LA SALVEZZA DELL’UOMO E’ NELLE MANI DEI DISADATTATI CREATIVI (Martin Luter King)

La salvezza fisica, mentale, spirituale è, in modo più o meno consapevole ed esplicito, una delle grandi mete che l’uomo si pone. 

Freedom_Yellow_Bird_in_Hands.jpg image by juliaroseh

 

È, a suo modo, un valore che, a seconda dei nostri convincimenti religiosi, filosofici, ideologici, si realizza nell’al di qua o nell’aldilà; nel presente, nell’immediato o remoto futuro; tramite farmaci, pozioni, elisir o preghiere, azioni, pentimenti…

Per ciò è uno dei punti fissi, uno degli aspetti più importanti che imperniano e danno un senso alla nostra esistenza.

Ammesso ciò, diventa importante definire chi sia l’autore o chi possa aiutarci a raggiungere la nostra salvezza.

In una logica olistica, globale di “tutti sulla stessa Terra”, il nostro diretto ed attivo contributo ha un ruolo centrale sia per la nostra salvezza personale ed individuale sia per la salvezza di tutti gli altri.

È una visione un po’ difficile da accettare per chi è stato forgiato, per decenni, da una cultura individualista, nel senso deleterio del termine, ossia egoista, egocentrica. Ma, come è ormai sempre più evidente, un nostro minimo gesto si ripercuote su tutto e tutti, immediatamente con un inarrestabile effetto domino.

Quindi la nostra salvezza è nelle nostre mani ma non solo, anche nelle mani di chiunque altro.

Ma perchè Martin Luther King afferma che sia nelle mani dei disadattati creativi?

Sebbene l’ipotesi sembri un po’ astrusa, se non preoccupante, contiene una profonda verità.

I disadattati possono essere sia le persone messe al margine dalla società, i reietti, i miserabili. Non è forse vero che, sempre più, le sorti del mondo non sono nelle mani nostre, del Primo Mondo, ma dei paesi emergenti, del Terzo e del quarto Mondo?

O, ancora, nella categoria dei disadattati sono inclusi anche tutti gli individui della nuova frontiera, chi è già sintonizzato con il futuro, che lo innesca, che lo promuove. Da sempre i precursori, gli innovatori, i promotori del nuovo, proprio perchè vanno contro le abitudini, i canoni, gli usi, sono sempre considerati strani, sovversivi.

Guardati con sospetto e diffidenza, vengono spesso ignorati, dileggiati, diffamati, quasi sempre segregati, infamati, guardati con sospetto, quasi mai capiti, apprezzati, ascoltati.

La loro creatività, la loro capacità intuitiva, la loro lungimiranza, proprio per la loro potenza sovversiva, sono percepite come una minaccia, un attacco all’estamblishment, alla “normalità”.

Il loro potere è nella freschezza della novità, nella capacità di non cristallizzarsi in schemi pre-definiti.

Tutti i grandi uomini del passato e del presente, prima di essere riconosciuti come tali, sono stati dei disadattati creativi e, solo quando lo Spirito dei Tempi è, finalmente, riuscito a “raggiungerli” sono stati riconosciuti per la loro grandezza.

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