Tra medici ed aziende commerciali: Internet non è la fonte ideale dove cercare informazioni sulla salute?

La questione dell’empowerment del paziente, sempre più partecipe in modo attivo ai propri percorsi di salute e sempre più informato, anche tramite internet, è un aspetto molto delicato del presente e del Wellthiness.

Sul versante dei medici si riscontrano, da un lato, una tendenza a non accettare , in pieno, il nuovo ruolo attivo dei pazienti, quasi temendo di essere “espropriati” del proprio know-how scientifico.

Dall’altro una legittima e concreta preoccupazione per i gravi danni che potrebbe/può provocare la disinformazione presente in Internet.

Un nuovo studio ammonisce sui pericoli di cercare online consigli medici.

Secondo il report, almeno il 20 percento dei risultati delle ricerche in Internet su temi che riguardano la salute, dà informazioni non corrette che possono diventare ingannevoli o svianti.

L’indagine rivela che la metà di quanto troviamo online è opera di aziende che stanno cercando di vendere qualche prodotto o servizio ricorrendo a motivazioni ispirate alla salute o al benessere.

Dall’altro canto, i siti web gestiti da organizzazioni senza scopo di lucro ed educativi sono, generalmente, molto migliori ed hanno un profilo notevolmente superiore rispetto ai commerciali.

Lo studio, focalizzato sulle lesioni collegate all’attività sportiva (gomito del tennista, problemi ai legamenti del ginocchio), afferma che seguire consigli medici sbagliati può essere molto pericoloso e dannoso per i pazienti.

Ma è un serio problema anche per i medici costretti a sprecare tempo prezioso per tentare di correggere le conseguenze negative della disinformazione, prima di potersi dedicare a trovare la migliore terapia e cura per combattere la patologia in questione.

“In linea di principio è una buona cosa per i pazienti assumere un ruolo attivo di fronte ai problemi di salute. Ma, a volte, la loro partecipazione crea più problemi di quanti non ne risolva”, commenta Jim Starman, un ortopedico del Centro Medico di Charlotte, North Carolina.

Per cercare di misurare l’effettiva entità del problema, i ricercatori hanno consultato Yahoo e Google in cerca di 10 comuni diagnosi di medicina dello sport.

Presi i primi 10 risultati di entrambi i motori di ricerca, li hanno dati da analizzare a tre revisori indipendenti affinché valutassero la precisione e la pertinenza delle informazioni raccolte online.

I risultati hanno rivelato un’enorme variabilità nella qualità dei dati, in favore degli accademici di contro ai commerciali.

Quasi la metà dei siti nella top-10 sono commerciali. Alcuni, compresi eMedicine e WebMD, sono di ottima qualità, a detta di Starman.

Si tratta, perlopiù di spazi sponsorizzati da aziende che cercano di vendere prodotti per diagnosticare o curare la patologia trattata dei singoli siti.

Così, promuovendo quanto le aziende cercano di commercializzare come la migliore soluzione per risolvere i problema di salute e non dando prove scientifiche attendibili a sostegno delle proprie affermazioni, è chiaro che tali siti siano scarsamente attendibili.

E, l’aspetto preoccupante è che rappresentano il 20 per cento delle informazioni mediche.

In generale, i siti delle organizzazioni non a scopo di lucro ed educative sono qualitativamente superiori.

Ma anche qui, può essere difficile dire se un sito sia inesatto, incompleto o non aggiornato, secondo Gary Schwitzer, editore di HealthNewsReview.org, un sito che controlla le informazioni inesatte sui mezzi di comunicazione.

“Nel dinamico mondo dell’assistenza sanitaria, seguire linee guida che sono anche solo di cinque anni fa, può essere molto pericoloso” ha detto.

“Nella cura della salute non si può parlare mai in termini generali, bisogna sempre personalizzare. Una buona fonte non dovrebbe contenere solo quello che si sa, ma anche dirti quali sono gli aspetti dubbi, incogniti e problematici. Stiamo parlando di una scienza quindi l’incertezza dilaga in sanità”.

Una riflessione conclusiva sul tema non può che rimettere sul piatto l’esigenza che i medici inizino a pensare ad Internet non come un rivale ma alla stregua di un prezioso strumento per svolgere al meglio il proprio lavoro.

E, quindi, essere essi stessi promotori di siti web con informazioni credibili, attendibili, corrette proprio per evitare che la gente si affidi a perniciose informazioni partigiane (www.welthiness.wordpress.com)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: