L’UOMO PIU’ FELICE E’ QUELLO CHE E’ IN GRADO DI COLLEGARE LA FINE DELLA SUA VITA CON L’INIZIO DI ESSA (Goethe)

Un’esistenza liquida, fluida, flessibile, proteiforme in una società complessa, con tante opportunità, estrmemente variabile e differenziata, hanno portato alla nascita soggetti con identità ed appartenenze multiple, incapaci di una progettulaità non solo a lungo ma anche a medio e breve termine.

 

Se, dunque, è vero che, come vuole Goethe, è felice chi riesce a ricollegare la fine della propria vita con il suo inizio, non c’è spazio per la felicità oggi?

Il fatto stesso cheil Wellthiness sia uno dei pochi, grandi valori che contraddistinguono lo scorcio dell’epoca in stato nascente, dimostra che ci sia ancora spazio per la felicità.

Come riuscire a sovrapporre l’Alfa e l’Omega in un’esistenza che non si conosce a priori è una questione molto delicata.

La risoluzione risiede nell’Individuo, più che mai prima nel passato, il grande artefice, il demiurgo del significato, della ragione della propria nascita, della vita, delle proprie azioni, dei propri obiettivi e del mondo che lo circonda.

L’Alfa e l’Omega sono, proprio, la sua capacità di donare un senso, una direzione, una meta alle varie circostanze ed opportunità che gli si presentano lungo la strada e di narrarle in modo tale che formino una storia compiuta, coerente.

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