Questione di equilibri: benessere affettivo e malessere mentale. Meglio single o sposati?

Uno  degli aspetti più contraddittori della realtà di oggi è che, mentre ci sono ovunque evidenze che la famiglia, per quanto cambiata ed evoluta rispetto al passato, stia ritornando ad essere uno dei valori portanti per sempre più persone, incluse le nuove generazioni,  anche solo in Italia, il numero dei single cresce del 10% all’anno e dell’1/2% i divorzi e le separazioni.

Yaung Chih-Iiang, il ministro della salute tailandese, ha incitato i suoi connazionali ad iniziare a crearsi una famiglia al più presto possibile per preservare il loro benessere emotivo.

Un’affermazione per la quale si è dovuto rapidamente scusare dopo la denuncia di una potente donna non sposata.

L’episodio ha sollevato molti dubbi su quale sia la migliore sistemazione familiare. La letteratura suggerisce che chi ha una relazione ha una migliore salute mentale rispetto a chi è single.

Uno studio australiano su 11.000 soggetti, redatto da David de Vanus, ha trovato che la metà delle persone sposate soffre di stress, di contro ai single alle prese con problemi di abuso e dipendenza da alcol e stupefacenti.

Un altro studio pubblicato nell’US Journal of Marriage and the Family ha confermato che le persone sposate sono meno depresse ed hanno meno problemi correlati all’alcol.

La differenza c’è anche tra l’essere sposati o semplicemente conviventi. Analizzando i dati del 2004 contenuti nel British Household Panel (BHP), si è visto che per la salute mentale degli uomini è meglio la convivenza, mentre per quella delle donne è meglio il matrimonio.

Comunque, una dei più imponenti e, perciò, utili ricerche in questo settore, è firmata dagli scienziati neozelandesi. Lo studio, durato più di 10 anni, ha visto coinvolte 15 nazioni con un campione totale di 35.000 persone.

Il risultato è molto significativo: i mariti e le mogli hanno meno possibilità di soffrire di depressione e di ansia quando sono insieme , nei confronti di chi non è mai stato sposato.

Ma, la fine di un matrimonio a causa della morte di uno dei due coniugi, per separazione o divorzio, aumenta le possibilità di sviluppare disordini mentali che, nelle donne, tendono a manifestarsi in forma di abuso di alcol e stupefacenti, negli uomini come depressione.

A confermare i dati è anche il BHP dove si vede che le donne impiegano molto più tempo per riprendersi  e che la loro malattia mentale peggiora tante più relazioni chiudono e ne iniziano di nuove.

Pertanto, malgrado  possiamo essere più felici quando siamo sposati, gli effetti sulla salute mentale una volta separati dal coniuge, per morte o divorzio, possono essere di gran lunga peggiori rispetto a restare single, soprattutto per le donne.

Ovviamente ciò parrebbe contraddire l’antica idea di Aristotele che l’uomo è un animale sociale che ha bisogno di gente attorno a sé con la quale coesistere.

Ma Dosmo Hallstrom, un consulente psichiatra e portavoce del Royal College of Psychiatrists, spiega che il quadro è molto più complesso.

“Noi siamo animali da soma che gravitano tra le famiglie e le relazioni affettive. La più lampante prova è che, generalmente, le persone più sane sono le sposate o chi ha una relazione, fintanto che è appagante e che tende a stabilizzare i nostri stili di vita ed a migliorare la nostra salute mentale.”

Ma, a sua detta, l’essere single è la conseguenza e non la causa di disturbi e malattie mentali e di un mal-essere e connessi problemi affettivi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: