AMARE E’ GIOIRE, MENTRE CREDIAMO DI GIOIRE SOLO SE SIAMO AMATI (Aristotele)

Pare quasi un esercizio di pensiero laterale eppure, quanta verità c’è nella frase di Aristotele.

Noi siamo convinti che per gioire, per essere felici dobbiamo essere amati, dobbiamo avere attorno a noi uno o più persone che ci apprezzano, che ci coccolano, che si prendono cura di noi, che si preoccupano della nostra sorte, della nostra serenità…

Indubbiamente si tratta di una visione ego-centrica e, che, oltretutto, ci procura molte meno gioie di quanto ci aspetteremmo.

Basando la felicità sull’amore ricevuto, quando non veniamo corrisposti come vorremmo, si innesca una serie di pericolosi meccanismi di infelicità, dolore, frustrazioni.

L’amore altrui non è sempre sincero, non è sempre capace di appagarci. Ricevere l’amore ci gratifica, ci appaga. Ma rischia anche di alimentare il nostro narcisismo rendendoci sempre più avidi di “amore” ed incapaci di gioirne. 

Se, invece, ci mettiamo nella prospettiva che la gioia non è l’effetto dell’essere amati ma è strettamente correlato all’amare, la situazione è diametralmente opposta.

Qui siamo noi i protagonisti, quindi siamo noi a decidere se essere felici o meno.

Amare è gioire perchè è un modo per donare agli altri.

Amare è un dono che non si aspetta nulla in cambio perchè l’amore vero è fuori da qualsiasi logica del do ut des, dell’utilità, della contabilità.

Amare è gioire perchè è un’esplosione di vita, un battito del cuore, un sorriso, una carezza, un bacio.

Amare è gioire perchè è un’opportunità che abbiamo per rendere felici gli amati, per dimostrare a loro l’affetto, la stima, la dedizione, la passione che proviamo nei loro confronti.

Amare è un movimento centrifugo che genera una gioia centripeta.

Mentre essere amati è un moto centripeto che non sempre nè necessariamente ha come esito una gioia altrettanto centripeta.

La gioia che è amare dipende dal fatto che, in fondo, l’amore non sbaglia mai.

Non sbaglia quando viene ricambiato il che può, eventualmente, aggiungere una qualche parvenza di gioia alla gioia intrinseca dell’amare in sé e del donare.

Ma non sbaglia nemmeno quando non viene ricambiato. Non sbaglia perchè il suo scopo vero non è, giova ribadirlo, di ricevere altro amore in risposta.

Certo essere amati è sempre un’esperienza intensa, forte, appagante, ma amare ha qualcosa in più ha un’energia sovra-umana capace di miracoli, ha in sé tutta la forza divina della nostra natura immortale, ha in sé il potere che ci consente di vincere la morte perchè l’amore è gioia allo stato puro, è il senso della nostra esistenza, è l’essenza della nostra anima…

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