Aromi appetitosi o inquinamento atmosferico?

Quando sentiamo il delizioso profumino della pizza o della carne grigliata, siamo proprio sicuri di sentire un profumo o stiamo inalando inquinamento?

La questione non riguarda, come molti potrebbero pensare, il ricorso alle essenze sintetiche o chimiche che nei supermercati ci illudono di sentire il profumo del pane o di prati fioriti per rendere più polisensoriale la nostra esperienza.

Qui il caso è diverso. Una ricerca statunitense parte dall’evidenza che ogni volta che mangiamo una pizza o un hamburger, dovremmo essere consapevoli che stiamo inspirando un gran quantitativo di particelle inquinate che, quasi paradossalmente, sono proprio le stesse che, stimolano e seducono le nostre papille gustative.

Lo studio rivela che i cibi grassi (hamburger) ed i cotti alla piastra o alla griglia col carbone rilasciano un quantitativo di sostanze inquinanti pari a otto volte rispetto ai cibi cotti al forno.

Ed aggiunge, poi, che anche nelle nostre case creiamo le stesse sostanze inquinanti perchè sono presenti in modo molto concentrato nelle bistecche comuni o nelle verdure grigliate.

Gli scienziati hanno mostrato che la cucina commerciale è un’immensa sorgente di particelle inquinanti che possono mettere in pericolo sia la salute umana sia l’ambiente.

Deborah Gross, del Carleton College, del Northfield, Minnesota, sostiene che “l’odore goloso che può stuzzicarci l’appetito, viene dall’emissione del fumo che, prodotto durante la cottura, viene immesso nell’aria che respiriamo”.

Gross e Wang hanno cercato di estrarre l’impronta chimica dell’aroma che ci crea l’acquolina in bocca durante la cottura usando una combinazione di misurazioni chimiche e fisiche delle goccioline solide e liquide emesse dal pollo, dalla pizza al forno, dagli hamburger preparati alla piastra, alla griglia o al carbone.

Ad aggravare la situazione è anche l’uso di certi tipi di olio che può aumentare anche notevolmente le emissioni.

Per 45Kg di pollo cotto in una pentola wok con olio di arachidi, produciamo 2,1Kg di particelle inquinanti.

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4 Risposte to “Aromi appetitosi o inquinamento atmosferico?”

  1. Mio Dio!! Adesso mi togliete anche la margherita ?!

    • Niente affatto caro Mimmo, alla gustosa margherita non si può rinunciare!!! Comunque, eventualmente, ci sono anche le margherite vere e proprie, che non hannoo nemmeno bisogno di essere cotte e pare abbiano anche alcune proprietà curative 😉
      Il discorso serio, però, è che se tutti cercassimo almento di evitare i cibi inutili e poco sani, vedasi il pollo cotto con olio di arachidi… forse potremmo risparmiare un po’ di inquinamento sia atmosferico sia del nostro organismo, o no? E ciò sarebbe davvero in sintonia con il trend al Wellthiness

  2. Se non sbaglio c’era una commedia nella quale il protagonista mangiava pane vecchio e profumo di arrosto, bene io non sono a questi estremi , però essendo a dieta se mi togli i buoni profumi che si fanno in cucina… non mangio proprio niente!!!! Buon appetito!

    • Cara don45, io sono una fan dei profumi. Me ne guarderei bene dal compiere azioni di terrorismo psicologico ad un eroe della dieta. Continua pure a sentirti i tuoi deliziosi profumi, intanto è tutto questione di punti di vista. Ciò che per uno è un profumo, per un altro può essere una puzza. Ripoviamo a pensare all’odore del formaggio…

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