sul <em>Journal of Personality and Social Psychology</em>,</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8220;Come i mettono in competizione tra loro gli per l&#8217;accesso ai compagni? Un aspetto transculturale è che gli uomini, spesso, lo fanno attraverso il denaro, lo status ed i prodotti che consumano, non di rado, intesi a mo’ di simboli e di strumenti per ostentare&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>CON POCHE DONNE GLI UOMINI SONO DISPOSTI A RISPARMIARE MENO E CHIEDERE PIÙ PRESTITI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Per testare la teoria che il rapporto tra i membri dei due sessi influenza le decisioni economiche, i ricercatori hanno  dato da leggere ad un campione di uomini, un articolo che descriveva la popolazione locale come costituita da più uomini o più donne. Quindi è stato chiesto a loro quanti soldi avrebbero risparmiato ogni mese dallo stipendio e quanto avrebbero chiesto in prestito con la carta di credito per le spese immediate.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il risultato dell’indagine è molto chiaro: quando gli uomini credono che ci siano poche donne, il tasso di risparmio diminuisce del 42 per cento e sono disposti a prendere in prestito l’84 per cento in più di soldi ogni mese.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>CON POCHE DONNE, MEGLIO AVERE MENO SOLDI, MA SUBITO DISPONIBILI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>In un altro studio, ai partecipanti sono state mostrate varie foto di uomini e donne nelle quali c’era una maggioranza di uno o dell’altro sesso oppure c’era un equilibrio tra uomini e donne.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dopo aver guardato le fotografie, i partecipanti sono stati invitati a scegliere tra ricevere alcuni soldi, subito, all’indomani o una somma maggiore, in un mese.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ed anche qui il risultato conferma l’ipotesi dell’influenza della quantità di esponenti del genere femminile all’interno della comunità sulla dimensione economica.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quando le donne scarseggiano nelle foto, gli uomini sono molto più propensi a ricevere subito $ 20 invece che aspettare un mese per averne 30$.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>QUESTIONI DI SUBCONSCIO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Secondo Griskevicius, i partecipanti ignoravano completamente che il rapporto tra il numero di uomini e di donne potesse avere un qualche effetto sul loro comportamento.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Gli uomini vedendo meno donne, sono stati indotti, automaticamente, ad essere più impulsivi, a voler risparmiare di meno ed a chiedere più soldi in prestito da spendere per acquisti immediati.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8220;L&#8217;economia ci dice che gli esseri umani di prendono delle decisioni con molta attenzione, filtrando le scelte tramite una serie di riflessioni e pensieri. E questo ci distingue dagli animali. Ma noi abbiamo scoperto che abbiamo molto in comune con gli altri animali. Alcuni dei nostri comportamenti sono molto più riflessi e subconsci. Appena vediamo che ci sono più uomini che donne nel nostro ambiente, cambiamo automaticamente i nostri desideri, i nostri comportamenti, e tutta la nostra psicologia.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>RAPPORTI SESSO INFLUENZANO LE ASPETTATIVE DELLE DONNE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A questo punto la domanda è naturale: e nelle donne che cosa succede in un contesto con più, meno o un ugual numero di uomini?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Mentre i rapporti sessuali non influenzano le scelte finanziarie delle donne, sono però, in grado di avere un impatto sulle loro aspettative riguardo a come gli uomini dovrebbero spendere i loro soldi quando le corteggiano. Dopo aver letto un articolo per nel quale si parla di una realtà a maggioranza maschile, le donne si aspettano che gli uomini spendano più in appuntamenti a cena, regali per San Valentino ed anelli di fidanzamento.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8220;Quando c&#8217;è carenza di donne, le donne sentono che gli uomini dovrebbero essere più esosi nel corteggiamento&#8221;, aggiunge Griskevicius.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D’altro canto gli stessi uomini preventivano di investire più sforzi, anche economici, per accoppiarsi e corteggiare, in un ambiente a prevalenza maschile.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>I DATI DI ARCHIVIO CONFERMANO L’IPOTESI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Oltre a condurre esperimenti di laboratorio, i ricercatori hanno esaminato i dati di archivio e calcolati i rapporti tra i sessi di oltre 120 città degli Stati Uniti. Coerentemente con la loro ipotesi, le comunità con abbondanza di uomini single hanno mostrato maggiore titolarità di carte di credito e superiori livelli di indebitamento.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Un esempio lampante è stato trovato in due comunità situate a meno di 100 chilometri di distanza. A Columbus, in Georgia, dove ci sono 1,18 uomini single per ogni donna single, il debito al consumo medio è di 3.479 dollari superiore a quello di Macon, Georgia, dove ci sono solo 0,78 uomini per ogni donna.