McItaly o panini da gourmet? Viva il cibo made in Italy IGP-DOP.

Coldiretti non lascia dubbi: gli italiani vogliono dire addio Big Mac e ben venute alle piettanze made in Italy.

E se il colosso con gli archi dorati ha perfettamente intuito il trend inserendo in modo sempre più massiccio prodotti doc (vedasi le campagne del Parmigiano, il promodoro Pachino… sino all’attuale McItaly con pane all’olio extravergine d’oliva, carne bovina italiana al 100%, formaggio Asiago Dop…), non molti gestori di bar, delivery food ecc. l’hanno ancora capito.

Inutile dire che si tratta di un altro scacco dato all’American way of life dal modello Mediterraneo che contrappone lo slow food al fast food, riscoprendo i piaceri del palato, dell’assaporare, del gustare, della genuinità, dell’autenticità, della stagionalità, dei prodotti locali… 

Nell’indagine di Coldiretti, dei 31 milioni di italiani costretti a manginare panini fuori casa almeno una volta alla settimana, il 65% ammette di essere stanco di hamburger, cheeseburger, fishburger… e di sognare raffinate prelibatezze preparate con prodotti Made in Italy.

In effetti la cucina italiana e la giapponese sono le più in voga a livello globale, e superano persino la raffinata francese. Perchè? Per la loro naturalità, freschezza, genuinità che intercettano perfettamente l’idea di una dieta equilibrata, salubre, leggera in sintonia con il Wellthiness.

Ritornando al confronto con i cugini d’oltralpe, mentre i nostri prodotti IGP (indicazione geografica protetta) e dop ( denominazione di origine protetta) sono 195 (nel 2000 erano solo 101), i francesi, fino a poco tempo fa al vertice della classifica dei più protetti, sono 167.

Nel 2009 le vendite di prodotti a denominazione di origine made in Italy hanno raggiunto quota 10 miliardi di Euro, con un 20% di vendite all’estero.

Quali sono i più consumati?

Al primo posto si piazzano i formaggi, guidati dai due preziosi gioielli del Parmiggiano Reggiano e del Grana Padano.

Di seguito vengono i salumi, dove spiccano il Prosciutto di Parma ed il San Daniele.

Infine c’è la rapida crescita di vari altri settori, a partire dall’ortofrutticolo con la Mela della Val di Non e dell’Alto Adige, l’Arancia Rossa di Sicilia, la Pesca Nettaria di Romagna e gli olii d’oliva.

In effetti il giacimento italiano conta 123 Dop e 72 Igp con:

  • 70 prodotti ortofrutticoli
  • 38 olii extravergini d’oliva
  • 36 formaggi
  • 32 prodotti a base di carne
  • 5 prodotti da panetteria
  • 4 spezie/essenze
  • 3 aceti
  • 3 prodotti di carne e fratteglie fresche
  • 2 prodotti della pesca
  • 1 miele

A fronte di un simile patrimonio è quasi sorprendente (“quasi” perchè è ovvio che testimonia la potenza del marketing e della strategia di glocalizzazione della multinazionale) e paradossale che sia proprio il tanto chiacchierato Mac Donald’s, il “distruttore della dieta Mediterranea”, il re del “cibo spazzatura”, così per decenni è stato etichettato, è in effetti, uno dei pochi a dimostrare una sensibilità ai nuovi gusti degli italiani in cerca di piatti locali.

Tutti gli altri, subito pronti ad attaccarlo, proseguono a propinare panini di plastica con salse e salsine dal contenuto improbabile, formaggio di gesso e prosciutti di cartone…

Sarebbe però, ingeneroso, concludere così, perchè, invero stanno, timidamente, iniziando a nascere nuove realtà (locali, bar, frutterie, delivery food…) che parlano solo made in Italy ed, anzi, alcuni persino Bio e KmO… Ben venuto Wellthiness

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