Chicco: la felicità è un viaggio che inizia da bambini

Il commercial Chicco Trio Living 2010 mostra un concept di felicità che lascia trasparire il nomadismo centripeto di oggi.

Già la scelta del naming è per sè significante: “Trio” oltre ad alludere alle tre ruote del passeggino, dà immediatamente l’idea dell’unità della famiglia.

Sottende un progetto affettivo ed esistenziale comune e condiviso.

Un’esperienza alla quale entrambi i genitori partecipano per crescere un figlio non solo felice, ma anche capace di  compiere il viaggio-vita che è esso stesso felicità.

Il film è costruito su tre piani narrativi.

Il primo è la storia visiva. In una città  postmoderna una giovane mamma che porta in giro il bambino nel passeggino Chicco. Alla fine del percorso si ricongiungono con il papà che prende in braccio il piccino e, tutti e tre ammirano il paesaggio da un belvedere.

La seconda e la terza storia sono appannaggio della voce narrante, che rappresenta il pensiero del bambino. Tutto ruota attorno al concetto del viaggio che si trasforma in metafora della vita e, nel contempo, allude anche alla mobilità tipica della nostra era, al nomadismo fisico ed esistenziale che connota l’esistenza di oggi.

L’incipit di ogni riflessione del protagonista contiene la sua proiezione nel futuro. Descrive le ambizioni per ciò che vorrebbe diventasse la sua vita da adulto.

La parte conclusiva delle varie proposizioni serve ad approfondire l’aspettativa dandole una connotazione più emozionale e legandola ai valori della famiglia, degli affetti, dell’unità-nella-molteplicità.

L’affermazione iniziale (conoscerò tutte le città ma tu sarai sempre il mio mondo) parte proprio dal nomadismo, dal fatto che siamo sempre più proiettati nel mondo, che viaggiare è una componente intrinseca all’esistenza attuale ma non è un errare ramingo, un essere apolidi, senza terra e senza meta. La conoscenza di molte città, di molte culture diverse, l’incontro di molte persone estranee è sempre centrata, sul ritorno a casa, ed ha sempre come fulcro la mamma che è il “mondo” per il bambino. Così, la mamma (vera destinataria dello spot) si sente rassicurata dal sapere che il figlio se ne andrà ma lei rimarrà sempre il suo punto di riferimento e manterrà sempre un posto speciale nel cuore del figlio.

Il secondo quadro (scopriò che ci sono tante strade… e troverò la mia) tocca un altro punto saliente la molteplicità di opportunità tra le quali ciascuno di noi deve scegliere per costruire il progetto della propria esistenza.

Il terzo momento (scoprirò che si può viaggiare per se stessi o per trovare qualcuno) evidenzia un altro aspetto della mobilità odierna. C’è un viaggiare ego-riferito, per un piacere personale, una fuga da tutto e da tutti ed uno che, invece, è un modo per avvicinarsi agli altro, per poter condividere esperienze, emozioni, sensazioni con le persone amate.

Così, il passeggino, come si legge tra le righe nelle considerazioni finali affidate alla mamma stessa, non è semplicemente un mezzo di trasporto, ma il primo strumento che consente alla mamma di mostrare al figlio che cosa sia il mondo e come affrontarlo per riuscire ad essere felice. (La felicità è un viaggio che inizia da piccoli)

La felicità proposta da Chicco è, dunque, una felicità nomade e centripeta che ruota attorno al grande valore della famiglia e degli affetti.

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