LA FORMULA DELLA FELICITA’, FINO A QUESTO MOMENTO, E’ CONSISTITA NELL’ESEGUIRE L’OPERAZIONE CONSUMI FRATTO DESIDERI… SE INVECE SI AZZERANO I DESIDERI, LA FELICITA’ TENDE ALL’INFINITO (Paul Samuelson)

Per essere precisi, la frase completa dell’economista Paul Samuelson è:

La formula della felicità, fino a questo momento, è consistita nell’eseguire l’operazione consumi fratto desideri. Ma questa è stata una ricetta per il consumismo. Se invece si azzerano i desideri, la felicità tende all’infinito.

Per commentarla in un contesto di Wellthiness ed attualizzarla applicandola all’odierna realtà, ci vorrebbe almeno un libro.

Proviamo, dunque, a sintetizzare alcuni spunti sui quali potremmo riflettere:

  • In primis c’è la grande questione del muovo mercato che non è più mosso dai bisogni ma dai desideri. Come possiamo azzerare i desideri? In linea teorica è impossibile perchè il desiderare è intrinseco all’essenza umana. Tuttavia anche i desideri possono essere guidati in modo tale da renderli affini con il progetto che è inscritto in noi o, per meglio dire, che ci costruiamo realizzando l’armonia che vede coincidere dovere, potere e volere ossia dove noi vogliamo ciò che dobbiamo che è anche quanto possiamo. In una simile sovrapposizione di bello-buono-vero troviamo l’appagamento più profondo, l’armonia più intensa con noi stessi e, quindi, la felicità
  • Il discorso della felicità, l’Happiness del Wellthiness, ci riporta, dunque, alla dimensione personale, intime, alla nostra capacità di introspezione, di riflessione, ed auto-riflessione, ma anche di proiezione, che ci rende artefici, partecipi attivamente della realtà e del senso del nostro piccolo mondo e nel mondo generale.
  • Il significato nuovo che vanno assumendo i consumi, sempre più smaterializzato, sempre più vicino ad un linguaggio interiore, una forma di espressione e di comunicazione ma anche uno strumento per interagire con gli altri e con il resto del multiverso, un oggetto di culto, un totem attorno al quale si aggregano tribù affettive, network, community…
  • Infine, il consumismo stesso ha ormai segnato il passo, l’In-divisus, il protagonista dell’era appena spuntata, non si riconosce più nei vecchi modelli di consumo, ani, lo stesso termine consumare è obsoleto, ideologizzato, allude ad una distruzione, ad una dimensione fisica che non ha più senso in molti comparti, iniziando dal settore dei servizi…

La formula della felicità non sarebbe più, dunque, consumi fratto desideri ma, a differenza di quanto sostiene l’economista, non la nuova versione non è consumi fratto zero=infinita felicità.

Nella ipercomplessità dell’era del Wellthiness, la logica matematica salta perchè mentre il numeratore (consumi) può comprendere 100, 220000, 3, verde, dolce, amore,… il denominatore (desideri) tende ad azzerarsi e, nel contempo, anche a  diventare infinito…

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