Giornata Mondiale dell’Ambiente 2010

Istituito dall’Onu in memoria della Conferenza di Stoccolma del 1972 sull’ambiente umano, il World Environment Day del 2010 ha come tema centrale la biodiversità.

Il claim “Molte specie, un pianeta, un futuro” ha già in sè la cifra fondamentale della nuova era del Wellthiness: il principio dell’unità-nella-molteplicità.

Le questioni dell’interconnessione, dell’olismo, dell’influenza di tutti su tutti e degli effetti di tutto su tutto, dell’empatia che stanno plasmando la società e la cultura degli ultimi periodi, tralignano in modo chiaro, sapendole interpretare, dietro le riflessioni, talvolta “contaminate” da toni eccessivamente terrorizzanti e scenografici,  suggerite per la giornata dell’ambiente.

Il paese che ospita le celebrazioni è il Ruanda e l’Onu, in suo onore, ha deciso di inaugurare la moltitudine di eventi previsti per oggi, con la celebrazione del Keita Izina, la tradizionale funzione del battesimo dei gorilla di montagna.

Il tema della salvaguardia delle specie animali e vegetali in pericolo di estinzione viene dalla sovrapposizione del World Environment Day con l’Anno Internazionale della Biodiversità.

Per cercare di colmare il baratro che viene percepito tra problemi tanto strutturali, macro, e la realtà quotidiana con la quale ciascuno di noi si deve confrontare, sono previste molte iniziative che spaziano dal pulire le zone degradate delle città all’organizzare escursioni di birdwatching, mostre ed esposizioni tematiche, dalle “campagne verdi nazionali” al piantare alberi nelle scuole.

E, forse proprio il gesto del piantare un albero può essere emblematico ed allegorico, simbolico e metaforico insieme.

Si tratta di una pratica antica che si trova in molti popoli.

Piantare un albero per la nascita di un figlio o un bambino che pianta un albero, in un certo senso, crea una cortocircuitazione esistenziale, è come se l’albero e l’uomo diventassero compagni di un cammino da vivere insieme.

Un altro aspetto fondamentale è il fatto che, come dimostrano molte ricerche, i giovani hanno un certo scollamento nei confronti del mondo vegetale, ancora più che dell’animale.

Quindi il piantare un albero può essere un gesto simbolico di riavvicinamento alla natura ed anche un’occasione per insegnare alle nuove generazioni le differenze tra le varie essenze. La perdita della memoria e della capacità di distinguere una pianta da un’altra, un tipo di fiore da un’altro è un altro sintomo dell’appiattimento che crea indifferenza.

Così, alla differenziazione delle specie si rischia di contrapporre l’indifferenza della gente.

L’indifferenza nasce dalla non conoscenza, dalla distanza fisica ed emotiva, dal disinteresse, dall’ignoranza (nel senso etimologico dell’ignorare, del non sapere).

Ciò che la Giornata dell’Ambiente dovrebbe aiutarci a comprendere è, dunque, da un lato, il valore della distinzione, della differenziazione, della diversità, che è indice di ricchezza, di esuberanza vitale, di possibilità e di speranza di sopravvivenza per il futuro, dall’altro l’unità-nella-molteplcità, il fatto che proprio il nostro destino, il nostro domani dipende dall’equilibrio all’interno del macrocosmo e che, quindi, l’estinzione di una specie animale o vegetale, prima o poi ha delle conseguenze, degli effetti anche sulla nostra vita.

Una simile consapevolezza deve, però, divenire com-passione, azione, impegno. 

Per riuscirvi è, però, indispensabile un nuovo approccio, un nuovo modo di affrontare l’argomento, più positivo e propositivo dell’attuale, capace di creare committment, di appassionare… 

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