IL MODO IN CUI LO SPIRITO E’ UNITO AL CORPO NON PUO’ ESSERE COMPRESO DALL’UOMO E TUTTAVIA IN QUESTA UNIONE CONSISTE L’UOMO (Sant’Agostino)

La Civilizzazione Culturale Occidentale, confortata da un’ampia gamma di  correnti di pensiero  appartenente alla tradizione filosofico-sapienziale ed ispirate alla fede religiosa, ammessa l’esistenza sia di un corpo sia di uno spirito/anima, si è a lungo interrogata sulla relazione tra le due componenti.

Ma a che punto siamo arrivati oggi?

Per quanto ci siamo prodigati a riflettere sul mistero dell’uomo, giungendo persino a negare l’esistenza, di volta in volta,  della nostra dimensione trascendente, della realtà fisica, dell’unione tra le due… di fatto resta ancora oscuro, all’In-divisus dell’era del Wellthiness, come a Sant’Agostino il modo nel quale lo spirito è unito al corpo.

Eppure, come chiosa il Padre della Chiesa, sebbene non possiamo comprendere un simile miracolo,  l’essere umano, ossia noi stessi, siamo proprio l’unione delle due parti.

Ci siamo già più volte soffermati insieme a cercare di districare e sondare la prodigiosa sintonia olistica che si instaura tra il nostro corpo e il nostro spirito ed, anzi, abbiamo anche sondato insieme altri fenomeni (dalle due gemelle siamesi Abby e Britty alle questioni delle esperienze pre-morte, extra-corporee, tunnel di luce…).

A complicare ancora di più la già fumosa situazione si sono poi aggiunti, nel corso della storia, anche una serie di nuovi aspetti che rendono sempre più sfaccettato l’uomo: da realtà binaria oscillante tra dimensione fisica e spirituale, si è progressivamente ramificata in varie sottocategorie: l’anima, lo spirito, la mente, la psiche, l’Ego, il Super-ego, l’Id…

E, come se non bastasse, abbiamo anche iniziato a sondare l’intrigante mondo delle emozioni, dei sentimenti, degli istinti, ai quali si aggiungono le sensazioni, le percezioni…

Così, gradualmente le nostre esperienza ed i nostri vissuti hanno smesso di essere semplici, anche agli occhi degli scienziati e dei filosofi, e si sono rivelati in tutta la loro inesaustibile complessità.

Quindi, malgrado i notevoli passi avanti compiuti negli studi di psicologia, neurologia, psichiatria, medicina, genetica, antropologia,… il mistero resta sempre fitto.

Anche quando ci arrovelliamo per cercare una soluzione al mistero dell’uomo, al nostro mistero, resta sempre qualcosa che ci sfugge, un quid che non riusciamo a spiegare a dis-velare.

Parafrasando il celebre passaggio delle Confessiones nel quale Sant’Agostino si interroga sul tempo, “Che cos’è dunque l’unione tra lo spirito ed il corpo? Se nessuno ce lo chiede, lo sappiamo; se vogliamo spiegarlo a chi ce lo chiede, non lo sappiamo più”.

Nell’era dell’In-divisus è stato ampiamente rivisitato il tabù del corpo e molte dinamiche del conscio, dell’inconscio, del subconscio sono state indagate, l’uomo ha visto il suo Sè, progressivamente frammentarsi.

La sua identità e personalità sono diventate multiple così il gioco è divenuto ancora più labirintico.

Ma, in parallelo al progressivo, apparente processo di frammentazione, centrifugo, si è anche innescato un movimento centripeto che ha portato la molteplicità a ricomporsi in una superiore unità.

Un’unità olistica, dinamica, basta sull’armonia, sugli equilibri di energie, sull’interazione, sulla compensazione, sull’empatia, sulla sinergia, sulla sinestesia. 

L’artefice dell’unità-nella-molteplicità, che consente di convivere di interagire a realtà tanto diverse dal punto di vista ontologico, an-a-logico, metafisico, bio-psicologico… è porprio l’In-divisus. Il deus ex-machina che organizza, in modo più o meno consapevole, il corpo e lo “spirito”, il Mondo esterno, il Macro-cosmo con il mio-mondo, il Micro-cosmo e che conferisce un senso ad entrambi oltre che a se stesso.

Spesso siamo troppo impegnati ed assorbiti dalla vita per fermarci a riflettere sulle domande con le quali ciascuno di noi, prima o poi, si deve confrontare.

Lo esigono la nostra essenza, la nostra esistenza, l’olismo del nostro essere umani. Lo esige il nostro Wellthiness.

Chi sono? da dove vengo? dove vado? che senso ho? che senso ha la mia vita? quid est homo?  

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