Un bambino cieco usa il suo senso dell’ecosonar per vedere come i delfini

Jamie Aspland, un bambino di Ashford, nel Kent, non vedente di 4 anni, si serve dell’ecolocazione per vedere, proprio come i delfini.

Il bambino, schioccando la lingua, produce dei suoni che riecheggiando contro gli ostacoli, gli consentono di capire, virtualmente, se ci sono oggetti o persone nelle sue vicinanze e, quindi di evitarli.

La madre 39enne, Deborah è entusiasta del trattamento che ha consentito al piccolo Jamie di muoversi liberamente nei vari ambienti: “è meraviglioso, da quando ha imparato questo metodo possiamo camminare nel parco e Jamie non ha più bisogno che gli dia la mano”.

Jamie, nato cieco da un parto gemellare, ha imparato la tecnica rivoluzionaria in US da un esperto in materia.

Parlando dopo sole tre sedute della terapia, Deborah sostiene che Jamie si è immediatamente impratichito della tecnica che “ha già cambiato la nostra vita. Questa terapia è stata davvero una specie di miracolo, di rivelazione”

Jamie è uno dei pochi bambini al mondo ai quali il californiano Daniel Kish, a sua volta non vedente, ha insegnato ad imitare i delfini per potersi muovere, in modo libero ed indipendente, con una certa sicurezza all’interno dello spazio, perchè riescono ad identificare, con estrema precisione, la presenza di ostacoli o limitazioni.

Kish, presidente del World Access for the Blind, ha sviluppato un sistema sulla base del principio del sonar usato dagli animali, per aiutare gli uomini a costruirsi delle mappe mentali di quanto sta attorno a loro.

Ha copiato la tecnica utilizzata dai delfini per  muoversi nelle acque torbide, producendo dei suoni che vengono riflessi dagli oggetti contro i quali sbattono. L’orecchio, percependo il suono di ritorno, è in grado di decifrare le dimensioni, la forma e la distanza  dell’oggetto.

Jamie è capace di imitare un comportamento analogo schioccando la lingua sul palato.

 Kish spiega che il suo senso/facoltà di ecolocazione o “flash-sonar”, consentirà a Jamie di identificare edifici a 100 metri di distanza.

“Questo metodo riesce a dare un sacco di informazioni utili ed indispensabili per muoversi nello spazio a decine di metri di distanza”, spiega.

In effetti il metodo non è molto diverso da quanto i vedenti compiono nella visione normale che si riferisce alla riflessione della luce sui corpi che, così si possono discernere con gli occhi.

Con l’ecosonar si può sentire e riconoscere una pianta a 10 metri, mentre una costruzione piuttosto grande si può sentire anche a più di 100 metri. 

“Lavorare con il piccolo Jamie e la sua famiglia è stata una bella esperienza. Jamie è un bambino molto sveglio e che ha risposto molto bene al programma”, commenta Kish.

Deborah, poi, non ha esitazioni: “Sapere che Jamie può essere sicuro e riesce a capire che cosa gli sta accadendo attorno, dove c’è traffico e che cosa c’è in sua prossimità è e sarà davvero molto importante ed utile per la sua vita”

L’ecolocazione è una strategia che pochi (tra i quali c’era anche Ben Underwood) non vedenti sanno utilizzare, ma che può aiutarli a rendersi indipendenti e ad avere un’esistenza molto più simile ai vedenti.

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