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>QUALI SONO LE IMPLICAZIONI DI QUESTA RICERCA PER IL MARKETING E LA SOCIETÀ?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Considerando che gli studi precedenti hanno trovato che solo vedendo una donna attraente nella pubblicità un uomo diventerebbe più  aggressivo o disponibile a consumare vistosamente, &#8220;Le conseguenze finanziarie di troppi uomini&#8221; suggerisce che il meccanismo, invero, potrebbe non essere così semplice. Secondo i risultati, se una single  è circondata e contesa da molti o pochi uomini, c’è un impatto molto significativo sulla reazione che suscita.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> Griskevicius dice che gli effetti degli equilibri sessuali vanno al di là del marketing ed influenzano tutti i tipi di comportamento. Vari altri studi mostrano la forte correlazione tra la quantità di uomini e l’aggressività dei comportamenti maschili.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8220;Stiamo solo guardando la punta dell&#8217;iceberg quando si tratta di comportamenti economico-finanziari&#8221;, dice Griskevicius. &#8220;Una delle implicazioni più preoccupanti negli equilibri tra i sessi, per il mondo in generale, è che non si tratta di più di solo denaro. Si tratta di violenza e di sopravvivenza&#8221;</strong></p>
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			<media:title type="html">Ada Cattaneo</media:title>
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		<title>Il cervello deve ingannarci. Causa-effetto?: tutta una farsa</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 06:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ada Cattaneo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[butterfly effect]]></category>
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		<description><![CDATA[Il nostro bisogno di auto-ingannarsi, di semplificare, di finzioni per funzionare in modo più rapido e snello. A ciascuno di noi piace pensare che tutti i problemi abbiano delle soluzioni. Le ragioni possono essere complesse e difficili da afferrare, ma per una particolare semplificazione concettuale, crediamo che, una volta comprese le cause di un fenomeno, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=wellthiness.wordpress.com&amp;blog=10846713&amp;post=8751&amp;subd=wellthiness&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>Il nostro bisogno di auto-ingannarsi, di semplificare, di finzioni per funzionare in modo più rapido e snello.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://wellthiness.files.wordpress.com/2012/01/dna.jpg?w=448&#038;h=336" alt="" width="448" height="336" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A ciascuno di noi piace pensare che tutti i problemi abbiano delle soluzioni. Le ragioni possono essere complesse e difficili da afferrare, ma per <span id="more-8751"></span>una particolare semplificazione concettuale, crediamo che, una volta comprese le cause di un fenomeno, siamo in grado di gestire gli effetti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Invero si tratta di un errore logico che è tanto più grave in un mondo ipercomplesso ed interconnesso dove ogni conseguenza è sempre il risultato dell’assommarsi di più cause.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E crediamo anche che le risposte più semplici siano le migliori e che, malgrado le apparenze siano spesso confuse, scavando abbastanza in profondità, possiamo, prima o poi, raggiungere il nucleo di verità che ci dà la possibilità di ottenere un maggior controllo sugli eventi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A fronte dei fatti, anche questa seconda convinzione è sempre più difficile da sostenere.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>ALCUNI ESEMPI DI COMPLESSITÀ NON COMPRESA</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Gli investitori, per esempio, si concentrano su alcuni aspetti “fondamentali&#8221; di un titolo per stabilire se crescerà il suo valore. La società è stata ben capitalizzata? Ben gestita? Ha una posizione strategica nel mercato?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Le società di intermediazione ricorrono agli analisti per studiare tali fattori al fine di consigliare i propri clienti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quindi gli economisti hanno esaminato i dati più da vicino scoprendo che nessun analista si preoccupa mai, in modo sistematico, di quanto accade fuori dal mercato.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Così, il meglio che un investitore può fare è di diversificare, assemblare vari titoli che vadano a coprire l’ampia gamma delle possibilità messe a disposizione dal mercato.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Questa scoperta ha portato alla nascita dei fondi indicizzati che non risolvono il problema per gli investitori, ma rendono più facile vivere convivervi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Recentemente Jonah Lehrer ha spiegato, su Wired, come anche la scienza sta contribuendo alla crisi e ci sta facendo fallire.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Per spiegarlo, si è concentrato sugli sforzi dell&#8217;industria farmaceutica per produrre farmaci che colpiscano dei mali specifici. L’esempio che riporta è di un farmaco estremamente promettente per trattare il colesterolo sviluppato dalla Pfizer.