CORRENDO DIETRO AL PIACERE E’ PIU’ FACILE INCAPPARE NEL DOLORE (Michel De Montaigne)

La ricerca del piacere è connaturata a tutti gli esseri umani.

A differenziare gli uni dagli altri è il particolare tipo di piacere che essi rincorrono ambendo a riuscire a conquistarlo.

La definizione del tipo di piacere da proporsi come obiettivo è fondamentale per diversi motivi.

In primis perchè struttura un diverso campo di valori sui quali costruiamo la nostra vita e che guidano le nostre scelte, le nostre azioni, le nostre reazioni e relazioni, il nostro modo di essere noi stessi e nel mondo.

Quali sono i tipi di piacere ai quali possiamo consacrare la nostra esistenza? 

L’elenco è molto ampio e variegato e va dai più effimeri piaceri carnali ai sublimi piaceri spirituali passando attraverso i piaceri intellettuali, affettivi, estetici…

Il tipo di piacere al seguito del quale ci mettiamo è importante perchè ci guida verso mete diverse, magari anche antitetiche, opposte.

E gli esiti, la soddisfazione, il godimento che en traiamo è, a sua volta, tipico di ogni tipo di piacere.

Sensazioni intense ma destinate a sparire immediatamente quando sono fisiche, sentimenti profondissimi e duraturi quando si tratta di piacere spirituale, estetico, cognitivo, affettivo…

Però mentre ricorriamo il piacere c’è sempre, sulla strada, in agguato, la possibilità di incappare, di imbatterci in qualche dolore.

Vengono in mente le antiche strade medievali infestate da briganti che assaltavano, secondo l’iconografia dell’immaginario collettivo fiabesco, le carrozze delle principesse alla volta del castello dove avrebbero dovuto incontrare il principe.

In termini più attuali, il discorso si sposta sul florido canestro di comportamenti edonistici che, promettendo piaceri intensi ed immediati, invero quasi sempre effimeri se non illusori, mettono a repentaglio la nostra esistenza.

Piaceri che attirano i nostri istinti in trappole sensoriali prospettando godimenti a tempo determinato.

Promesse intriganti per chi è in cerca di sensazioni ed emozioni sempre più intense, sempre più forti.

Piaceri che si trasformano, rapidamente, in gravi nemici per la nostra integrità e, soprattutto, per la nostra salute come avviene con i vizi del fumo, dell’alcool, delle sostanze stupefacenti, delle trasgressioni sessuali.

Ma il dolore non manca nemmeno di tendere agguati ai pellegrini sulla strada del piacere morale o spirituale.

Anche qui la sofferenza ed il dolore si presentano, sistematicamente, a mettere in discussione il progetto, ad inficiare la gioia, la soddisfazione, la felicità.

Così, in senso lato, il dolore è inseparabile dal piacere: entrambi sono parte della nostra esistenza e la quantità di spazio che occupano all’interno della vita è una variabile non completamente indipendente, come molti credono.

Spesso la loro importanza ed il loro peso dipende dalle nostre scelte, dalla possibilità che diamo alla felicità, alla gioia, alla speranza, alla serenità di imbibire i nostri giorni scegliendo piaceri non ingannevoli.

Piaceri che, magari, ci costringono ad affrontare dolori giustificati ed accettabili perché indispensabili a raggiungere piaceri più elevati, più duraturi, più importanti nell’economia del nostro essere, del nostro benessere, della nostra salute, della nostra felicità e salvezza. 

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