Green washing? Renault una summa del trend verde

Green washing è la “spennellata di verde” con la quale le aziende, soprattutto quando sono deficitarie in termini di responsabilità e sostenibilità ambientale, cercano di darsi un tono e di mistificarsi agli occhi del pubblico.

E tra i paladini del green washing, è quasi inutile dirlo, in prima fila ci sono le aziende che lavorano nell’industria petrolifera e nel settore dell’auto.

Per inciso va sottolineato che, tanto più le aziende hanno scheletri verdi negli armadi, tanto più sono azzurri i cieli nei loro spot on the air ed, allorchè si sia a corto di convincenti argomentazioni, è sufficiente mettere un bambino in uno spot come, un po’ becera, captatio benevolentiae.

Le prime battute del 2010 sono segnate da un fortissimo trend alla sensibilità ambientale, o sedicente tale.

 

Tutte le case automobilistiche stanno compiendo massicce campagne per cercare, più o meno disperatamente, di intercettare il potente trend alla sensibilità ambientale o una delle sue molteplici declinazioni (ambientalismo, ecologia, eco-pragmatismo, eco-iconic,…) che non mancano di avere molti punti di contatto, quando non di coindicere in toto, con il megatrend al Wellthiness.

Ebbene nel ricco panorama di spot pubblicitari più recenti, tra cieli azzurri ed impressionanti embrioni, il migliore, dal punto di vista della comunicazione, è indubbiamente, il lungo film della Renault.

Proviamo ad analizzarlo rapidamente per capire come si sintonizza, in modo corretto, sull’odierno Zeitgeist.

L’incipit è una breve sinopsi storica del ruolo significativo e i vantaggi apportati dall’introduzione dell’auto. Un garbato elenco di innovazioni che spaziano da una vita maggiormente piacevole, una rivoluzione sociale nei modi di viaggiare, di trascorrere il tempo libero, di acquistare, di vivere, di gestire le relazioni familiari.

Un’atmosfera rilassata, positiva che sottolinea tutti i lati positivi dell’automobile: poco meno di un centinaio di anni fa per andare da Milano a Varese ci voleva una giornata, oggi, traffico permettendo, si potrebbe impiegare meno di un’ora.

Terminato il back-up, lo spot prosegue ponendosi una domanda fondamentale: l’automobile è ancora in sintonia con la società di oggi? E le risposte, tratte direttamente, dai luoghi comuni che popolano l’opinione pubblica e l’immaginario collettivo, un po’ alimentato dal catastrofismo gratuito ed un po’ dalle reali emergenze, snocciolano tutte le criticità domandandosi perchè solo alcuni possono avere il privilegio di viaggiare mentre i più affaticano a spostarsi, se sia giusto che una rapace qualità della vita di oggi vada ad inficiare quella di domani, o che il piacere di alcuni vada a discapito di altri, ed i benefici di pochi minaccino il progresso di tutti. Nel frattempo le immagini e la musica scorrono arricchendo di significati e colorando emotivamente il testo già molto coinvolgente.

Terminato anche lo scenario del presente evidenziando l’urgenza di un cambiamento, compare Renault che mostra come sta cercando di interpretare e risolvere le precedenti criticità.

Ed anche la presenza dei bambini con l’orologio del tempo è giustificata senza apparire, come di norma accade negli spot, un discutibile tentativo di captatio benevolentiae in mancanza di argomentazioni significative.

Ma quale è la visione di Renault? Come si cambia? Ribaltando altre posizioni ormai obsolete e promuovendo un piacere di viaggiare non solo per chi guida ma anche per chi lo circonda (pensiamo allo smog, al traffico,…), pensano ad un rischio del pianeta non solo in termini di gas di scarico ma come una sfida più totale, considerando la sicurezza non semplicemente come un crash test su fantocci ma un impegno per salvare vite umane (nel solo weekend di Natale ci sono stati 20 morti sulle strade), considerando il progresso un beneficio per tutti.

E l’auto, come sarà? – conclude il film. Sarà un mezzo che rispetta le persone e la vita.

Tralaciando gli ovvi intenti di posizionamento del brand ribadendone i valori, la mission, il focus,… lo spot della Renault può essere considerato una raffinata summa del trend verde.

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