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Nella fase finale degli studi clinici si è scoperto che il farmaco non funzionava ed, anzi, in molti casi, i pazienti ne erano danneggiati.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>IL GRANDE INGANNO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Lehrer ci ha ricordato che, più di 200 anni fa, il filosofo scozzese David Hume aveva già  sottolineato che noi non possiamo mai conoscere tutte le concause che concorrono a provocare un singolo effetto.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Vediamo le correlazioni tra gli eventi e ci creiamo delle storie, delle narrazioni che  collegano le presunte cause ai presunti effetti, ma &#8220;le spiegazioni causali sono sempre semplificazioni.&#8221; Secondo Lehrer, &#8220;ci aiutano a comprendere il mondo a colpo d&#8217;occhio.&#8221; Ma, potremmo aggiungere, sono come gli stereotipi, i pre-giudizi, i pre-concetti: spogliano la realtà delle sue varie sfaccettature, riducendola a uno schema mentale che ci risulta familiare, che abbiamo elaborato, nel tempo e rientra, pertanto, nel nostro bagaglio di conoscenze ed abitudini di pensiero, senza, però, descrivere il contingente.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D&#8217;altra parte, &#8220;queste stesse scorciatoie finiscono per metterci nei guai seri nel mondo moderno. e la cosa diventa ancora più grave quando usiamo le nostre abitudini percettive per spiegare gli eventi che non possiamo percepire o capire facilmente.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>L&#8217;acqua pulita ci sembra migliorare notevolmente la salute pubblica. Quando i chirurghi si lavano le mani, si riduce notevolmente il numero di pazienti che muoiono. Queste correlazioni sono inconfutabili.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma quando cerchiamo di spiegare la complessità dei composti biologici che interagiscono con il corpo o per predire il comportamento dei mercati finanziari, finisce che ci avviluppiamo nelle nostre stesse finzioni.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8220;I dettagli cambiano sempre, ma la storia rimane la stessa: Noi pensiamo di capire come funziona una cosa, come tutte le schegge di realtà che vediamo si incastrano fra loro in un presunto processo lineare di causa-effetto, ma non lo facciamo.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Così Lehrer conclude: &#8220;viviamo in un mondo tutto è interconnesso, un groviglio inestricabile di cause ed effetti. Anche quando un sistema viene sezionato nelle sue parti fondamentali, ciascuna di queste le parti è ancora influenzata da una marea di forze che non possiamo capire o non abbiamo preso in considerazione o possiamo non immaginare”</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>CONCLUSIONI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Noi abbiamo bisogno delle nostre affabulazioni, delle nostre spiegazioni tratte dal senso comune delle cose per snellire e fluidificare i nostri pensieri, le nostre decisioni, le nostre azioni, ma dobbiamo anche stare attenti a queste semplificazioni. E ciò è tanto più vero in quanto cresce il livello di complessità ed interdipendenza del mondo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Si spiega così il paradosso del butterfly effect, l’effetto farfalla in virtù del quale, il battito d’ali di una farfalla in</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Australia può provocare un uragano a New York. Un simile fenomeno non si può spiegare con un semplice e diretto rapporto di causa-effetto.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ed ancora, non dobbiamo mai dimenticare la profonda differenza tra complicazione e complessità. Il mondo di oggi non è complicato (implica l’esistenza di una soluzione, che, magari, a noi è ignota, ma c’è) ma complesso (tanto articolato da non potere essere risolto, bensì, al massimo gestito).</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Pensiamo alla questione dell’inquinamento: non possiamo trovare la chiave di volta che elimini definitivamente il problema perché è il risultato dell’intrecciarsi di un’infinità di fattori che spaziano dall’aumento di Co2 alla deforestazione, dal buco nell’ozono alla perdita all’estinzione di molte specie…</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La complessità del sistema costituito nel quale ci ritroviamo a vivere, la mancanza di informazioni utili a farci comprendere i nessi di causa-effetto che si instaurano tra eventi che sembrano non avere assolutamente nulla in comune e la mancanza di consapevolezza delle conseguenze prodotte dalle azioni di ciascuno di noi concorrono, dunque, a falsificare la presunta validità del principio di causalità aprendo la porta ad inedite logiche.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ancora una volta il problema è che non siamo attrezzati mentalmente e concettualmente per affrontare la complessità e, quindi, servendoci del principio di causalità diretta, non posiamo né riusciremo mai a capire quanto accade attorno a noi e, tanto meno, a governarlo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><br />
</strong></p>
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			<media:title type="html">Ada Cattaneo</media:title>
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	</item>
