L’Australia bandisce tutto ciò che sa di anoressia: mina salute e felicità delle giovani

Sembra la scena di un film già visto, che si ripete sempre uguale ad ogni nuova stagione di sfilate: mentre i disturbi alimentari guadagnano fasce di popolazione sempre più ampie, le modelle delle passerelle sono sempre più magre, i modelli sempre più con i muscoli gonfiati (non di rado in modo per nulla naturale).

Intanto qualche crociato, preoccupato per la situazione delle giovani generazioni in preda a bluimia ed anoressia, intenta la sua usuale campagna chiedendo l’ostracismo delle modelle scheletriche dalle passerelle, dalle pubblicità, dalle riviste cercando di risolvere il problema semplicemente nascondendolo.

Di fatto l’emulazione ha un ruolo molto importante nei disordini alimentari e la costante esaltazione della magrezza delle top contribuisce a cospargere di polvere di stelle un corpo filiforme e a spingere le bambine le ragazzine a desidereare di assomigliare alle regine delle passerelle.

Come da copione, le blasonate griffe negano ogni responsabilità ed il risultato è un nulla di fatto: business as usual.

Il nuovo capitolo della diatriba ha come scenario non i catwalck milanesi, parigini, newyoresi o londinesi, ma le lontane lande australiane.

E la nuova crociata ha l’aria di essere un po’ più risoluta delle usuali proposizioni d’intenti.

L’Australia si sta preparando a bandire in modo totale le modelle troppo magre dalle passerelle e dai magazine.

Oltre all’importante revisione nel campo della moda, c’è anche in progetto di ridurre gradualmente le pubblicità sulle riviste di diete e cosmetici per perdere rapidamente peso e della chirurgia estetica.

Alle varie griffe ed aziende di abbigliamento verrà chiesto di mettere in produzione una vasta gamma di taglie regolate da un particolare codice di condotta industriale.

Gli stilisti non potranno assumere modelle con un indice di massa corporea pericolosamente troppo basso o modelli eccessivamente muscolosi.

Il ministro della gioventù, Kate Ellis, ha deciso di intervenire in modo risoluto e diretto recidendo in modo netto tutte le fonti che inneggiano all’immagine di donne morbosamente magre, scientificamente dimostrate come la causa prima della diffusione di disturbi alimentari tra i bambini.

“L’immagine del corpo è un problema che dobbiamo prendere sul serio perchè sta andando ad intaccare in modo molto serio la salute e la felicità di ampie parti delle nostre comunità” ha concluso il Ministro.

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