UNA VITA E’ UN VIAGGIO, VIAGGIARE E’ VIVIERE DUE VOLTE (Omar Khayyam)

La metafora della vita come un viaggio è un archetipo che ritorna in molte culture e tradizioni.

Le prove che supportano e confermano la correttezza dell’immagine del viaggio della vita si concretizzano ovunque: dall’immaginario collettivo alle religioni, dalle esperienze personali alle dinamiche collettive, dalla cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden al peregrinare di Ulisse e Gilgamesh, ai percorsi di illuminazione ed ascetici…ovunque la vita diventa un viaggio perchè il viaggio è vita e nel viaggio e nella vita l’uomo si perde e si ritrova, si scopre e si migliora, si dà un senso ed una direzione che diventano significato del suo destino e valore della propria esistenza.

Il parallelismo tra vita e viaggio va ricercato nel fatto che la prima, analogamente ad ogni Viaggio vero, ha un punto di partenza, sicuro, certo, ed un traguardo noto.

Ma la strada, il percorso, il mezzo e, soprattutto, il tempo per raggiungere la nostra destinazione  sono, del tutto, inevitabilmente inconoscibili a priori.

Nel grande cammino della vita ci può poi capitare anche di viaggiare.

Viaggi che possono essere fisici, da una parte all’altra del globo, oppure virtuali, navigando in rete, lasciandoci trasportare dalla fantasia su un atlante o dalle avvincenti vicende di un libro, di un film, di una musica, di una scenografia olfattiva.

Viaggi che ci portano ad esplorare gli angoli più remoti del nostro io, itinerari di crescita spirituale, emotiva, relazionale, viaggi alla scoperta di noi, degli altri, del mondo, del presente e del passato, in cerca di sensazioni e di conoscenza, di speranze e di memorie.

Ogni tipo di viaggio ha un suo mondo di realizzarsi, di esprimersi, di realizzarsi ma il comune denominatore che li unisce è il movimento.

Un movimento che, prima ancora di essere fisico, è uno status mentale, è un’attitudine, un modus vivendi, una disponibilità al cambiamento, alla ricerca, alla scoperta.

Il fil rouge è, dunque, un pathos verso l’ignoto, il nuovo, il diverso, l’altro che ci spinge fori da noi per poi riportarci dentro noi stessi in modo più consapevole, più cosciente.

Assommando le due esperienze del viaggio esistenziale e fisico abbiamo, pertanto, l’inestimabile opportunità di vivere, contemporaneamente, due volte.

Ancora una volta, spetta a noi riuscire a trasformare le traiettorie corporee in rotte di crescita, di maturazione, di perfezionamento, di arricchimento, di benessere spirituale e materiale, di salvezza per noi stessi e per chi interseca il nostro cammino.

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