NON AVERE AMICI CHE NON SIANO ALLA TUA ALTEZZA (Confucio)

La massima di Confucio che ci invita a non avere amici che non siano alla nostra altezza non è un’istigazione alla presunzione.

 

Nella società moderna e postmoderna abbiamo avuto grandi scuole e grandi maestri di autocelebrazione ed auto-incensamento che, prima o poi, hanno dimostrato quanto sia inutile se non pericoloso essere troppo pieni di sé.

L’invito del vecchio saggio è, invece, di essere consapevoli delle nostre potenzialità, delle nostre capacità, di chi siamo veramente e di cercare, quindi di non accompagnarci mai a persone che siano troppo o troppo poco rispetto a noi.

A chi non è capitato, almeno una volta, di sentirsi a disagio tra della gente nella quale non si riconosceva a causa delle eccessive differenze di status, di censo, di cultura, di ideali, di principi?

È vero che i fenomeni dei gruppi di riferimento (nei quali vorremmo entrare) e della socializzazione anticipatoria (inizio a comportarmi, a vestirmi, a parlare, a consumare, a frequentare i luoghi… della comunità/tribù della quale desidererei essere membro) sono molto importanti per le dinamiche sociali e per migliorare la nostra condizione.

Ma, talvolta, puntare troppo in alto rischia di crearci dei problemi, di farci sentire a disagio, di ridicolizzarci, di impedirci di essere noi stessi.

Allora sarebbe meglio domandarci se ne valga davvero la pena.

Se sia meglio perdere la nostra identità, rinnegare i nostri valori, i nostri principi solo per accondiscendere ad una realtà che non ci appartiene fino in fondo e che, sempre, comunque ci respingerà.

Se ne valga la pena di imitare ed emulare persone, stili di vita, comportamenti, atteggiamenti nei quali non crediamo e che, magari, si scontrano con la nostra essenza più profonda.

Ovviamente, se la risposta è affermativa e siamo disposti a cambiare, a metterci in gioco, ben venga.

Altrimenti…

Lo stesso discorso vale anche quando ci troviamo con gente che non è alla nostra altezza a ribasso. A taluni piace accompagnarsi con persone “inferiori” per poter emergere, per sentirsi superiore, per compiacersi di una falsa gloria per gonfiare il proprio narcisismo. Così non abbiamo nulla da imparare, nulla che ci consenta di crescere, di migliorare.

Lo stesso ragionamento vale quando gli amici cono troppo”inferiori”.

In entrambi i casi, è forse meglio stare con chi ci è superiore in quanto ci stimola a migliorare, a progredire, a raffinarci, a crescere. Il discorso non è in termini economici, di potere, di prestigio… ma più profondo. Si tratta dei valori.

Sebbene sia sempre importante confrontarsi con gli altri, con chi non la vede come noi, con chi ha abitudini, credenze, stili di vita,… che non ci appartengono per poter capire ed apprezzare, gli altri ed anche noi stessi, gli amici, dovrebbero essere, per quanto possibile, non troppo in alto, ma nemmeno troppo in basso nei nostri confronti e, per quanto possibile, almeno un gradino più su così da trascinarci verso l’alto e non verso il basso assicurandoci un benessere sociale, emotivo, relazionale, spirituale.

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