COME MEDICO DEVI ACCETTARE IL FATTO CHE QUELLO CHE FACCIAMO QUI HA UN SOLO SCOPO: GUADAGNARE TEMPO… MA POI FINISCE SEMPRE ALLO STESSO MODO (Cox Scrubs)

Il culto Positivista della scienza, inclusa la medicina, ha creato, nell’immaginario collettivo, la falsa idea di un’onnipotenza dei medici e la fiducia incondizionata delle gloriose sorti del loro operato.

Una visione distorta tanto più pericolosa in quanto, da un lato, investe i medici stessi di un ruolo che, in vero, non possono sostenere sino in fondo.

Dipingendoli come onnipotenti, come capaci di sconfiggere tutte le malattie, la gente dimostra una grande fiducia nei loro confronti, ripone ingenti speranze nel loro operato, ma, si tratta di un’immagine sfalsata, di un iperbole che, una volta scontratasi con la dura realtà, spesso, genera delusioni, frustrazioni, amarezze, talvolta aggressività e risentimenti o persino disperazione.

Dal canto loro i medici, tralasciando i casi di narcisismo auto indotto sulla base della fiducia riposta in loro, si prodigano per cercare di essere all’altezza del compito che la gente attribuisce loro.

Nel corso di anni di ricerche e studi, ho incontrato decine e decine di medici, dottori, farmacisti, infermieri che mi hanno testimoniato il loro disagio, il loro impegno totale, le delusioni, le frustrazioni nel non potere, nel non riuscire a sconfiggere la malattia, a dare sollievo, a battere la morte…  

La verità affermata da Scrubs è difficile da accettare sia per il paziente sia per il medico, ma implica una profonda revisione, un profondo ripensamento della parte che devono recitare entrambi i protagonisti.

 Riprendendolo, per intero, il pensiero di Scrubs è, dunque,:

Come medico devi accettare il fatto che quello che facciamo qui ha un solo scopo: guadagnare tempo. Cerchiamo di prolungare la partita, nient’altro; ma poi finisce sempre allo stesso modo.

L’impostazione proposta è molto diversa dal medico-onnipotente, taumaturgo che ottiene il miracolo della guarigione, che scaccia la morte  mediante la misteriosa forza della sua scienza, delle sue tecnologie.

Riportando il discorso sul piano della vera realtà, della vita di tutti i giorni, il compito del medico deve proprio essere di stare a fianco del paziente, del malato e di fornirgli quanta più assistenza è nelle sue facoltà, di consigliarlo, di aiutarlo, fisicamente, spiritualmente e moralmente.

Nel frattempo, dovrebbe anche riuscire ad abbattere l’errata presunzione del suo potere: è un uomo come tutti gli altri, non un santo capace di miracoli.

L’accettazione dei limiti del medico e della medicina è un, doloroso ma realistico, aspetto fondamentale sia per il medico stesso sia per il paziente perchè solo così, si instaura, tra i due un rapporto onesto e trasparente, privo di giochi di potere, di dipendenze, di delusioni, basato sulla sincera collaborazione e sul reciproco rispetto per cercare “di guadagnare un po’ di tempo, di allungare un po’ la partita” 

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