CHE DUE SOLITUDINI SI PROTEGGONO A VICENDA, SI TOCCANO, SI SALUTANO (R. M. Rilke)

L’immagine dell’essere umano come una solitudine è, in parte, veritiera, un po’ pessimista e non troppo esaustiva.

Ammesso che ciascuno di noi sia una realtà a sé, unica ed irripetibile, un Indivisus, è altresì vero che ha anche un’intrinseca vocazione all’empatia, a risuonare in sintonia con gli altri.

Comunque, l’idea di un amore che consente a due solitudini di proteggersi a vicenda ha in sé, oltre che un meravigliosa poesia, anche un duro nocciolo di verità.

Nell’alchimia dell’amore, nonostante possa sembrare che una delle due solitudini sia più forte e più propensa a difendere e proteggere l’altra, nella realtà dei fatti non sempre è così. Il più debole, malgrado possa sembrare un paradosso, è, invero l’energia ed il riparo per il più forte. Ed anzi la sua forza, il coraggio che dimostra nel difendere e proteggere il debole nasce proprio dalla fragilità di costui.

Quante volte assistiamo ad amanti che compiono imprese eroiche spinti proprio dal desiderio di difendere la sua solitudine gemella.

Quante volte dei genitori che si sono sempre comportati in modo passivo, remissivo davanti a tutto e tutti, quando vedono minacciati i propri figli, improvvisamente, manifestano una grinta, un’energia insospettata ed insospettabile prima?

Le due solitudini oltre a proteggersi reciprocamente, secondo Rilke, si toccano. Un’altra immagine molto delicata. Non si scontrano, non si fondono ma, semplicemente, si toccano, si sfiorano, ossia si rispettano nella loro essenza più intima, non cercano di sopraffarsi, di plagiarsi, di trasformarsi, ma si accettano e rispettano nella loro unicità che, magicamente, li rende due metà di una stessa vita.

Due metà che si toccano, che si passano vicine attenuando la loro solitudine, creando e cercando un po’ di felicità insieme.

Due solitudini che si salutano, sono due universi che intersecano le proprie rotte e dall’incrocio emerge una forza speciale: la forza dell’amore.

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Una Risposta to “CHE DUE SOLITUDINI SI PROTEGGONO A VICENDA, SI TOCCANO, SI SALUTANO (R. M. Rilke)”

  1. forse è questo il segreto?
    sfiorare gli spazi di ognuno, solitudini, dolore, paure, senza valicarle, senza porsi davanti, ma accoglierle e poroteggerle?
    amo molto questa frase di Rilke ed è scritta anche nel mio blog e trovo uan bella coincidenza averti incrociata!

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