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		<title>Il segreto del successo e la felicità passa per l&#8217;autostima e la fiducia in noi</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 00:41:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ada Cattaneo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<category><![CDATA[autostima]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella vita la paura rischia di impedirci di compiere ciò che vorremmo o potremmo compiere, di bloccarci, di non riuscire a raggiungere i nostri obiettivi, di rinunciare a diventare ed essere, fino in fondo, noi stessi. Può sembrare scontato, ma sentirci bene con noi stessi &#8211; che significa avere una buona dose di autostima e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=wellthiness.wordpress.com&amp;blog=10846713&amp;post=8747&amp;subd=wellthiness&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>Nella vita la paura rischia di impedirci di compiere ciò che vorremmo o potremmo compiere, di bloccarci, di non riuscire a raggiungere i nostri obiettivi, di rinunciare a diventare ed essere, fino in fondo, noi stessi. </strong></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://confident1.com/wp-content/uploads/esteem.jpg" alt="" width="368" height="453" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Può sembrare scontato, ma sentirci bene con noi stessi &#8211; che significa avere una <span id="more-8747"></span>buona dose di autostima e fiducia in noi- è uno degli ingredienti fondamentali perché riusciamo ad essere più sereni più felici, più soddisfatti, a relazionarci meglio con gli altri e, quindi, anche ad avere maggiore successo, in tutti li ambiti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Avere fiducia in noi e nelle nostre capacità può essere complicato, una strada in salita, per alcuni ed in certe circostanze, eppure è indispensabile quando siamo di fronte ad una decisione difficile, quando dobbiamo adattarci ad una situazione nuova o siamo pressati da un problema da risolvere.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma come possiamo diventare più sicuri?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>COME AUMENTARE IL LIVELLO DI AUTOSTIMA?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ecco alcuni suggerimenti su come possiamo costruire ed alimentare la nostra autostima.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>1. FACCIAMO UN RESPIRO PROFONDO.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Rilassandoci e rimanendolo, può aiutarci a contestualizzare la nostra situazione in un quadro più ampio e, quindi, a relativizzare quanto ci accade, dandogli il giusto peso.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E ci consente, inoltre, di prevedere gli effetti ad ampio raggio ed a lungo periodo delle nostre azioni nonché di imparare a guardare più da vicino le nostre  debolezze.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>2. ELENCHIAMO I NOSTRI PUNTI DI FORZA.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Tutti siamo particolarmente abili, ferrati, bravi in qualcosa ma, talvolta, non ne siamo consapevoli. diamo per scontate le nostre virtù perché siamo abituati a conviverci, quindi tendiamo a sottovalutarle. ed, anche qualora non avessimo (o non crediamo di avere) un particolare talento o la forza di esserne consapevoli, probabilmente abbiamo qualche interesse che potremmo coltivare e sviluppare, rendendolo un nostro punto di forza.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Proviamo ad elencare alcune cose nelle quali ci sentiamo particolarmente ferrati ed un paio che ci interessano o nelle quali vorremmo migliorare. Una volta stilato l’elenco condividiamolo con un amici, una persona cara o di fiducia che possa aiutarci, eventualmente, a trovare le altri aspetti nei quali ci distinguiamo e ad elaborare un  vero e proprio piano per sviluppare altre abilità ed interessi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>3. IDENTIFICHIAMO I NOSTRI LIMITI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Nessuno è perfetto, né è minimamente vicino all’esserlo. Potrebbe non sembrarci sempre così, ma è vero.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quindi se non siamo nati eccelsi cantanti, abilissimi calciatori, bellissime veline, intelligentissimi studenti, brillantissimi manager…, va bene. Abbiamo una nostra personalità e una nostra esclusiva prospettiva sul mondo che è tutta, soltanto nostra e, pertanto, inconfutabilmente prezioso &#8211; anche se non siamo capaci di giocare a basket, abbiamo il naso grosso o un aspetto terribile.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>4. SMETTIAMO DI DEMOLIRCI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il sottovalutarci, il sottostimarci, l’auto-demolizione sono uno delle principali fattori che ci impediscono di conseguire i nostri obiettivi e di sentirci bene con noi stessi. In altre parole, dicendo a noi stessi che siamo sei perdenti o dei falliti,  mettiamo una seria ipoteca sulla nostra impossibilità di ottenere ciò che desideriamo e di essere ciò che siamo davvero.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Se non abbiamo successo in un particolare progetto o un&#8217;attività, non vuol dire che non ci riusciremo mai. Forse non eravamo sufficientemente preparati o, semplicemente, non era il momento giusto. Ciò non significa che non siamo esseri umani o che non potremo mai avere successo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>È naturale e va bene  che siamo un po’ turbati quando tutto non funziona come avremmo voluto, ma dopo un po&#8217;, dobbiamo imparare a lasciar perdere ed andare avanti. Adottando una simile prospettiva saremo molto più vicini il Fato</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>5. Cogliere I PROGRESSI E LE PICCOLE VITTORIE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Abbiamo passato  superato l’esame, o compiuto simili gesti e siamo anche nervosi.  Cercando di avere più di stima di noi stessi possiamo affrontare anche situazioni maggiori o peggiori</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>6. Pat te sul retro ogni giorno.</strong><br />
