Eustress: lo stress buono che ci può aiutare

Stress: muoviti!, fast, very fast, ultra fast!, non c’è tempo!, in ritardo!, un secondo… una delle sgradite eredità della società moderna è lo stress.
E se l’era del Wellthiness si mette sotto l’egida dello slow living, non dobbiamo però demonizzare in toto lo stress. Perchè, invero, lo stress non è solo negativo, ma c’è anche uno stress positivo che tendiamo a trascurare e che non sappiamo usare, e, quindi, non riusciamo a godere dei suoi preziosi frutti.
Lo stress, per sè, non è una malattia, come molti tendono a presentarlo, ma un nostro modo, del tutto personale, di adattarci ad una situazione.
 Gli aspetti che formano lo scenario di benessere o malessere nel quale viviamo quotidianamente sono fondamentali nel definire la nostra condizione di salute ed il nostro modo di adattarci allo sforzo psico-fisico per realizzare i nostri obiettivi. E se un simile sforzo ed il corrispondente stress, nel breve periodo non comporta nulla di problematico, anzi, può diventare uno stimolo positivo per sviluppare le nostre facoltà, quando viene prolungato può sfociare in un esaurimento delle stesse capacità di reazione. Così, l’ansia generata dallo stress, se prolungata, può avere conseguenze negative sulla salute.
Le cause scatenanti lo stress possono essere di vario genere e, generalmente, la nostra reazione è scandita da tre fasi:
  • dapprima abbiamo una reazione di allarme con il nostro organismo che registra lo choc dell’aggressione dall’esterno (un incidente, una delusione affettiva, un problema lavorativo, un lutto…) e si organizza per reagirvi mettendo in campo le sue naturali difese;
  • poi mettiamo in atto una reazione di resistenza che consente al nostro organismo di stabilizzare la sua capacità reattiva e si adatta alla nuova situazione;
  • infine, si riducono le capacità di difesa, di adattamento ed immunitarie con un aumento della possibilità di incorrere in malattie e la comparsa di stati di ansia, sensi di impotenza e sfiducia.
Riuscendo a  controllare lo stress, ci troviamo in una condizione di Eustress dove tutte le funzioni del nostro organismo collaborano per cercare di migliorare il nostro stato. 
Si tratta di una risposta positiva che stimola l’ipotalamo, l’ipofisi, il sistema nervoso simpatico e la produzione di ormoni della crescita, le endorfine, l’adrenalina…
Per ciò non si genera ansia e l’effetto positivo è che riusciamo a concentrarci meglio, a rendere di più a scuola o sul lavoro, che gestiamo in modo più proficuo le relazioni con gli altri. Migliorano le condizioni fisiche e psichiche ed il nostro cervello, in virtù di un aumento di produzione di endorfine, è più attivo, più ricettivo (apprendiamo in pochi secondi un grande numero di informazioni), più creativo (diamo vita ad un immenso quantitativo di idee). 
Grazie alla presenza dell’Eustress  muta anche la nostra percezione del tempo e riusciamo a compiere molto più in molto meno tempo.
Quando, invece, non riusciamo a controllare lo stress e viviamo la risposta in modo negativo, ci troviamo davanti al distress, sorgente di ansia e di malattie. L’eccesso di ormoni prodotti provoca un esaurimento delle capacità di risposta del nostro organismo con una propensione del nostro organismo a reagire contro se stesso ed un forte incremento della possibilità di ammalarsi e di insorgenza di tumori.
Quale è, dunque, il segreto per cercare di limitare il distress?
Malgrado ciascuno debba trovare la sua risposta, in funzione delle proprie capacità e del constesto specifico, un ottimo punto di partenza è di rendersi consapevoli che lo stress, malgrado possa essere legato a circostanze fisiche, è, invero, un fatto psicologico. Quindi, per affrontarlo dobbiamo partire da una sana dose di piccoli gesti (d’amore e gratificazione verso noi stessi e di valorizzazione del mondo esterno) che rendano lo scenario meno ansiogeno dandoci la possibilità di riappropriarcene, di dargli un nuovo significato mettendone in evidenza i, seppur minimi, aspetti positivi.
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