L’uomo che ha creato una copia di sè

Ci sono almeno sette modi per avere una copia di noi stessi, un alter-ego:

  • il primo e più naturale, è di avere un gemello o un sosia;
  • il secondo, il più antico, è di commissionare ad un pittore, uno scultore, un fotografo, una nostra immagine, un ritratto;
  • il terzo, il più controverso,  è di clonarci;
  • il quarto è di smaterializzarci in un virtuale avatar;
  • il quinto è di generare un figlio che ci assomiglia in tutto e per tutto;
  • il sesto è di innescare un processo di imitazione in un altro così che ci imiti … 

 

E l’ultimo modo è, come ha proposto Hiroshi Ishiguro, è di creare un androide a propria immagine e somiglianza.

L’esperto di robotica dell’Università giapponese di Osaka ha alle spalle una lunga esperienza nella costruzione di robot, ma le sue ultime produzioni esulano dalle migliaia di altri presenti nel mondo perchè sembrano persone normali.

Quando Ishiguro parla, l’androide riproduce perfettamente la sua intonazione e quando muove la mano, l’androide lo imita in modo ineccepibile.

Dopo aver creato una copia di una donna e di un bambino, ora ha replicato anche se stesso.

Il suo intento è di trovare una risposta ad alcune delle domande più pressanti nell’interazione uomo-robot: Che cosa si aspetta la gente dai robot? Che comportamenti sociali dovrebbero avere i robot? E che aspetto dovrebbero avere? 

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