LA SEMPLICITA’ E’ LA FORMA DELLA VERA GRANDEZZA (Francesco De Sanctis)

Che senso ha paralare di semplicità quando siamo nell’era della complessità, della complicazione?

Ed, anzi, secondo alcuni siamo, addirittura, in un’epoca neobarocca, all’insegna dell’arzigogolato, della ridondanza…

Analizzando i trend più forti al momento, le evidenze vanno in una direzione diametralmente opposta.

È la solita contraddittorietà che si può risolvere e capire solo mettendosi in una prospettiva nuova.

Ci siamo ormai stancati della ripetizione, dell’eccesso, dell’intricato e, sempre più, andiamo in cerca della semplicità, dell’autenticità, della genuinità.

Le simulazioni, i simulacri, la semplice estetica, le mere facciate unidimensionali non sono più sufficienti, c’è una forte domanda di profondità, di sostanza, di valori, di consistenza.

Il fumo, l’evanescente, il vago non bastano più, è ritornata l’ora dell’arrosto, del concreto.

La semplicità è la forma vera della grandezza perché basta a se stessa, è peretta.

Semplicità è la fera dove tutti i punti sono equidistanti dal centro, è il cerchio che non ha né inizio né fine.

Semplicità è equilibrio che, inevitabilmente, si trasforma in armonia, in sintonia, in eautonia e, quindi, anche in serenità, pace, appagamento profondo, realizzazione e felicità.

La semplicità è la forma della vera grandezza perché è il nocciolo, il cuore autentico della realtà, spogliato degli inutili fronzoli che ne mascherano le pecche, le mancanze.

La semplicità è la bellezza allo stato puro che è nel contempo, anche perfezione, verità, bontà che non hanno paura di mostrarsi nella loro nuda realtà perché non hanno difetti.

Semplicità non è necessariamente sinonimo né coincide con il minimal. Il minimal spesso, rischia di scadere nel pauperismo, nell’amputazione, nel criptico, nel monco, mentre la semplicità implica sempre la chiarezza, la trasparenza, la completezza.

Il fatto che De Sanctis non dica che la semplicità è la “materia”, ma la “forma” della grandezza allude alla dimensione estetica ma, con l’aggiunta dell’aggettivo “vera” dà una connotazione valoriale, etica, morale, alla semplicità stessa che si riverbera anche sulla grandezza.

Non sta parlando di una grandezza scenografica, sebbene il classicismo ed il neoclassicismo abbiano dimostrato proprio come la perfezione della semplicità possa anche, talvolta, sposarsi con il narcisismo, con l’autoesaltazione, con l’aspirazione alla grandiosità.

Ma la grandezza è diversa dalla grandiosità: la grandezza è una qualità intrinseca, non ha bisogno di riconoscimenti esterni, è perfetta in se stessa ed appagata in se stessa, proprio come lo è la semplicità.

La vera grandezza riesce, analogamente alla semplicità, a rendere importanti, di valore anche le realtà, le situazioni più umili, meno appariscenti perchè è come una goccia d’acqua che, una volta caduta nel mare, propaga la sua incomparabilmente semplice perfezione in modo concentrico.

La semplicità e la grandezza sono misura, misura che non deborda nell’eccesso, nello sguaiato, nello smoderato, ma che riesce a dilatarsi in modo proporzionato generando una sublime perfezione fonte, a sua volta, del benessere olistico proprio dell’ineffabile esperienza del sublime.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: