QUANDO SI SA CHE OGNI PROBLEMA E’ UN FALSO PROBLEMA SI E’ PERICOLOSAMENTE VICINI ALLA SALVEZZA (Emile Cioran)

Quante volte trovandoci davanti ad una realtà che non conosciamo, la viviamo come un problema, come un ostacolo insormontabile, e poi, una volta che l’abbiamo affrontata, gettando uno sguardo alle nostre spalle ci rendiamo conto che, in vero, non fosse poi tanto impervia?

La difficoltà, la gravità, l’insuperabilità di quanto ci dipingiamo come problema dipende, non di rado, molto anche dalle nostre forze, dalle nostre conoscenze, dalle nostre capacità di decifrare nel modo più realistico possibile quanto ci circonda e di commisurarlo alle nostre facoltà. 

Un problema è tale in quanto visto da una particolare prospettiva ma, se osservato partendo da un altro punto di vista, può smettere di esserlo ed, addirittura, potrebbe persino trasformarsi nel suo opposto.

Uno degli esercizi più importanti per diventare cittadini, a pieno titolo, dell’era appena iniziata è proprio di imparare ad analizzare quanto ci capita mettendoci nei panni di un altro, di un soggetto terzo che ci consenta di scoprire gli aspetti, le sfaccettature della realtà che dalla nostra posizione unilaterale, ci sarebbero rimasti oscuri ed ignoti.

È anche la solita questione del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: imparando a vedere il mezzo pieno, si mette il mezzo vuoto in secondo piano e, così, si riescono ad assaporare a gustare le opportunità presenti nel pieno e non semplicemente, a lamentarsi delle assenze, delle carenze del mezzo vuoto.

Dire che ogni problema sia un falso problema è un’affermazione, certamente, paradossale ma è anche vero che se ci spostiamo da un ottica semplicemente umana, situazionale, collocata nel qui ed ora, e ci poniamo in una superiore, ci rendiamo subito conto di quanto le nostre angosce, i nostri problemi, le nostre montagne da scavalcare, in vero, davanti a quelle degli altri, spesso da vertiginosi picchi si trasformano in dolci colline.

Riuscendo a guardare dell’alto vuol dire che siamo in grado di superare la nostra ottica ego-centrica, miope ed iniziamo a ragionare in termini del nostro significato all’interno dell’universo, della creazione, del nostro senso, nel nostro scopo.

Pertanto incominciamo un cammino che ci porta, inevitabilmente, e pericolosamente, a porci i soliti quesiti che attanagliano l’uomo da sempre: chi sono? da dove vengo? dove vado?

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