RACCOGLIAMO SOLTANTO LA FELICITA’ CHE ABBIAMO DONATO A PIENE MANI, SENZA CHIEDERE NULLA IN CAMBIO (proverbio cinese)

La visione interessata, mercenaria dell’amore, della tenerezza, della felicità, ampiamente supportata ed esaltata dalla cultura materialistica e consumistica dell’era ormai volta al termine, è incompatibile con l’idea di gratuità, di dono che è intrinseca proprio a ciascuna delle tre esperienze. 

Il concetto di gratuità, per decenni, è stato messo da parte, sbeffeggiato, schernito, davanti al tintinnante potere del denaro, al ipnotizzante brama del commercio. 

Oggi qualcosa sta cambiando.

Una non ordianria cultura della gratuità si sta diffondendo capillarmente: da e-Mule a Wikipedia, agli user generated content il denominatore che hanno in comune è proprio un inedito concetto di dono, di condivisione, di piacere di mettere in comune con gli altri qualcosa di dotato di valore (conoscemza, cultura, abilità professionale, amore…)

O ancora, che dire del costante incremento nel numero di persone che donano il proprio tempo libero (il lusso ed il bene più prezioso) agli altri?

Il volontariato, nell’infinita gamma delle sue declinazioni, è una testimonianza inequivocabile della riscoperta del piacere di offrire agli altri qualcosa non solo senza esigere ma, persino, senzaa aspettarsi nulla in cambio.

E la felicità è donata a piene mani, non di rado, compiendo gesti, apparentemente, piccoli, insignificanti (un sorriso, una carezza, uno sguardo, una parola, un fiore,…) ma, invero, grandiosi per chi li riceve. Gesti capaci di riaffermare la dignità dell’altro, di restituirgli la fiducia nel prossimo, nel futuro, il desiderio di combattere la malattia, di non soccombere alle prove, alle sofferenze…

Senza chiedere nulla in cambio, si ottiene la grande felicità di sentirsi umani, di riscoprire l’humanitas che c’è in ciascuno di noi, il piacere di lasciar vibrare la propria anima in consonanza con l’anima di un altro individuo e di scopreire che la felicità che siamo, più o meno volontariamente, riusciti a procurargli è contagiosa, a tal punto da riuscire ad infettare anche noi.

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4 Risposte to “RACCOGLIAMO SOLTANTO LA FELICITA’ CHE ABBIAMO DONATO A PIENE MANI, SENZA CHIEDERE NULLA IN CAMBIO (proverbio cinese)”

  1. Un giorno qualcuno mi disse che: “chi trova la felicità trova un tesoro”.
    Se noi stessimo attenti, tutti i giorni, passano vicino a noi dei piccoli granelli di senape portati dall’aria che ci circonda e se guardassimo, ascoltassimo, odorassimo,toccassimo, ci accorgeremmo che sono minuscole particelle di felicità.
    Con attenzione potrebbero diventare montagne, se avessimo il tempo di accorgercene!
    Domani guardati attorno, ascolta il silenzio,sfiora una mano, odora l’aria, assapora in modo diverso quel tic-tac che metti in bocca…troverai sicuramente “quel granello di senape”.

    • Malgrado il crescente trend al polisensualismo, alla riscoperta dei sensi, siamo ancora degli analfabeti nel delicato impegno di decriptare i segnali deboli della felicità che sono sparsi attorno a noi.
      E sono tanto deboli che, spesso, non riusciamo a vederli o a sentirli. Proprio come accade con i raggi infrarossi o con gli ultrasuoni: ci sono ma noi non li percepiamo. Ma c’è una differenza fondamentale: noi non siamo naturalmente attrezzati da organi adatti a recepire gli ultrasuoni e gli infrarossi, perciò, per poterne godere abbiamo bisogno di appositi strumenti che diventano delle estensioni di noi stessi. Invece, per senitre gli atomi, le scintille di felicità, noi abbiamo i sensi è solo che non sappiamo, non ricordiamo, non abbiamo imparato ad utilizzarli. Forse perchè abbiamo sempre cercato la grande, travolgente, sconvolgente, eterna, dirompente felicità senza capire che sono tutte le scintille, i granelli di senape messi insieme a formare l’enorme albero della senape…

  2. aldocannav Says:

    Il comandamento cristiano: ama il tuo prossimo come te stesso ci dà la misura di quanto dobbiamo amarlo.Non basta quindi dire al nostro prossimo: ti amo, ma trattarlo come trattiamo noi stessi. Quando ci riusciamo abbiamo la ricompensa di conoscere la gioia.Questa esperienza ha convinto molti a lasciare tutto per il prossimo e seguire la strada della santificazione. L’amore è un sentimento naturale,che si deve assecondare completamente per poterlo godere.Diversamente ci illudiamo di amare,come succede a molti.

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