<strong> In ogni giornata identifichiamo un di cose piccole che abbiamo compiuto bene. Che si tratti di svegliarci in tempo, sorridente, inviare una lettera per nostra nonna: possiamo compiere molte cose positive, in un giorno e, magari, non ci accorgiamo nemmeno di averle fatte.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>CONCLUSIONI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Partiamo, dunque, da tali piccoli gesti ed accorgimenti e, lentamente, ci accorgeremo di avere sempre più stima di noi stessi, ci sentiremo più sicuri, più pronti ad affrontare anche le peggiori avversità, più coraggiosi, più disposti a metterci in gioco, a cogliere le sfide della vita ed a vincerle</strong></p>
<br /> Tagged: <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/auto-apprezzazrsi/'>auto-apprezzazrsi</a>, <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/autostima/'>autostima</a>, <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/felicita/'>Felicità</a>, <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/sicurezza/'>sicurezza</a>, <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/successo/'>successo</a>, <a href='http://wellthiness.wordpress.com/tag/valutazione/'>valutazione</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/wellthiness.wordpress.com/8747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/wellthiness.wordpress.com/8747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/wellthiness.wordpress.com/8747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/wellthiness.wordpress.com/8747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/wellthiness.wordpress.com/8747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/wellthiness.wordpress.com/8747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/wellthiness.wordpress.com/8747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/wellthiness.wordpress.com/8747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/wellthiness.wordpress.com/8747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/wellthiness.wordpress.com/8747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/wellthiness.wordpress.com/8747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/wellthiness.wordpress.com/8747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/wellthiness.wordpress.com/8747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/wellthiness.wordpress.com/8747/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=wellthiness.wordpress.com&amp;blog=10846713&amp;post=8747&amp;subd=wellthiness&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Scozia rivendica la propria indipendenza: rinasce lo spirito di Wallace</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 07:33:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ada Cattaneo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[trend]]></category>
		<category><![CDATA[William Wallace]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; di ieri la notizia che la Scozia, parte del Regno Unito dal 1707, ha chiesto che il Governo britannico discuta la proposta di dare all&#8217;esecutivo scozzese il potere legale di indire un referendum che ne sancisca l&#8217;indipendenza. Si tratta di un evento di portata storica che ci dimostra l’estrema attualità del trend alla rivendicazione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=wellthiness.wordpress.com&amp;blog=10846713&amp;post=8743&amp;subd=wellthiness&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>E&#8217; di ieri la <a href="http://affaritaliani.libero.it/politica/londra-s-al-referendum-sulla-scozia090112.html">notizia</a> che la Scozia, parte del Regno Unito dal 1707, ha chiesto che il Governo britannico discuta la proposta di dare all&#8217;esecutivo scozzese il potere legale di indire un referendum che ne sancisca l&#8217;indipendenza.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/82/William_Wallace_Statue_,_Aberdeen2.jpg" alt="" width="470" height="345" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Si tratta di un evento di portata storica che ci dimostra l’estrema attualità del trend alla rivendicazione della propria identità socioculturale, alla riscoperta delle proprie origini, del proprio passato, al ri-radicamento.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Agli scozzesi pare<span id="more-8743"></span>, dunque, che secoli dopo il celebre episodio di Wallace, stia per essere data la possibilità di rivendicare la propria sovranità, indipendenza e libertà, scegliendo tra: restare parte integrante o uscire dal Regno Unito.