LA VITA…TI PIGLIA QUANDO HAI L’ANIMA ANCORA ADDORMENTATA E TI SEMINA DENTRO UN’IMMAGINE, O UN DOLORE, O UN SUONO CHE POI NON TE LO TOGLI PIU’. E QUELLA LI’ ERA LA FELICITA’. LO SCOPRI DOPO, QUANDO E’ TROPPO TARDI (Alessandro Baricco)

Uno dei lati più sorprendente della nostra esistenza è la nostra incapacità di leggere i segnali deboli che ci indicano la presenza della felicità. 

Perciò, che, non di rado, affatichiamo a riconoscerla e, quando la identifichiamo, è troppo tardi perchè è svanita.

Un altro nostro limite è la convinzione, dettata dall’immaginario collettivo accumulatosi nei recenti anni, che la felicità sia necessariamente collegata a qualcosa di gioioso, eccitante, esplosivo, eccezionale, esuberante…

Così, ci siamo abituati a guardare solo in tale direzione ed abbiamo percorso, in lungo ed in largo, tutte le lande delle emozioni e delle sensazioni più forti, più trasgressive, più inebrianti… salvo, poi, scoprire che, alla fine dell’effetto euforizzante, stiamo ancora peggio di prima.

C’è, invece, una felicità che può fiorire da un suono, da un’immagine che la vita ha lasciato cadere sulla nostra strada e che, magari, non abbiamo notato perchè eravamo troppo intenti a correre avanti, abbagliati da un miraggio destinato a deluderci.

La felicità spesso ha il sapore delle piccole abitudini domestiche, ha il profumo di casa, ha il colore e le forme del paesaggio che ci sembra sempre “lo stesso” ma che, invero, è sempre diverso, sempre nuovo, sempre disposto a donarci un senso di sicurezza, di familiarità, di certezza, di appartenenza… che sono la fonte di felicità mute ma capaci di lenire le ansie, le paure e le angosce di una società disorientata e preoccupata per i crescenti livelli di rischio, incertezza,  complessità.

Anche un dolore, se interpretato correttamente, può racchiudere un prezioso cuore di felicità: per raggiungerlo, però, dobbiamo riuscire a superare la scocca di sofferenza che lo circonda.

La vita prende la nostra anima quando è ancora fluida, plastica, e la plasma, le imprime alcune sensazioni, alcune emozioni, alcuni ricordi che le conferiscono una forma particolare della quale non ci potremo più liberare e che sono un florido terreno per coltivare la misteriosa pianta dei frutti della felicità.

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