QUANDO NON SI AMA TROPPO, NON SI AMA ABBASTANZA (Roger Bussy De Rabutin)

Quante volte ci siamo chiesti fino a che punto sia giusto, lecito, giusto amare?  L’amore per la sua intrinseca sfuggevolezza, per la sua travolgente irruenza, per la sua impercettibile delicatezza è una delle realtà più impossibili da soppesare.

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E poi che ordine di grandezza dovremmo applicargli?

I kili di passione o che prendiamo e perdiamo durante l’innamoramento? O i litri di sospiri e di speranze o di lacrime, talvolta di felicità, tal altra anche di tristezza che ci induce a versare? O i metri di sogni tessuti insieme pensando al futuro o i kilometri di strade percorsi per stare insieme anche solo per qualche brevissimo ma eterno istanti?

L’amore, a differenza di tutte le altre esperienze con le quali ci confrontiamo, non ha mezzi termini.

Non si accontenta del minimo indispensabile, vuole il massimo: il massimo della felicità, il massimo della gioia, il massimo della salute, il massimo della serenità e, ciò  che è più curioso è il fatto che tale “massimo”, quando l’amore è vero, non è mai auspicato per noi ma per l’amato e, solo di riflesso, anche perché ne possiamo godere a nostra volta.

L’amore è radicale, travolgente e ragiona, quando è puro e genuino, solo in una prospettiva di massimizzazione.

L’amore punta in alto e per amare davvero non valgono sconti, né ribassi, né esitazioni, né indugi: è totale e totalizzante.

Perché l’amore sia bastevole non deve essere somministrato con il contagocce.

Un amore omeopatico è asfittico, è rinsecchito e non produrrà mai copiosi o rigogliosi frutti. È una semplice ombra, un ingannevole riflesso di un sentimento potentissimo, un’energia vitale travolgente ed incontenibile che, proprio per la sua forza intrinseca non può e non è disposta ad accettare mediocri compromessi.

Il metro di misura dell’amore non è mai l’abbastanza, la sufficienza perché il suo parametro è sempre guidato dalla generosità ed incommensurabile.

L’amore è sempre gioiosamente esoso, è felicemente prodigo e non si risparmia mai.

Si spiega così perché chi ama veramente è disposto a tutto, ad ogni tipo di sacrificio, persino a dare la propria vita, per l’amato.

Per amare abbastanza dobbiamo amare troppo.

Ma c’è un troppo calcolato talvolta nei confronti di quanto veniamo ricambiati,  tal altra rispetto alle nostre reali forze. C’è un troppo stimato da chi vede il legame e la relazione amoroso-affettiva dall’esterno, ed un troppo giudicato tale dall’amato più o meno indegno di ricevere tanta dovizia di passione, dedizione, stima, affetto… amore.

È meraviglioso pensare che l’abbastanza nella sfera dell’amore equivalga sempre al troppo perché ci dà la vera dimensione tracimante del sentimento più potente al mondo.

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