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E le parole espresse dal governo scozzese non lasciano dubbi rievocando, molto vagamente il discorso di Wallace &#8220;la forza politica e morale di un voto per l&#8217;indipendenza sarebbe enorme e impossibile da ignorare da parte di un futuro governo&#8221;. D&#8217;altra parte, aggiunge, &#8220;un voto negativo avrebbe conseguenze politiche simili”</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quali erano, invece le potenti parole di William Wallace? Prima di rileggerle, è forse il caso di ricordare, brevemente, chi è costui…</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>HARRY IL CIECO ED IL SUO POEMA SU WALLACE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Harry il Cieco era un menestrello errante nella Scozia del 1400. Un cantastorie che ci ha tramandato le vicende di William Wallace.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>In Scozia il suo libro è secondo, per vendite, solo alla Bibbia e ci dà molti dettagli sulla vita iniziale di Wallace. Essendo, però, l’unica fonte a tramandare queste informazioni, deve essere guardato criticamente da un punto di vista accademico.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Tuttavia, a noi interessa più il contenuto in termini simbolici, rispetto la sua attendibilità storica.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il lavoro di Harry il Cieco, è stato utilizzato come base per il film &#8220;Braveheart&#8221; ed ha tutti i requisiti per sembrare un poema epico di sorprendente attualità.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>CHI ERA WALLACE?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ritroviamo William Wallace nelle pagine dei nostri libri di storia, nel 1297, quando pugnala il governatore inglese di Lanark a morte. Si dice che il fatto sia avvenuto durante una rappresaglia per l&#8217;uccisione della sua amata.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Non conosciamo l&#8217;anno esatto della nascita di William, ma ipotesi plausibili la collocano tra il 1270 e 1275, quindi all’età dell’omicidio ancora giovane, molto giovane.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Da questo punto in poi, i giovani in Scozia, costernati per l&#8217;occupazione inglese della loro terra natale, si iniziano ad unire a Wallace per combattere in nome della propria liberà dall’oppressore.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Entro la metà del 1297, il <a title="E’ giunta l’ora del coraggio" href="http://wellthiness.wordpress.com/2012/01/08/e-giunta-lora-del-coraggio/">coraggioso</a> Wallace raduna un esercito. Quindi il  unisce le proprie forze con Andrew Murray, (a volte scritto Moray, ma la pronuncia è Murray), un giovane che ha avviato un analogo movimento nel nord della Scozia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E, mentre i due eserciti stanno assediando il castello di Dundee, arriva una voce che gli inglesi hanno inviato un grande esercito contro di loro.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I due fronti, scozzese ed inglese, vengono a battaglia al ponte sul fiume Forth, a Stirling, l’11 settembre 1297, dove i primi riportano una clamorosa vittoria. Il punto di riferimento di Wallace, in questa battaglia, è uno sperone roccioso, di enormi dimensioni, chiamato Abbey Craig, per la sua vicinanza a Cambuskenneth Abbey, ed oggi questa pietra è sormontata dal Wallace National Monument, una torre che celebra la vita dell’eroico scozzese e conserva quella che si crede sia la sua spada. Così Wallace guadagna il doppio titolo di Sir (cavaliere) e Guardiano di Scozia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Intanto, il re inglese Edoardo I, noto come &#8220;Longshanks&#8221;, tornato dalle guerre continentali, raccoglie un grande esercito e marcia a nord per affrontare Wallace. I due eserciti si trovano faccia a faccia a Falkirk nel mese di luglio 1298, e, questa volta, soccombono gli Scozzesi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Wallace si dimette e preferisce combattere la forza travolgente dell’Inghilterra con tattiche di guerriglia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Alla fine del 1299, Wallace fugge in Francia ed a Roma, sperando che il Papa riesca ad esercitare il suo influsso per cercare di ridurre i soprusi inglesi in Scozia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Tornato in Scozia nel 1303, scopre che gli inglesi hanno stretto la loro presa e che deve partire da zero per cercare di riconquistare la libertà per la sua amata terra.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Inizia una nuova guerriglia ma le probabilità volgono tutte contro la sua causa.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>LA TRUCE FINE DI WALLACE E LA SUA GLORIA</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Wallace viene, poi, tradito e catturato a Robroyston vicino a Glasgow, il 3 agosto 1305.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Arrivato a Londra, il 22 agosto, la folla è tanta e così ansiosa di vedere questo scozzese &#8220;assassino&#8221; che è costretto a trascorrere la notte, nascosto, in una casa di Fenchurch Street.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La mattina dopo viene portato a Westminster Hall, la parte più antica del Palazzo del Parlamento, dove ha luogo il suo processo-farsa. Non gli viene concessa nessuna difesa, ma riesce a gridare contro i suoi accusatori che è “uno scozzese, nato in Scozia, e non riconoscere l&#8217;Inghilterra come la sua nazione sovrana&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Viene, così, trascinato da dei cavalli per le strade di Londra ed, alla fine, arrivare a Elms Smithfield dove viene impiccato.