OGNI ETA’ HA LA FELICITA’ CHE LE E’ PROPRIA (Emile du Chatelet)

Uno dei fenomeni più curiosi della felicità è il suo costante mutamento nel corso della vita .

È stupefacente osservare come ogni età abbia un tipo di felicità che le si addice, che si armonizza con le esperienze, le geografie emozionali, le costellazioni relazionali che si intrecciano nella specifica fase dell’esistenza.

Ovviamente generalizzare non è mai corretto, specialmente quando si parla di felicità. Comunque, volendo provare a vedere quali potrebbero essere alcuni punti salienti in ogni fase si potrebbe dire che: 

  • per un neonato la “felicità” è il seno della mamma, un bacio, una carezza,… In generale si tratta di una felicità molto basic, legata alla soddisfazione delle esigenze primarie, di emozioni molto semplici.  
  • per un bambino la felicità inizia ad articolarsi in più campi, ma, dovrebbe tendere a mantenere sempre una certa freschezza ed ingenuità proiettandosi in un gioco (meglio se intangibile, astratto, fantasioso), una caramella, in una risata, nello stare con la propria famiglia…
  • poi, con il trascorrere degli anni, assume varie forme sempre più articolate, più sfaccettate. Così, per l’ adolescente può essere riuscire ad entrare e restare in un gruppo, una tribù, dividerne i segni distintivi, le esperienze, ma anche può essere una gita, un concerto, un bel voto a scuola…
  • terminati i burrascosi ed effervescenti anni dell’adolescenza, nella gioventù la felicità, pur restando caleidoscopica, inizia ad attaccarsi ad aspetti più permanenti e dovrebbe anche proiettarsi nel futuro…
  • così, nell’età matura, dovrebbe provenire dalla creazione di una famiglia, dalla realizzazione delle proprie ambizioni, dei propri sogni,…
  • infine, nell’anzianità, di norma, la felicità tende ad assumere di nuovo una forma più semplificata che, non di rado, coincide con la possibilità di viaggiare, di godersi i nipoti, di trascorrere il proprio tempo in attività che, durante l’età lavorativa erano state trascurate o meno frequentate: hobby, dipingere, università, ballare… Ma anche il giardinaggio, il coltivare l’orto (guardiamo agli orti in città), il volontariato sono fonti di gratificazione personale e sociale che non mancano di tradursi in esperienze di felicità.

Invero, però, la Nuova era sta trasformando rapidamente e radicalmente anche tutte le tradizionali distinzioni per fasce di età, quindi variano anche gli stili di vita, i valori, le opportunità e, di conseguenza anche la felicità.

Analizzando con attenzione i vari tipi di felicità che contraddistinguono ogni nostra età, ci accorgeremo che, in fondo, tutti sono  legati da uno speciale fil rouge, abbastanza costante, di situazioni, di emozioni, di sensazioni, di gesti, di circostanze che, quando reagiscono tra di loro esplodono nella felicità.

L’alchimia è di riuscire a trovare i reagenti giusti, adatti a ciascuna delle fasi che ci troviamo a vivere, e di imparare a combinarli nel modo corretto per innescare la reazione.

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