Più rughe per i più dolci

I patiti di dolci e chi indugia a consumare eccessive dosi di zuccheri composti avrà più rughe.

Uno dei cambiamenti più naturali e che il salutismo, il giovanilismo e l’estetizzaizone vivono in modo più problematico ed angosciante è l’invecchiamento, spesso dipinto alla stregua di una malattia.

Tra le sue manifestazioni, le rughe sono uno dei temi di maggiore attualità.
Per una sorte di processo di osmosi, la sensibilità nei loro confronti si è rapidamente diffusa all’intera società.
Uno studio presentato al Winter Academy of Dermatology and Oncology di Saint Moritz, dal Centro interunivesritario di Dermatologia Biologica di Firenze, sostiene l’ipotesi che, seguendo una dieta più equilibrata e contenendo gli zuccheri composti (AGE-Advanced Glycosilated End Products), si può contenere l’invecchiamento precoce e, quindi, anche la comparsa delle rughe.

La ricerca, eseguita su un campione di 120 soggetti di età media di 45 anni, rivela che seguendo alcune indicazioni alimentari basic e semplici, si può riuscire sia a rendere meno evidenti le macchie da invecchiamento dell’epidermide sia a ridurre il numero delle rughe e la loro profondità, migliorando il tono e l’elasticità della pelle stessa.
I principi basilari gravitano attorno alla sana alimentazione, la scarsa frequentazione di alcool e l’assenza del vizio del fumo.
Tra i consigli principali spiccano, oltre a mantenere un buon livello di idratazione, l’esigenza di preferire i cibi a basso contenuto di zuccheri composti, quali il pesce, le verdure, i legumi, gli agrumi, i frutti di bosco.
Torello Lorri, leader dello studio e presidente della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente trasmesse, sostiene che “gli Age sono prodotti della glicazione, quella reazione chimica alla base dell’invecchiamento cutaneo che, assieme all’ossidazione, sembra coinvolta anche in malattie come diabete e aterosclerosi. Il meccanismo della glicazione induce gli zuccheri in circolo nel sangue a legarsi alle proteine formando delle tossine, gli Age appunto, che introduciamo in grandi quantità quando mangiamo cibi ricchi di zuccheri raffinati, come quello bianco e i dolcificanti contenuti nelle bibite e nei dolci industriali o nei cibi cotti ad alte temperature (225 gradi)”.
Gli Age che assumiamo mangiano si assommano agli Age naturalmente prodotti dal nostro organismo generando una specie di effetto-domino “che, come puntualizza Lotti, li accumula nei tessuti formando ‘ponti’ molecolari fra le fibre di collagene ed elastina della pelle”
L’esito di tutto ciò è che le fibre della pelle vengono danneggiate ed il tessuto cutaneo di sostegno si ‘disorganizza’ diventando più fragile e rigido.
Quindi, prima di ricorrere a creme di dubbio effetto, ad interventi di chirurgia estetica o ad analoghe soluzioni radicali, per cercare di ridurre i segni dell’invecchiamento della pelle, il primo passo ed il più efficace è, ancora una volta, di intervenire sugli stili di vita ed alimentari.
Ossia per sconfiggere le rughe che tanto preoccupano gli adepti del salutismo, angosciano i giovanilisti e disgustano i patiti dell’estetizzazione, pare sia sufficiente dare un taglio a torte, pasticcini, cibi salati contenenti molti zuccheri composti…

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