Medici non etici sacrificano Ippocrate per Facebook

Mentre in Italia molti medici continuano a vedere Internet come un nemico, all’estero si sta diffondendo un certo allarmismo in quanto, i medici sembrano dimenticare il giuramento di Ippocrate quando, sui social network, ridicolizzano i propri pazienti o ne  rivelano le informazioni mediche personali.
 
Il Consiglio di Amministrazione dei Medici Wles New South (NSW)  ha ammonito un medico per i commenti impertinenti e sprezzanti, invitando i suoi colleghi a pensarci due volte prima di divulgare i dettagli dei loro pazienti sui social network.
Il Consiglio ha dichiarato al Daily Telegraph che “Le norme sulla riservatezza, di solito, sono rigorosamente applicate. Ma anche quando i pazienti non sono individuati, chi legge i messaggi sui social network può essere sconvolto dal contenuto di tali messaggi”.
Dopo che un paziente scontento, si è lamentato di leggere commenti cattivi su facebook , il presidente del NSW, l’Associazione dei Medici Australiani (AMA), Michael Steiner, si è detto stupito che i medici abbiano postato le informazioni del paziente su Facebook.
“I medici devono ricordare in ogni momento l’importanza della riservatezza del paziente. Non posso credere che qualcuno sarebbe sciocco abbastanza per fare queste cose”, ha detto Steiner.
L’AMA ha, inoltre, messo in dubbio la professionalità dei medici che hanno accettato i loro pazienti come amici sui social network.
“Non è opportuno, in molti casi, offuscare la linea di confine tra un rapporto professionale e di amicizia. La parola ‘professione’ ha un significato ed  un medico è destinato ad essere un professionista sempre e dovunque”, ha aggiunto l’AMA.
La situazione è, dunque, molto delicata perché solleva una serie di inedite questioni di deontologia professionale, rispetto del prossimo, comunicazione ed etica, sollevate dai new media ed, in particolare, dai social network.
Tra gli altri quesiti che suscita il caso denunciato si possono menzionare:
  • quali sono i limiti tra pubblico/professionale e privato per un medico?
  • raccontare sui social network, anche senza citarne esplicitamente il nome ed il cognome, quanto attiene al paziente e dovrebbe essere coperto dal segreto professionale, non è rinnegare la propria deontologia per un medico?
  • prendersi gioco dei pazienti, denigrarli, scrivere cattiverie su loro e nei loro confronti non è, prima ancora, una mancanza di rispetto, di sensibilità e di buona educazione che, dovrebbero essere dati per scontati non solo in medici, ma in qualsiasi persona civile?
  • dei medici che adottano simili comportamenti sono davvero degni di appartenere alla categoria?
  • E non è peregrino nemmeno sollevare qualche dubbio e perplessità sulla loro professionalità e la loro reale capacità di rapportarsi con i pazienti in modo empatico.
  • ….
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