I FELICI SONO FELICI PER IL POSSESSO DELLA GIUSTIZIA E DELLA TEMPERANZA E GLI INFELICI, INFELICI PER IL POSSESSO DELLA CATTIVERIA (Platone)

Giustizia e Temperanza, per Platone, come ancora per noi oggi, sono due valori imprescindibili per la realizzazione dell’uomo.

Ma quale significato hanno oggi la giustizia e la temperanza? E che relazione hanno con la felicità?

Pensando alla giustizia si delineano, immediatamente, le sue due principali dimensioni pubblica e privata.

Nel primo frangente la felicità, che, non di rado coincide con il senso di giustizia, protezione, libertà, dipende dalla capacità delle leggi e delle norme di tutelare gli interessi ed i diritti non solo della comunità ma anche del singolo cittadino (è quasi inutile rievocare i vari casi di cronaca giudiziaria che diventano fonti di infinitia infelicità per chi non trova il debito supporto nell’applicazione o meno delle leggi o della loro manipolazione) 

Nel secondo frangente, la felicità sorta dalla giustizia personale è un appagamento per essere in grado di agire e decidere in modo libero ciò che ci sembra conforme ai nostri principi primi e per venire trattati dagli altri in modo equo.

E la temperanza? La matrice degli stili di vita moderni e postmoderni celebra l’esagerazione, la grandiosità, la scenograficità disneyana irridendo ogni tipo di morigeratezza e di temperanza: big is beautiful.

E, mentre ora ci lecchiamo le ferite della precedente bulimia, iniziamo a riscoprire il senso ed il piacere della misura e della temperanza.

L’armonia che innescano è, a sua volta, causa di felicità.

E l’infelicità? 

Per Platone nasce dalla cattiveria. 

In un mondo disorientato da un inconsiderato relativismo, pare, quantomeno, obsoleto parlare di cattiveria. Chi è cattivo? Chi è buono?

Forse dovremmo davvero imparare a ritornare un po’ bambini, a riscoprire il mondo genuino e semplice nel quale i buoni erano buoni ed i cattivi, cattivi.

Senza auspicare nostalgici ritorni di posizioni miopemente manichee, il wellthiness cerca di riconoscere il positivo ed il negativo. I cattivi non scompaiono. La cattiveria è una categoria morale ed etica che continua a sussistere. e l’infelicità ne è effetto perchè la cattiveria diventa causa dei propri mali.

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