COSI’ COME SI PROVOCANO O SI ESAGERANO I DOLORI DANDO LORO IMPORTANZA, NELLO STESSO MODO QUESTI SCOMPAIONO QUANDO SE NE DISTOGLIE L’ATTENZIONE (Sigmund Freud)

L’affermazione di Freud potrebbe dare adito ad un’interpretazione che è contraria al Wellthiness mentre, in vero, ha in sé una verità molto profonda che rimanda all’effetto-fachiro.

Il pericolo intrinseco all’idea del Padre della psicanalisi è di giustificare l’indifferenza, la drammatica mancanza di empatia e con-passione nei confronti di chi soffre e chi è malato.

Non dare importanza al dolore, in termini positivi, significa cercare di stimolare se stessi o il prossimo sofferente a tentare di superarlo, a sforzarsi di divenire più forte del dolore per non lasciarsi sconfiggere.

Quando ci crogioliamo, con un certo masochismo e con una certa passività fatalistico-pessimistica, per ciò negativa, nel dolore, nel soffrire, non riusciamo ad uscire dal circolo vizioso della sofferenza che genera sofferenza, dal dolore che si auto rafforza quanto più non siamo in grado di gestirlo.

Invece, seguendo il principio del fachiro, possiamo almeno cercare di ridurre gli effetti negativi del male e del dolore.

In che modo?

I fachiri riescono a compiere le loro imprese mirabolanti imparando a concentrarsi, distolgono l’attenzione sulla parte del corpo che dovrebbe sentire dolore e la focalizzano su qualche altra parte.

Così, concentrandosi sulle mani, sul paesaggio circostante o su altro, non sentono il dolore su corpo sdraiandosi su un letto di chiodi o alle piante dei piedi calpestando tizzoni ardenti.

Per raggiungere un simile livello, è indispensabile un forte auto-controllo che si raggiunge con molto allenamento.

È indispensabile allenarsi, imparare a gestire il nostro corpo insieme alla mente, la ragione insieme alle emozioni e le sensazioni.

Quindi continuando a rimuginare sui dolori, li si ingigantiscono, si dà loro modo di prendere il sopravvento rendendoci anche un po’ ipocondriaci, snervandoci, impedendoci di metterli in prospettiva e di guardarli con il distacco indispensabile per evitare che ci cannibalizzino.

Se, invece, la nostra attenzione, le nostre preoccupazioni sono catturate da altro, i nostri dolori passano in secondo piano, riusciamo a reagirvi meglio.

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