Grey’s Anatomy, Dr House e ER ci rendono ipocondriaci?

Un nuovo studio ha trovato  che la televisione può effettivamente rendere ipocondriaci, inducendo ad essere ansiosi per la propria salute.
La forte dose di contenuti medici nelle notizie e nelle fiction, porta le persone ad essere ancora più preoccupate oggi per il proprio stato di salute di quanto lo fosse nel passato e, di conseguenza, ne riduce la soddisfazione per la vita.
La ricerca di Yinjiao Ye, dell’Università di Rhode Island, per mano di  , ha trovato che vedere la televisione colpisce la consapevolezza delle persone sui rischi per la salute e le loro convinzioni sulla capacità personale di preservare la propria salute.
Guardare la televisione incentiva simili convinzioni perchè induce sia a ritenere di avere una maggiore probabilità di rimanere vittime dei vari pericoli che incombono sulla salute, sia a convincersi della gravità di tali rischi.
Milioni di persone guardano programmi medici come Grey’s Anatomy, Dr. House, ER .
Evidenze scientifiche dimostrano che i mass media sono mezzi estremamente potenti nel diffondere conoscenze sulla salute e nel modificare gli atteggiamenti ed i comportamenti relativi alla salute attraverso questi tipi di programmi.
Un simile bagaglio di conoscenze, però, può scatenare anche reazioni ipocondriache più o meno consapevoli e consistenti, portando a pensare di essere più propensi a contrarre le malattie presentate in TV.
Si  innesca così un meccanismo quasi perverso: quanto maggiore è la consapevolezza dell’esistenza, del decorso e degli effetti delle varie  patologie, tanto meno ci si gode la propria vita.
Perciò chi ignora, almeno delle trasmissioni televisive di informazioni mediche, pare  più vicino ad una situazione di ingenua beatitudine.
Tali risultati approfondiscono ed ampliano, dunque, la visione prospettata dalle precedenti ricerche che guardare la TV può persino indurre ad essere meno soddisfatti della propria esistenza, rendendo più materialisti ed a sopravvalutare ciò che possiedono gli altri nei confronti di quanto si possiede personalmente.
Inoltre, ammalarsi e non essere in grado di fare molto per risolvere il problema, può essere un’ulteriore causa di insoddisfazione per la propria vita
Nel suo studio, il professore dell’URI, ha intervistato 274 studenti del Collegio delle Comunicazioni presso l’Università di Alabama, ponendo a loro delle domande riguardo alle loro abitudini televisive e  la loro
soddisfazione nei confronti della vita.
Agli studenti non è stato detto il reale scopo del sondaggio.
L’età degli intervistati variava i 18 ed i 31 anni ed erano un gruppo di giovani ani e vitali.
“Mentre questo gruppo dimostra una certa insoddisfazione, ho il sospetto che se avessi studiato un campione più generale della popolazione il malcontento sarebbe stato ancora più alto”, ha detto il ricercatore.
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