I russi dell’ibernazione rivendicano il segreto della vita eterna

Esiste una scappatoia dalla morte? Un dubbio che da sempre tormenta l’uomo ed al quale ha cercato di dare molte risposte: dalla religione alla fama, dalla procreazione alla ricerca di elisir e pozioni per l’immortalità…
Tutte alternative che, a vario titolo, chiamano in causa il Wellthiness nelle sue componenti fondamentali di benessere, salute, felicità e, soprattutto salvezza. Un tema che si intraccia con questioni di etica e di morale, di cinico profitto sulla ignoranza delle persone, sulla nuova fede nella scienza, sulla deontologia professionale e sulla speranza di una imprecisata felicità…
 
Un banchiere trentacinquenne russo è felice perchè pensa di avere trovato la risposta al quesito in un’azienda che congela i cervelli o i cadaveri in attesa di trovare delle soluzioni per riportarli in vita.
Potrebbe sembrare un film degli anni ’60-70 ma si tratta di una realtà attuale in Russia.
“Io non voglio morire mai… Io non mi adatto”, ha detto Innokentij Osadchy.
E molti altri, nel suo Paese, condividono la sua opinione.
Osadchy è pronto a pagare anche una piccola fortuna per potere ibernare il proprio cervello fino a quando la tecnologia del futuro gli consentirà di continuare la sua vita – dopo essere stato trapiantato in un corpo nuovo e risuscitato.
“Perché devo morire in un paio di decenni? Non vedo alcuna logica in questo”, ha detto Osadchy AFP.
“Non sarà un’altra vita, sarà la continuazione della mia vita. Io non voglio morire mai mai. Non in un anno, non in un milione di anni.”
Osadchy e gli altri clienti della società russa KrioRus di ibernazione credono che il cervello funzioni come un hard drive e che i suoi contenuti possano essere congelati e conservati per il futuro.
“Sappiamo che la personalità è memorizzata nel cervello. Così, quando il corpo di una persona è vecchio, non c’è motivo di tenerlo”, ha detto Medvedev Danila, che gestisce KrioRus, il primo team di ibernazione fuori dagli Stati Uniti.
“Diciamo ai nostri clienti che è più economico, più sicuro e probabilmente una soluzione migliore l’idea di conservare solo il cervello ibernato”, ha detto Medvedev, un dirigente sportivo in abito elegante e iPad.
L’ibernazione – ossia il congelamento di esseri umani, nella speranza di una loro rianimazione nel più o meno immediato futuro- è illegale in gran parte del mondo, ma KrioRus ha conservato quattro corpi ed otto teste  di persone in vasche di metallo liquido -riempite di azoto.
Mentre alcuni sono conservati a casa dai parenti del cliente, la maggior parte degli aspiranti immortali sono, però, ammassati insieme in contenitori arrugginiti in un magazzino della ditta, dove una vecchia scrivania ora funge da filtro per consentire ai visitatori di accedere per scrutare, nella nebbia gelida, dove sono conservati i corpi stessi.
“Basterebbe solo che rimettessimo in funzione il loro cuore… ed avremmo persone che vivono ancora”, secondo  Medvedev che conta sul rapido progresso delle nanotecnologie e della medicina per riuscire ad eliminare la causa iniziale della morte.
“Una volta che potremo fare quel tipo di nano-chirurgia a livello cellulare… potremo prendere una persona da crio- stasi, la scalderemo a poco a poco e poi sarà di nuovo in vita .”
Dal lancio del 2005, KrioRus ha costruito nuove vasche, in previsione dei 30 clienti, come Osadchy, con i quali ha già contratti.
Il costo è di 10.000 dollari per il congelamento del cervello e 30.000 per il corpo intero – tutto in anticipo – perché, “quando hai una persona che è morta come cliente, è meglio che paghi in anticipo” spiega Medvedev.
“Nel caso di morte, l’unica possibilità che ci è data ora, è la crio-conservazione” a detta di Osadchy.
“Per me è sempre stato chiaro che i vampiri, il paradiso e l’inferno, e la pietà e tutto quello che è soprannaturale, non è reale”.
Ma gli scienziati dell’ex-principale istituto russo di crio-biologia, ora in Ucraina, sono del tutto avversi e disprezzano una simile idea.
“Sono truffe per la gente, prendendo un sacco di soldi: è la una frode, un inganno” ha dichiarato Valentin Grishenko, direttore dell’Istituto situato in Ucraina.
“Se congeliamo un corpo oggi – anche quando è ancora vivo e in salute – dopo che lo scongeliamo non sarà ancora vivo né intero. Non possiamo nemmeno congelare e conservare gli organi oggi, ma soltanto le cellule”.
Oltre ai dubbi più evidente sul processo del congelamento e dello scongelamento, i medici di  KrioRus sucitano anche molte questioni etiche.
La morte, per i seguaci dell’idea dell’ibernazione, non è quando il cuore smette di battere.
“Voi siete morti – irrevocabilmente – quando il cervello è poltiglia” ha detto Medvedev.
Quindi, nella loro prospettiva, è indispensabile congelare la materia grigia più presto possibile dopo la loro morte “legale” o persino prima che essa sopraggiunga per riuscire a drenare il sangue delle persone e pomparvi dentro la soluzione Cryo- protectant.
Il primo cliente di KrioRus, Lidia Ivanova, è morto prima che la società ancora esistesse. 
Cerando di ovviarvi, Medvedev ha aiutato il nipote di Lidia mettere il suo cervello nel ghiaccio secco e l’ha conservato nel suo appartamento per otto mesi, fino a quando KrioRus è riuscita ad ottenere il suo primo contenitore di metallo.
I sostenitori dell’ibernazione possono anche congelare i propri parenti persino contro la loro volontà.
Mentre la madre Osadchy è una fervente frequentatrice e credente della chiesa ortodossa russa, aversava la pratica della crio-conservazione, egli ha detto che non avrebbe esitato a rimuovere il suo cervello per tenerlo, intanto, “Dopo la sua morte, non si può più rifiutare “.
Medvedev ha detto che l’offerta di ibernazione della vita eterna può servire come consolazione per coloro che hanno perso i propri cari.
“In realtà è, psicologicamente, molto meglio di ogni altra cosa perché il dolore per la morte può far diventare pazze le persone. Con l’ibernazione hanno qualcosa che possono fare per aiutare i loro cari e se stessi”, ha detto. “L’importante è la mancanza di certezza”.
Ma egli nega che KrioRus offra ai propri clienti false speranze : “Noi non diamo garanzie, diciamo che è stupido non provare.”
Per Grebenshchikov Viktor, uno dei fondatori di KrioRus, è semplicemente la possibilità di un’altra vita.
“Amo la vita, penso che sia divertente!” ha detto ridendo. “Mi piacciono le donne. Mi piace bere vino e suonare la chitarra.”
Egli ammette che i suoi figli ridono delle sue convinzioni, ma ha detto: “Se dovessi morire in un incidente d’auto domani e vi è anche una possibilità su un milione che posso – con questo mezzo – vivere di nuovo, allora sarei felice”.
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2 Risposte to “I russi dell’ibernazione rivendicano il segreto della vita eterna”

  1. […] processo di corruzione, mette in atto una serie di strategie che vanno dall’avanzatissima ibernazione all’antichissima […]

  2. […] dell’elisir di lunga vita, di prodotti dell’eterna giovinezza o il curioso fenomeno della crioconservazione) tal altra in senso ultra-fisico (con la fama, la discendenza, le gesta eroiche, la religione…), […]

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