Trapianto di faccia nella società dell’immagine e del Wellthiness

Un altro tema di grande attualità che non manca di destare significativi spunti di riflessione riguardo al corpo, all’In-divisus, al Wellthiness e tutte le sue Sfaccettature, è la questione del trapianto di faccia.

La faccia è, nell’immaginario collettivo di molti popoli, così, come nell’esperienza quotidiana di ciascuno di noi, una parte integrante dell’identità, della persona, della personalità di un essere umano.

Ma che succede se, per un qualsiasi motivo più o meno fortuito, la faccia viene sfigurata?

In un certo senso ne patisce anche la nostra identità, in parte viene mutilata, in parte viene deprivata di una sua connotazione distintiva.

Le ultime frontiere della medicina stanno cercando di porvi rimedio  compiendo operazioni straordinarie in grado di trapiantare la faccia stessa.

Ormai iniziano ad esservi vari casi al mondo di trapianto di faccia.

Si tratta di una realtà delicatissima sia a livello di concetto etico e morale sia in quanto ad esperienza personale di chi subisce l’intervento.

Negli ultimi giorni, un uomo spagnolo che ha, di recente, subito un trapianto di faccia, ha lasciato l’ospedale Virgen del Rocio di Siviglia ringraziando sia l’equipe medica che ha eseguito l’intervento sia la famiglia del donatore.

“Voglio ringraziare questa famiglia per il gesto che ha fatto così come i dottori” sono state le prime parole di Rafael.

L’uomo aveva la faccia sfigurata per via di un particolare disordine genetico e guardandosi allo specchio per la prima volta, dopo l’operazione durata 24 ore lo scorso gennaio, dice di essere molto felice.

Circa due terzi della sua faccia -sfigurata da una condizione definita come neurofibromatosi, nella quale il tessuto nervoso degenera in tumore- sono stati sostituiti da tessuti, nervi, vene ed arterie, di un donatore deceduto.

Rafael riuscirà a recuperare completamente la capacità di muovere la lingua in circa tre mesi, per ciò ha avuto varie difficoltà a parlare durante la conferenza stampa.

Tuttavia i medici assicurano che può già sentire il dolore sulla sua nuova faccia, distingue il caldo ed il freddo e sta già anche iniziando a radersi.

Il trapianto facciale sta ormai diventando una realtà che offre la speranza di poter cambiare vita a molte persone.

E la Spagna vanta il primato in una simile impresa con già tre operazioni di trapianto di faccia. Al mondo ne sono state svolte solo altre 11.

Il mese scorso un ospedale di Barcellona ha detto che a marzo è stato compiuto il primo trapianto completo di faccia al mondo, dando ad un uomo che aveva perso la faccia in un incidente stradale, un nuovo naso, una nuova pelle,  nuove mascelle, zigomi, denti…

Il primo trapianto al mondo andato a buon fine era stato eseguito in Francia nel 2005 su, Isabelle Dinoire, una trentottenne che aveva avuto la faccia sfigurata dal morso del proprio cane.

Altre operazioni sono state eseguite in US ed in Cina.

La Spagna vanta il primato mondiale nella donazione di organi da quando ha messo a punto, nel 1989, un network di coordinamento di trapianti tra tutti gli ospedali del Paese monitorando, costantemente, tutti i prontosoccorso per cercare i identificare i possibili donatori.

Appena vengono a conoscenza di un decesso, il personale cerca di contattare i parenti della vittima per mostrare loro l’opportunità di donare gli organi per cercare di salvare altri vite.

Solo circa il 15 percento delle famiglie spagnole alle quali è stata proposta la possibilità di donare gli organi, hanno rifiutato: è un notevole balzo in avanti rispetto al 40 percento di rifiuti registrato negli anni ’80 prima della riforma del sistema sanitario.

Il trapianto di faccia ed il Wellthiness

In un’ottica di Wellthiness, come si presenta il trapianto di faccia?

Le implicazioni sono molte e di vario genere:

  • in primis c’è la questione etica della donazione degli organi, un gesto di altruismo, di amore e carità tanto encomiabile quanto figlio della nostra era: sia perchè reso possibile dalle nuove pratiche mediche sia perchè sta iniziando a venire percepito, anche dall’opinione pubblica, in alcuni paesi più che in altri, come un valore;
  • poi c’è il grande tema del significato dell’aspetto fisico nella nostra società. Per anni, la “Società dell’immagine” ci ha abituato a considerare l’aspetto esteriore come una parte importante, fondamentale di noi stessi. Inutile fingere e dire che “l’aspetto non fa il monaco”, che l'”apparenza non conta”: gli altri ci giudicano, prima di tutto per il nostro aspetto, di qui l’importanza e la frustrazione di chi si trova menomato, sfigurato;
  • quindi viene il discorso della corporeità, del nuovo rapporto dell’In-divisus con la propria fisicità che, come ampiamente dimostrato ed analizzato nel libro Wellthiness, dopo secoli di tabuizzazione, ora viene progressivamente rivalutata. il corpo è parte di noi e come tale va amato, rispettato, utilizzato.
  • un altro punto è proprio il discorso della faccia. Il volto è il nostro principale messo di comunicazione, con il sorriso, lo sguardo, il movimento delle sopracciglia, l’estensione o il rilassamento dei muscoli facciali esprimiamo i nostri sentimenti, comunichiamo con il linguaggio non verbale, per ciò il volto è parte integrante di noi stessi, della nostra personalità, della nostra identità personale. Quindi quando non possiamo più disporre perchè menomato, siamo mutilati, privati di una componente fondamentale. Di qui il desiderio di sottoporsi ad un’operazione per cercare di ritorovare la propria identità
  • ma avere il volto di un’altra persona, ancora di più che avere il cuore (che non vediamo) o una mano (che vediamo) può essere un trauma non indifferente. Può sollevare immani problemi di identità, di personalità, di accettazione. Questioni psicologiche che non possono essere trascurate…
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2 Risposte to “Trapianto di faccia nella società dell’immagine e del Wellthiness”

  1. […] intervento analogo si è tenuto l’anno scorso in Spagna con un esito del tutto positivo, quindi anche per Wiens, ci sono ottime […]

  2. […] Altri due interventi di trapianto facciale dei quali ci siamo occupati in precedenza riguardano … e Dallas Wiens. Ritornando a Coler, le sue condizioni patologiche hanno iniziato a manifestarsi sin […]

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