COMINCIATE A FARE IL NECESSARIO, POI CIO’ CHE E’ POSSIBILE. E ALL’IMPROVVISO VI SCOPRIRETE A FARE L’IMPOSSIBILE (San Francesco d’Assisi)

Può sembrare strano o paradossale, eppure, non di rado, le grandi imprese, i gesti eroici, le azioni più epocali e significative sono rese possibili dalla banale quotidianità poprio come dalla semplice routine possono nascere la santità, la fama o la salvezza.

San Francesco, il maestro dell’umiltà, della semplicità ci insegna la via.

Chi ambisce a compiere gesta extra-ordinarie partendo dall’alto ha poche chance di riuscirvi.

Il percorso più naturale e più fruttuoso è tutt’altro.

Dobbiamo iniziare a gestire nel modo migliore la vita di tutti i giorni.

Dobbiamo imparare a risolverne i piccoli problemi, ad affrontarne gli inconvenienti, ad apprezzarne i minimi piaceri, ad amarne le più dimesse positività.

Solo governando il necessario, che, spesso, coincide con lo stretto ed indispensabile per garantirci l’esistenza, o la sopravvivenza, è lecito passare al possibile.

Nella sfera del possibile rientra tutto ciò che potrebbe essere  alla nostra portata ma, per conseguirlo e perseguirlo ci è richiesto un certo sforzo, un particolare impegno.

I limiti del possibile dipendono, talvolta, più da noi stessi che dalle circostanze esterne.

La volontà, le paure, i timori, i dubbi finiscono per creare delle barriere, delle difficoltà più o meno insormontabili.

I confini del possibile sono, inevitabilmente, segnati dalla volizione: la discriminante tra potere e volere tende ad assottigliarsi così pure come il confine tra potere e dovere si sfuma.

Quindi, quando ci troviamo a svolgere ciò che è nelle nostre facoltà, proprio perchè, per natura, siamo portati a migliorarci in continuo, tendiamo ad alzare sempre più l’asticella per maturare, per aumentare il nostro valore, per realizzarci e raggiungere la nostra pienezza.

Allora non dobbiamo stupirci di trovarci a compiere quanto non avremmo mai potuto immaginare, pensare o sperare di poter compiere.

Partendo dal basso e risalendo gradualmente, il percorso in salita pare meno arduo.

In un certo senso è un po’ come quando andiamo in montagna: se puntiamo diretti alla cima la strada è più difficile, più ripida e le possibilità di raggiungere la meta, a meno che non siamo molto allenati o esperiti alpinisti, si riducono notevolmente nei confronti di quando procediamo pian piano, con un percorso più graduale.

La via alla salvezza spirituale ma anche al successo mondano, all’appagamento morale così come alla fama, quando seguono un percorso lento, calibrato sulle nostre forze tentando di allenarle lentamente in vista di una meta superiore è sicuramente meno scenografico, ci induce a lavorare sui dettagli del nostro microcosmo ma dà la possibilità a tutti di raggiungere ciò che, in precedenza, poteva sembrare impossibile, inarrivabile. Pensiamoci.

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