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Poi il macabro rituale: gli squarciano il torace e le sue viscere vengono estratte e bruciate davanti a lui.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Infine gli strappano cuore.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il suo corpo viene tagliato a pezzi, la testa issata su un picco sul vecchio London Bridge. Le parti del suo corpo vengono inviate a nord per disonorare gli scozzesi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Longshanks pensava, dandogli una morte ignobile, che gli scozzesi avrebbero dimenticato Wallace.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma Sir William Wallace non ha bisogno di nessuna tomba. La sua memoria vive nel cuore e nell&#8217;anima di Scozia, ed ogni generazione riconoscere la sua devozione alla sua terra natale, e lui sarà ricordato da uomini e donne scozzesi fino alla fine dei tempi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Proprio come il grandioso discorso in difesa della sua terra che, ancora riecheggia nelle fiere parole degli scozzesi che oggi rivendicano la propria libertà dall’Inghilterra.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>IL DISCORSO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>Siete venuti a combattere da uomini liberi, e uomini liberi siete: senza libertà cosa farete? Combatterete? Certo, chi combatte può morire, chi fugge resta vivo, almeno per un po&#8217;&#8230; Agonizzanti in un letto fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi, per avere l&#8217;occasione, solo un&#8217;altra occasione di tornare qui sul campo ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà! </strong></em><br />
<strong> (William Wallace)</strong></p>
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		<title>La fine del fast e dello stress: il tempo per respirare e sorridere</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 07:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ada Cattaneo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È terminata l’era del fast, very fast, dell’accelerazione all’infinito, dell’ansia da mancanza di tempo. Persino la Sindrome da Bianconiglio, l’apnea da mancanza di tempo… pare, sempre più, abbiano segnato il passo. Vuoi per la crisi ed i suoi effetti collaterali, vuoi per molti altri trend che vi si sono intrecciati, a partire dal recupero selettivo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=wellthiness.wordpress.com&amp;blog=10846713&amp;post=8738&amp;subd=wellthiness&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>È terminata l’era del fast, very fast, dell’accelerazione all’infinito, dell’ansia da mancanza di tempo. Persino la Sindrome da Bianconiglio, l’apnea da mancanza di tempo… pare, sempre più, abbiano segnato il passo.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.comunesantalucia.it/it/Territorio/Galleria/contentParagraph/09/image3/Santa%20Lucia-Alba%20con%20nebbia-Inverno%202008.jpg" alt="" width="479" height="455" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Vuoi per la crisi ed i suoi effetti collaterali, vuoi per molti altri trend che vi si sono intrecciati, a partire dal recupero selettivo del passato al wellthiness, dal radicamento alla ricerca della propria identità… stanno prendendo piede concetti come slow living, take it easy, relax…</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Stiamo iniziando a<span id="more-8738"></span> capire che c&#8217;è un limite al valore della produttività.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>In realtà, a volte è davvero importante essere in grado, semplicemente, di perdere tempo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>ESSERE ATTIVI NON È SINONIMO DI ESSERE MORALI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Molti di noi, oggi, soffrono di quello che il sociologo ed economista tedesco Max Weber descriveva come una confusione dell’essere attivi con la moralità. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Con l&#8217;avvento della Rivoluzione Industriale, secondo Weber, abbiamo incominciato ad equiparare l’essere produttivi con l&#8217;essere buoni.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Era una prerogativa dell’etica protestante. Una soluzione  introdotta dai padri della Riforma che, sposando l’idea della predestinazione (solo uno sparuto gruppo di uomini è eletto, tutti gli altri sono a-priori dannati, indipendentemente da quanto compieranno o meno nella vita), ritenevano che i</strong><strong>l successo lavorativo ossia la capacità di fare soldi</strong><strong>, fosse l’unico modo tangibile per sapere se si era tra i &#8216;salvati&#8217;. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il ragionamento era semplice ma abbastanza convincente e realistico: se guadagni tanto o hai successo, vuol dire che Dio ti ama, quindi sei, sicuramente, tra gli eletti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ne consegue l’importanza del lavoro, l’esigenza di essere ricchi e famosi, arrivisti ed aggressivi… In una parola, l’etica protestante è alla base della società capitalistica.