Colori negli ospedali: diventeranno tutti color pelle?

Un intero capitolo delle Sfaccetature del Wellthiness è dedicato alle recenti trasformazioni che stanno rendendo gli  ospedali luoghi sempre più “esperienziali” dando vita al fenomeno dell'”Hospitainment”.

Un ruolo fondamentale, in tale trend, è giocato anche dalla scelta di colori, forme, materiali, profumi… che creano emozioni, sensazioni, stati d’animo in grado di influenzare i pazienti, il personale medico e non, i parenti e tutte le varie figure che vivono l’ospedale.

Elise Island Childrens Hospital1 Childrens Psychiatric Hospital Uses Design To Heal

(ospedale Evangelisches Konigin Elizabeth Krankenhausdi Berlino)

Se i camici e le lenzuola degli ospedali fossero dello stesso colore della pelle dei pazienti, i medici e gli infermieri potrebbero vedere meglio i cambiamenti del colorito dei pazienti stessi. È l’ipotesi avanzata da Mark Changizi in uno studio pubblicato sulla rivista Medical Hypotheses.

Egli sostiene che la percezione del colore della pelle è notevolmente influenzato e dipende dal colore dello sfondo.

“Se un dottore vede un paziente e poi lo vede di nuovo dopo un po’, non ha la minima idea, o quasi, se i colore della pelle del malato sia cambiato o meno” dice il neurologo Changizi del Dipartimento di Scienze Cognitive del Rensselaer.

“Minimi cambiamenti nel colore della pelle potrebbero aver implicazioni molto importanti a livello medico, perciò abbiamo proposto una serie di semplici strumenti per cercare di rimediare agli effetti di distorsione cromatica usuali -lenzuola, camici ed etichette adesive, tutto color pelle- e dare ai medici una mano per effettuare diagnosi più accurate.”

“Gli occhi umani sono evoluti per vedere i colori per vedere i cambiamenti dell’incarnato come quando la gente arrossisce”, precisa Changizi.

“I cambiamenti della pelle umana in relazione agli stati emotivi sono estremamente evidenti perché gli occhi sono molto allenati per vederli e perché lo sfondo della pelle resta immutato. Il contrasto nei confronti di un ambiente che ha un colore molto simile alla pelle è quello che ci fa notare che qualcuno sta arrossendo” secondo il neurobiologo.

La pelle umana cambia colore in relazione a centinaia di diverse condizioni mediche.

Una pelle pallida, una pelle gialla e cianotica – una condizione potenzialmente pericolosa di colorazione bluastra della pelle, delle labbra, delle unghie, delle mucose, dovute alla mancanza di ossigeno nel sangue, sono sintomi premonitori molto comuni.

Tali cambiamenti, però, spesso passano inosservati e, non di rado, il medico, l’infermiere o chi li osserva, di norma, ritiene che sia il colore naturale del paziente.

Le osservazioni del medico sono sicuramente molto pertinenti e valide dal punto di vista medico ma lasciano un po’ a desiderare in quanto al tipo di esperienza offerta al paziente.

Nel saggio al quale mi riferivo all’inizio del post, ho presentato un lungo studio sull’importanza dei colori all’interno delle strutture sanitarie.

Di norma, siamo abituati a pensare agli ospedali come luoghi tutti bianchi, o con inserti di colori freddi come l’azzurro ed il verde, ma le strutture più all’avanguardia applicano i principi della cromoterapia e gli effetti, a livello di esperienza e di conseguenze sulla salute, lo stato d’animo, l’atteggiamento psicologico dei pazienti sono sorporendenti.

A mio avviso l’ipotesi dell’adozione di lenzuola, letti, camici color pelle non va scartata ma andrebbe, comunque, inserita in un discorso molto più ampio ed approfondito. Coniugando il color carne con l’attuale bianco l’effetto potrebbe essere anche molto negativo e depressivo, a livello psicologico.

E poi, l’ipotesi sottintesa alla proposta è di pensare e ragionare in termini esclusivamente di persone occidentali, ma essendo in una società sempre più multietnica, non sarebbe “discriminatorio” optare per il color carne piuttosto che il giallo, l’olivastro, il moro…?

A parte ciò, l’articolo di Changizi è un segnale molto forte, a livello di Wellthiness, perchè dimostra che anche la medicina “ufficiale” sta iniziando a “ragionare” in termini olistici, a coniugare diversi tipi di sapere, a svecchiarsi adottando approcci più multidisciplinari…

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