MOLTE VOLTE PIU’ NELLE COSE PICCOLE CHE NELLE GRANDI SI CONOSCONO I CORAGGIOSI (Baldassarre Castiglione)

Davanti ad un grande pericolo è, gioco forza, prendersi di animo e reagire.

Non di rado è una reazione involontaria, una specie di istinto di sopravvivenza che ci spinge a reagire come non avremmo mai potuto pensare ed, anzi, talvolta, lascia emergere risorse, una forza, una grinta del tutto inaspettata ed inimmaginabile.

L’eccezionalità della situazione è, dunque, un potente movente a compiere azioni altrettanto extra-ordinarie.

In parte sono, anche, animate da una certa dose di coraggio, ma esso non ne è la vera causa prima.

Il coraggio si vede meglio quando dobbiamo affrontare le piccole circostanze della quotidianità.

Quando ci troviamo davanti ad una gravissima malattia, quando dobbiamo prendere delle decisioni esistenziali, drastiche, radicali… non siamo mossi tanto dal coraggio… 

Esso si esprime nel suo massimo livello al momento di accettare e cercare di gestire, di governare, di combattere, di risolvere le difficoltà, i problemi, le malattie, le ansie nella loro quotidianità, nella loro domesticità.

Talvolta è davvero più facile pensare ad una soluzione drastica, magari estrema, piuttosto che imparare a convivere con una realtà che non riusciamo ad accettare, che non siamo o non pensiamo di essere in grado di sopportare.

Prendendo l’esempio con i debiti riservi delle singoli casi, ci sembra più facile prendere la pillola del giorno dopo che assumerci la responsabilità del nostro gesto.

Sicuramente è più semplice pensare all’eutanasia piuttosto che continuare a tenere in vita un “vegetale” che, oltretutto è una spesa “inutile” per la società.

O, senza arrivare a condizioni tanto estreme, meglio mettere i vecchi genitori in un ospizio (magari lussuoso così da cercare di acquietarsi la coscienza), piuttosto che tenerceli in casa (anche qui, non mi riferisco, ovviamente, alle situazioni particolari, ma al concetto in generale).

I coraggiosi sono le persone che, invece, si armano di buona volontà, di santa pazienza, di grande amore, di spirito di sacrificio, dimostrando un immenso coraggio: il coraggio della normalità, il coraggio della vita di tutti i giorni.

Un tipo di coraggio che è difficile da capire in una società che, per anni, ha continuato a proporci come modelli ed ambizioni i guadagni ed i successi facili, le  veline ed i calciatori,… proiettandoci in un mondo luccicante di fantasmagorici sogni destinati a scomparire ancora prima della mezzanotte e, quindi, prima anche di darci modo di perdere la scarpetta
in modo che poi, il principe azzurro riesca a ritrovarci per il lieto fine.

Il coraggio è, continuando nella metafora ripersa dalla celebre fiaba, di continuare ad essere Cenerentola, di continuare a pulire il camino, andare al mercato per la spesa, a governare la casa e preparare il pranzo, invece di lasciarci irretire da grandi sogni irrealizzabili.

Certo, c’è un coraggio di osare, indispensabile ed estremamente lodevole in alcuni frangenti, soprattutto quando si devono prendere certe decisioni.

C’è un coraggio della coerenza, della fedeltà ai propri valori, ai propri principi ed ideali, che può, persino, spingersi fino al rinunciare alla propria vita per testimoniarlo.

Ma il coraggio più arduo, più difficile, è sicuramente il coraggio della quotidianità. Ed è ancora più ammirevole dei precedenti in quanto non ci proietta in uno scenario diverso, non è una fuga dal reale. Anzi, è proprio un’immersione ancora più profonda nelle viscere della quotidianità, per cercare di ammansirla, di addomesticarla, di vincerla e piegarla a noi.

Il coraggio della quotidianità è un piccolo germoglio che osa crescere tra le pietre ed è tanto ostinato, forte, determinato, tenace da trasformarsi in una rigogliosa pianta…

Il coraggio della quotidianità è una scelta di Wellthiness perchè non manca di impattare sul nostro benessere, in tutte le sue molteplici sfaccettature, sulla nostra salute, in tutte le sue frastagliate pieghe, dandoci una speciale felicità che, spesso, sconfina con l’ineffabile mistero della nostra salvezza…

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4 Risposte to “MOLTE VOLTE PIU’ NELLE COSE PICCOLE CHE NELLE GRANDI SI CONOSCONO I CORAGGIOSI (Baldassarre Castiglione)”

  1. Paolo Sizzi Says:

    L’omosessualità è una malattia. Curiamola.

  2. grazie per avermi ridato il coraggio di vivere la mia quotidianità, in un momento estremamente difficile per me.

  3. grazie per avermi ridato il coraggio di vivere la mia quotidianità, in un momento di grande difficoltà.

  4. BELLISSIMI I PENSIERI ANCORA PIU BELLE LE SCELTE DELLE FOTO COMPLIMENTI

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