Il fascino del rischio è nella ricompensa o nel resistervi?

Sesso non protetto, corse selvagge in moto, sport estremi, droga ed alcool… la litania dei pericoli che attirano gli adolescenti è estremamente lunga e costellata di episodi che hanno esiti non positivi a livello di Wellthiness.

Ma che cosa li spinge a sfidare i pericoli? A guardare in faccia la morte?

La risposta è spesso stata attribuita a meccanismi di delirio di onnipotenza, di piacere dal cimentarsi sul baratro della vita, dall’incoscienza giovanile, dalla noia…

Gli ultimi studi, invece, suggeriscono un’approccio innovativo: il picere non deriverebbe da qualcosa di negativo, di mettersi alla prova, bensì dal tipo di ricompensa che gli adolescenti ne traggono.

Ma non è tutto qui, perchè il meccanismo, come ha spiegato  un gruppo di psicologi statunitensi è più complesso.

Con la loro ricerca, gli scienziati d’Oltreoceano hanno puntato i riflettori sull’ipersensibilità degli adolescenti ai segnali che scatenano la dopamina.

La dopamina è una sostanza chimica del cervello alla base del piacere provato davanti ad una ricompensa.

Un team dell’Università della California, Los Angeles, ha reclutato 45 persone di tre diversi gruppi di età – bambini da 8 a 12 anni, adolescenti dai 14 ai 19 anni, adulti dai 25 ai 30.

Ai volontari è stato domandato di guardare alcune fotografie sullo schermo del computer e di dire se le immagini erano adatte per le T-shirt di due università fittizie.

Per ogni risposta corretta era prevista una compensa di 25 o 50 cent. La risposta poteva essere o ragionata o casuale.

Il compito assegnato è stato eseguito dai volontari mentre erano sotto uno scanner di risonanza magnetica funzionale (fMRI) che misurava il flusso di sangue nel cervello in risposta ai segnali neurali.

Tra gli adolescenti, la zona del cervello striato, che è sensibile alla dopamina, è risultata illuminata in modo più intenso che tra i bambini o gli adulti quando riceveva una ricompensa.

“La nostra ricerca mostra che quando gli adolescenti ottengono una ricompensa che non si aspettano, il loro cervelli sono più sensibili al premio, spiega Jessica Cohen, a capo dell’equipe che ha redatto lo studio.

Invero i livelli di dopamina non sono stati misurati, ma “è una nostra deduzione che la causa sia la dopamina”, secondo Cohen.

Le indagini precedenti su umani e scimmie adulte, avevano  trovato che la dopamina aumenta quando ci si attende un premio.

I risultati attuali potrebbero aiutare i genitori, gli insegnanti e gli altri adulti di riferimento degli adolescenti nella delicata fase del passaggio dalla fanciullezza all’essere adulti.

I bambini non sono completamente sensibili ai premi, mentre gli adulti lo sono così come, a vari livelli, lo sono anche alla capacità di dominare il desiderio.

“Alcuni ricercatori hanno ipotizzato una teoria che le aree striate del cervello siano già completamente sviluppate nell’adolescenza mentre le regioni pre-frontali, che servono a controllarsi, non lo sono ancora” aggiunge Cohen. “Gli adolescenti sono sensibili ai premi come gli adulti ma questi ultimi possono inibire questa sensazione e pensare prima di agire, o agire più responsabilmente, mentre i teenager tendono a non essere capaci di farlo allo stesso modo”.

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