La musica dà una marcia in più ai malati di Alzheimer rispetto ai sani

Il potere della musica sulla salute, gli stati d’animo, il benessere e le facoltà dell’uomo è un’esperienza quotidiana.

Alcuni studiosi si stanno interrogando e stanno studiando se la musica possa avere effetti positivi su varie patologie.

I malati di Alzheimer che ricevono informazioni verbali in un contesto con un sottofondo musicale, ne ricordano di più di altri adulti più anziani sani, secondo uno studio della  Boston University School of Medicine.

I risultati, pubblicati online su Neuropsicologia, aprono la possibilità di nuove applicazioni in trattamenti e cure di pazienti con Alzheimer.

L’Alzheimer, la più comune forma di demenza, è contraddistinta da un declino generale e progressivo delle funzioni cognitive che, presenta, dapprima, delle alterazioni nella memoria episodica.

L’insorgenza  la rapidità di diffusione del declino tende a variare a seconda dei diversi campi cognitivi ed alcune funzioni possono rimanere intatte.

Per definire se la musica possa favorire l’apprendimento di nuove informazioni nei pazienti di Alzheimer, è stata svolta una ricerca su un campione di soggetti malati, con un gruppo di controllo di soggetti sani.

I partecipanti hanno, visto 40 testi di canzoni: venti con la corrispondente musica e 20 da registrazioni della loro voce.

Dopo ogni presentazione, i soggetti studiati dovevano specificare se conoscevano o meno il brano sentito. I ricercatoti hanno trovato che i malati di Alzheimer ricordavano meglio nello scenario musicale che nello scenario con i discorsi. Tra i sani, invece, non c’era differenza.

“I nostri risultati confermano l’ipotesi che i pazienti di Alzheimer hanno migliori risultati in compiti legati alla memoria per i testi di canzoni accompagnate dalla musica, più che per testi percepiti con sottofondo di voci”, ha affermato Brandon Ally del BUSM Center for Translational Cognitive Neuroscience.

“Al contrario delle nostre ipotesi, invece, le persone più anziane sane non hanno tratto nessun beneficio dall’aggiunta di musica.”

La ricerca dimostra l’esistenza di una fondamentale differenza nel modo ci codificare e recuperare gli stimoli musicali e non musicali, tra persone malate di Alzheimer ed altre persone anziane sane.

“Il processamento degli stimoli musicali innesca, nei soggetti patologici, un complesso circuito neurale. Esso attiva tutte le aree del cervello poco affette dall’Alzheimer che sono molte di più rispetto a quelle normalmente associate alle funzioni memoria”, ha puntualizzato Ally.

Perciò, quando il cervello dei malati di Alzheimer percepisce lo stimolo di un testo con la musica, si attiva in modo più difuso e massiccio sia rispetto a quando non c’è anche la musica sia rispetto al cervello delle persone sane. 

Secondo i ricercatori, capire la natura del processamento e del ricordo della musica nei malati di Alzheimer potrebbe consentire un grande sviluppo di terapie efficaci per la patologia che tende a diffondersi in maniera esponenziale.

Annunci

Una Risposta to “La musica dà una marcia in più ai malati di Alzheimer rispetto ai sani”

  1. […] in stato vegetativo o per chi ha subito danni da un ictus, l’effetto  sui bambini  e sui malati di Alzheimer sono ben […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: