Perchè non dovremmo poter stare senza far niente?

Che cosa dobbiamo fare per non annoiarci?

Il tema molto curioso anche se un po’ naive, ma per nulla noioso, è stato oggetto di una ricerca tesa ad esaminare le diverse strategie che mettiamo in atto per risolvere il problema.

La gamma delle

soluzioni è estremamente ampia e variegata in quanto spazia dal mettere in ordine e fare le pulizia  all’andare a prendere qualcosa che non serve per poi ritornare a metterlo al suo posto.

Simili lavoretti sono, sicuramente, una migliore alternativa ripstto ad impegnarsi in  attività distruttive come, ad esempio i crimini, secondo uno studio appena ultimato.

In effetti, è sempre più frequente sentire notizie di persone che indolenti ed annoiate finiscano con compiere azioni inconsulte quando non, addirittura, illecite, illegali o lesive nei confronti del prossimo.

Inutile ricordare i branchi di adolescenti che compiono violenze contro i più indifesi giustificando le proprie azioni con il tentativo di trovare una qualche alternativa per superare la noia.

I risultati della ricerca provano che la gente dovrebbe essere sempre occupata anche se la loro attività non dovesse servire a nulla.

Invero, una simile affermazione è, in parte discutibile, in quanto considera come sinonimi la noia e la mancanza di attività.

Una simile affermazione tradisce la tipica matrice culturale  americana, l’American Way dove il “tempo è denaro” e l’inattività è quasi un peccato mortale, ovviamente ormai del tutto laicizzato.

Si tratta di un’impostazione che va ad intaccare il tempo sacro dell’otium, lo stesso esaltato dai latini come il momento che ciascuno di noi dovrebbe dedicare e garantire a se stesso per riflettere, per pensare, per dedicarsi alla crescita personale, alla maturazione…

Nulla a che vedere, dunque, con l’ozio come perdita del preziosissimo tempo e che indurrebbe ad un’inevitabile overdose di stress in una visione dove il tempo non è mai sufficiente.

Inoltre, secondo gli scienziati, dal momento, che non sappiamo di preciso distinguere ciò che sia meglio per noi, chi ha l’autorità, dovrebbe prendere l’iniziativa. 

“I governi possono aumentare la felicità dei cittadini annoiati facendo costruire ponti che sono, in realtà, inutili”, sottolineano gli scienziati.

Parimenti discutibile perché non corretta è la visione di una massa informe di pecoroni che attendono semplicemente l’ordine per eseguire quanto gli altri decidono al posto loro.

Inutile dire che un’immagine tanto arcaica e furviante della società e dell’uomo attuali non può che portare a soluzioni ed interpretazioni della realtà del tutto inefficaci e poco realistiche.

Ritornando agli studiosi della ricerca, a loro detta, “gli aerpoporti hanno cercato di aumentare la felicità (o di ridurre l’infelicità) dei passeggeri in attesa delle valige aumentando la distanza tra il cancello e la zona del ritiro bagagli, costringendoli a camminare molto piuttosto che ad attendere pigramente”.

Qualora non si trattasse di una semplice battuta di spirito, se è vero che il moto è sempre importante per la salute ed il tempo dell’ozio è, almeno nel Paradigma Mediterraneo, insieme allo slow living, un piacere del tutto nostrano, sarebbe comunque molto meglio che gli aeroporti riuscissero a garantire un rapido recupero dei bagagli consentendo così di utilizzare al meglio il più o meno lungo periodo di soggiorno 🙂

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