IL TEMPO È UN DIO BENIGNO (Sofocle)

La civiltà moderna, stressata ed ultra-accelerata, ha trasformato il tempo in un incubo: in un vorace lupo che sbrana le nostre preziose ore.

E l’ha, inoltre, reso materiale, tangibile monetarizzandolo nella nota equivalenza con il denaro.

Così, ci è divenuto inviso, un dio cupido, bramoso di prendersi i nostri preziosi istanti, di nutrirsi delle nostre esistenze, sradicandole dalla naturalità.

È un tempo traditore che, dopo averci affannato per tutta la vita nella vana speranza di un’anzianità tranquilla, con ghigno diabolico ci dice: “troppo tardi!”per gettarci nel tempo senza tempo.

Ma c’è anche un altro tempo, che è un dio benigno.

È il tempo della natura, il tempo delle stagioni, il tempo della vita, del nostro corpo, dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti. Un tempo che si dilata, prima di giungere, quanto più lo agogniamo e prima di passare quanto più non lo desideriamo. Un tempo che guizza come un fulmine quanto più vorremmo fermarlo e che ci sfugge quanto più desidereremmo deferirlo.

Se il famelico dio tempo è sempre in tensione, scandito, al milionesimo di nanosecondo da perfettissimi orologi ipertecnologici atomici, il buon dio tempo è, invece, misurato dalle nostre emozioni, da artigianali ed imprecise clessidre esistenziali, dal placido alternarsi di notte e dì, dai lenti tragitti delle stagioni, dai regolari cicli circadiani.

Il tempo benigno ci sorride, osserva commosso i nostri affanni e cerca di lenirli, tenta di guarire le ferite più profonde che colpiscono il nostro animo e di sanare le sofferenze più atroci che colpiscono i nostri corpi e le nostre menti. E con il suo divino tatto diventa, dunque, il toccasana per tutte le nostre paure, per tutti i nostri mali. Una medicina potente ed efficace che, però, a differenza dei frastornanti, eccitanti e stordenti “farmaci” moderni, ha effetti a lungo termine, quindi ci chiede pazienza, tanta pazienza.

Ed è anche la sua fervida danza che prende tra le braccia le nostre ore riempiendole di musica, di profumi, di sensazioni, di emozioni, di incontri, di amori, di gioie e di felicità.

Spetta a noi decidere se dedicarci al culto del dio benigno o del demone maligno, se potare per una felicità peritura, ingannevole, fallace od una felicità piena, per quanto possibile, durevole, veritiera.

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