Cervelli a passeggio: il brain walking prima del brain storming

Camminare in silenzio, con i bastoncini da nordic walking, all’aperto prima di una riunione con i colleghi di ufficio, ossia il brain walking è un efficace modo per rendere più fruttuose le riunioni ed i brain storming.

Così, molti manager si stanno incominciando a spostare all’aria aperta per discutere progetti, affrontare problemi, progettare strategie efficaci ed efficienti.

Senza andare in dietro ad Aristotele ed alla sua Stoa, dove gli allievi imparavano passeggiando, vari studi attestano che camminare è fonte di creatività.

Il cervello, benché rappresenti circa il 2 per cento del peso del nostro corpo, consuma il 20 per cento del nostro organismo. Allenarlo è un modo per mantenerlo efficiente, elastico e vivace più a lungo.

Malgrado molti sostengano che per tenerlo “in forma” sia sufficiente occuparlo in varie attività, non da ultimo il brain trainer,  o le più tradizionali come le parole crociate, pare, altresì, che una buona camminata nel verde dia risultati ancora migliori.  

Così, un gruppo di istruttori di nordic walking della val di Fiemme ha introdotto in Italia l’idea del brain walking.

Con il Brain walking la tradizionale attività del Nordic Walking diventa, nelle intenzioni dei suoi inventori, un’occasione per creare un dialogo con se stessi, per camminare, pensare, porsi dei quesiti e trovare delle risposte, per recuperare uno spazio dedicato a noi stessi ed esclusivo, per partorire nuove idee.  

A confermare il ruolo fondamentale dell’esercizio fisico per migliorare il funzionamento del cervello e la qualità della vita è John Medina, biologo molecolare della Pacific University di Chicago, il quale, tra le altre regole del benessere e l’efficienza cerebrale include e ricorda, anche, che:

  • l’esercizio fisico che potenzia il cervello stesso: 20 minuti di camminata al giorno è provato che riducono del 57 per cento il rischio di ictus. Inoltre, l’esercizio fisico aumenta il flusso di sangue nelle aree inerenti alla formazione della memoria;
  • ripetere è indispensabile per ricordare: poichè le informazioni in entrata nel cervello sono frammentate ed inviate a diverse aree cerebrali, per immagazzinarle è auspicabile che il messaggio venga ripetuto;
  • il multitasking è dannoso: il nostro cervello focalizza i concetti in sequenza, quindi, svolgere più azioni in modo contemporaneo, aumenta le potenzialità di compiere errori del 50 per cento;
  • dormire bene serve a pensare bene: la mancanza di sonno compromette il pensiero e le facoltà del ragionamento logico, inoltre dormire è un modo attraverso il quale i neuroni hanno il tempo per “ripetere” quanto appreso durante la giornata e fissarlo meglio;
  • affinare la vista per aiutare il cervello: giacché la vista assorbe metà delle risorse cerebrali, coltivarla ed affinarla è di grande giovamento e ci aiuta a ricordare con maggiore facilità.

Le tecniche suggerite da Medina nel suo libro Il cervello, istruzioni per l’uso, servono ad incrementare le capacità mnemoniche, a diminuire la noia, ad attenuare la stanchezza, a combattere lo stress o gli stati affettivi problematici.

Nel futuro del Wellthiness c’è, dunque, almeno in linea di principio, un inedito rapporto tra la dimensione fisica e la cognitiva che ribadisce e riporta in auge l’antica massima “mens sana in corpore sano”

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