LA NATURA DEI POPOLI E’ PRIMA CRUDA, POI SEVERA, QUINDI BENIGNA, APPRESO DELICATA, FINALMENTE DISSOLUTA (Giambattista Vico)

La parabola dell’uomo postmoderno si sta chiudendo in mezzo a dissoluzioni, immoralità, vizi.

Ma chi pensa sia un canto del cigno dell’umanità o dell’Occidente, invero, si sbaglia perchè, proprio tra le macerie della postmodernità stanno, timidamente, incominciando anche a gemmare i virgulti di una nuova umanità plasmata su una nuova dimensione antropologica, guidata da inediti valori e principi.   

Secondo la presunta legge dei Corsi e ricorsi storici, nata da una non corretta interpretazione del suo pensiero assai più raffinato di una semplice ciclicità, assistito al declino dell’uomo moderno e postmoderno, ora dovremmo aspettarci degli esseri “crudi” ossia rozzi, semplici, bestioni, primordiali…

L’In-divisus è, però,  alquanto diverso da un ominide primordiale. 

Nella realtà, potrebbe apparire che il nuovo soggetto compia, in un certo senso, un passo in dietro, in quanto, da un lato, rivaluta i sensi, anche i più istintivi ed arcaici, ma, nel contempo, ne scopre anche tanti altri fino a prima restati nell’ombra, dall’altro, mette in discussione o non accetta più passivamente, l’egemonia del lume dell’intelletto e della razionalità, concedendo, invece, un crescente spazio alla dimensione ed alle esperienze multi-emozionali, poli-sensoriali, a-(na)logiche.

Quindi, il “ricorso” non è una semplice ripetizione del passato, un ritorno al passato, ma, come avviene nel massiccio trend socioculturale che sta forgiando la società di oggi, è un ritorno del passato . Un fenomeno che si manifesta come un recupero selettivo del passato, una scelta discrezionale del meglio di quanto fu  per donargli una nuova attualità culturale così da poterlo utilizzare come base per il futuro.

Di conseguenza, se è vero che il modello è, in parte analogo al percorso descritto da Vico, nella realtà, potremmo descrivere il processo in corso, in modo più corretto, come un movimento a spirale dove il cerchio evolutivo successivo è sempre più ampio rispetto al precedente.

Non essendo un regresso, un impoverimento, ma un arricchimento ulteriore della specie umana, il mutamento, la trasformazione va nella direzione della maggiore realizzazione della natura dell’uomo stesso, pertanto della sua salvezza

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