Le prime gambe bioniche robotiche…

L’invenzione sembra uscita dalla trama di un film di fantascienza di Hollywood, stile Robocop.

Dopo sette anni dalla prima idea abbozzata nel retro di una birreria, sono state presentate al pubblico le prime gambe bioniche robotiche che promettono di migliorare la mobilità dei disabili.

Rex Bionics, un acronimo di Robotic Exoskeleton, porta un raggio di speranza nei paraplegici dando a loro la possibilità di realizzare il sogno di vedersi in piedi sulle proprie gambe.

L’invenzione che sa quasi di miracoloso sicuramente migliorerà la vita di migliaia di persone in tutto il mondo ed ha già innescato un’ondata di fiducia nelle loro esistenze.

L’ esoscheletro di sostegno degli arti, uno strumento che pesa circa 38 kg ed è mosso da un sistema elettrico a batteria solare,  ha reso possibile ad Hayden, un ragazzo paraplegico, di camminare per la prima volta in cinque anni.

Rex verrà commercializzato nel corso del 2011 da un’azienda neozelandese ed è destinato ad avere molto riscontro.

L’unico aspetto negativo del robot è il costo pari a $150.000, che è, sicuramente, al di là della portata di qualsiasi uomo comune.

Oltre al prezzo smisurato, un altro paio di problemi sui quali stanno lavorando gli scienziati per risolverli al più presto, sono il fatto che si muove molto lentamente e l’angolazione non naturale alla quale consente il movimento.

Le due menti dietro il progetto avvenieristico sono Little Richard e Robert Irving, due giovani cresciuti insieme a Fort William e laureati insieme ain ingegneria, che si aspettano di venire sommersi di richieste da tutto il mondo entro fine anno.

“Le mamme di entrambi sono su una sedia a rotelle- spiega Little- così siamo molto consapevoli di alcuni degli ostacoli e dei problemi di accesso che devono affrontare le molte persone su una carrozzella”

I medici hanno salutato con entusiasmo l’invenzione.

“Per molti dei miei pazienti Rex rappresenta la prima opportunità che hanno per potere stare in piedi e camminare” afferma Richard Roxburgh, un neurologo di Auckland.

“Ci sono ovvi ed immediati benefici in termini di mobilità, miglioramento delle relazioni sociali e di rappresentazione di sé. E ci saranno sicuramente anche degli altri benefici a lungo termine sulla salute e sulla qualità di vita per queste persone nel ridurre le complicazioni di essere su una sedia a rotelle tutto il tempo”

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