LA FORZA E LA TOLLERANZA SONO COMPAGNE (Gibran Khalil)

Ci sono due tipi diversi di forza: una negativa ed una positiva.

La prima è sotto l’insegna della distruzione, della morte, della sofferenza, del dolore, dell’aggressività, della prevaricazione oppure, della passività, del fatalismo, dell’angoscia. Funesta l’esistenza dell’uomo nella sua carne e nell’anima rendendogliela invisa, incatenandolo alle sue debolezze mascherate da violenza e cattiveria.

La seconda porta alla vita, alla felicità, all’amore, al coraggio di affrontare le situazioni più cupe con un sorriso e le più difficili con la grinta indispensabile a governarle, a dominarle senza lasciarvisi sopraffare. È una forza fisica ma anche psichica, spirituale e morale in grado di donarci il benessere.

La forza positiva è la prerogativa dei grandi (in senso morale, etico, valoriale) uomini, delle persone speciali che emanano un ineffabile magnetismo, che sono avvolte da una particolare aura quasi mistica che vibra di un misterioso mix d’immenso amore, di sublime serenità, di serafica felicità, di sorprendente saggezza in grado di sanare le anime più tormentate, di sollevare le persone più disperate, di donare la luce, con il loro sorriso, a chiunque li incontri e, soprattutto, a chi trascinato dalla forza negativa, ha ormai smesso di sperare, di sognare, di desiderare altro fuorché la morte.

Una forza che manchi di empatia, di armonia con gli altri, di sintonia con il multi-verso nel quale si muove la nostra esistenza, non potrà mai essere positiva.

Deprivata della tolleranza, del rispetto, dell’amore per il prossimo, la forza rischia di venire sopraffatta dal narcisismo, dall’egoismo, dall’ambizione, dal delirio di onnipotenza che, in modo più o meno consistente, giacciono nel fondo del cuore umano, trasformandosi così in prevaricazione, in violenza, in dispotismo.

La tolleranza è spesso associata alla questione delle relazioni interpersonali con l’altro percepito come diverso ed estraneo, quindi anche come potenziale minaccia e nemico.

Ma c’è anche una tolleranza che, ciascuno è chiamato ad esercitare nella quotidianità.

Alcuni vi riescono meglio, per altri è più faticoso.

Verso certe persone è più semplice, verso altre richiede un grande sforzo.

La virtù della tolleranza non si limita, però, al rapporto con chi ci circonda. In primis è una tolleranza che dobbiamo imparare a coltivare verso noi. Una facoltà che dovrebbe portarci ad accettarci per come siamo, nei nostri limiti e nelle nostre debolezze.

Una tolleranza che coniugandosi anche con l’umiltà non necessariamente diventa contraddittoria rispetto alla forza.

La forza dell’amore, della vita, del rispetto è sempre impregnata della tolleranza che implica la rinuncia all’egocentrismo, all’esercizio della potenza.

Nel loro interagire tolleranza e forza si compensano riuscendo a spezzare le pesanti catene del male e della negatività che tengono imprigionato  l’essere umano, donandogli la libertà.

La libertà di essere se stesso, di vivere pienamente ogni istante della propria esistenza, libertà di essere felice.

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