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>IL MECCANISMO DIVENTA PATOLOGICO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma, con il tempo, si è persa la valenza religiosa alla base di tutto ciò ed il meccanismo ha iniziato a corrompersi, a diventare patologico, così, si sono innescati fenomeni deleteri tra i quali il workhaolism (la dipendenza negativa dal lavoro), lo stress cronico, l’ansia da mancanza di tempo, l’aggressività e la competitività nei confronti di tutto e di tutti, l’arrivismo, l’egoismo, l’individualismo…</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Siamo giunti, persino, a credere che più siamo impegnati, meglio stiamo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Weber, dunque, riteneva un errore proprio il confondere, il mettere sullo stesso piano il riposo, il non essere produttivi, con il ‘perdere’ il tempo, l&#8217;essere pigri e lazzaroni.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Invero c&#8217;è anche quello che i latini chiamavano otium: un’attività non remunerativa ma volta a nutrire la nostra spiritualità, a coltivare le nostre passioni artistiche, la nostra riflessività, le relazioni con gli altri…</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Si tratta di un’attività molto importante e significativa anche se non produttiva economicamente.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LA LOGICA DEGLI ANNI RECENTI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Lo stile di vita moderno ci ha portato ad insegnare ai nostri ragazzi che se sono molto produttivi a scuola, andranno in un’ottima università, e se, anche là saranno molto produttivi, avranno una vita ricolma di successi e di significato.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E, naturalmente,  glielo abbiamo insegnato perché ci credevamo. Ma, questo sistema di convinzioni ha una serie di problemi e di falle dai pericolosi effetti collaterali.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ansia, stress, insoddisfazione, apatia e, persino, fenomeni come il binge drinking (il bere per ubriacarsi), l’anoressia o la bulimia,… sono tutte conseguenze di questa perversa mentalità.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>QUALCHE SEGNALE POSITIVO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Certo la vita di oggi è ricca di impegni, e la crisi ci sta mettendo con le spalle al muro costringendoci, non di rado, a trovare secondi, terzi lavori per cercare di sopravvivere…</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma, nel contempo, stiamo anche capendo che, non possiamo continuare così, che la corda, se troppo tirata, ad un certo punto, si spezza…</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Di qui una nuova sensibilità che ci spinge verso il rallentamento, la riscoperta dei ritmi naturali del nostro corpo, dei cicli circadiani, del tempo dell’anima, delle emozioni di contro a quello degli orologi, della frenesia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Thich Nhat Hanh, dice: &#8220;Sorridi, respira e vai lentamente&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Certo è difficile, ma non impossibile seguire questo consiglio. Proviamo a ritagliarci dei piccoli momenti per guardarci dentro, per ritornare ad apprezzare il mondo e la vita. Non vi siete mai fermati, cinque minuti, ad osservare l&#8217;affascinante susseguirsi di sfumature che invadono il cielo all’alba o al tramonto? Colori intensi, spettacolari, che ti abbracciano e ti vibrano dentro…</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>È un fugace momento che ci può donare un&#8217;insospettata serenità, che ci può accendere un sorriso sul volto e nel cuore, rendendoci il giorno o la sera, migliori.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>ALCUNI SPUNTI PER RALLENTARE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quali sono dell’esperienze che possono aiutarci a rallentare, a respirare e sorridere? Ecco qui alcuni spunti:</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>• trascorrere un po’ di tempo con i propri cari;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>• andare a piedi al lavoro camminando lentamente  e prestando attenzione a ciò che vediamo lungo la strada;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>• guardare fuori dalla mia finestra lasciando vagare lo sguardo;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>• meditare per cinque minuti;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>• farsi un lungo bagno o doccia;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>• ascoltare la musica;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>• leggere qualcosa che ci piace;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>• sorseggiare, lentamente, una tazza di tè</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>• parlare di nulla di importante con un amico o un familiare al telefono, o chattare sui social mnetwork;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>• fare una breve passeggiata da soli o con un amico o un familiare;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>• dedicarsi al proprio hobby o alla propria passione…</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Alcune delle attività elencate sono anche &#8220;produttive&#8221; ma, in realtà, se le svolgiamo senza stress, lasciandoci guidare dalle nostre passioni, dai nostri ritmi assumono un altro significato… Così, a volte, è possibile coniugare la produttività con il relax, per regalarci un po’ di tempo per  respirare e sorridere&#8230;</strong></p>
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