Comunicazione ingannevole: i probiotici e gli yogurt non servono al sistema immunitario e digerente

Molti, ogni giorno, mangiano yogurt e prendono prodotti probiotici credendo di assumere cibi che li aiutino a regolare le funzioni digestive, soprattutto intestinali, a rafforzare il sistema immunitario e, persino, a combattere il raffreddore.
Invero, secondo la scienza, le due caegorie di prodotto pubblicizzate per avere tali, semi-miracolose, proprietà, non hanno nessun effetto.
Si tratta, quindi, di un colossale caso di comunicazione promozionale ingannevole.
E se le aziende, già da tempo, sanno che mangiare lo yogurt, lungi dall’aiutare ad evacuare, non sia molto diverso dall’ingerire un altro cibo qualsiasi, ma non hanno mai detto nulla per non rovinarsi il business, l’inefficacia anche dei probiotici è, almeno per il grande pubblico, in generale, una novità.
Si è spesso affermato che i batteri nei probiotici, a differenza dei ceppi usati per gli yogurt, fossero in grado di resistere agli acidi dello stomaco ed arrivare realmente “vivi” (espressione raccapricciante e grave errore comunicativo di una nota pubblicità di yogurt di qualche anno addietro con claim “mangiamolo vivo”) nell’intestino.
Ebbene, ora un’importante “guardiano” europeo della sicurezza dei cibi ha sostenuto che le bevande probiotiche e gli yogurt che milioni di persone, sesibili ai trend al wellthiness (benessere+salute+felicità), alla naturalità e genuinità,  acquistano e consumano cercando e pensando di mangiare in modo sano, in effetti, non stimolano il sistema immunitario né facilitano le funzioni dell’apparato digerente.
L’Autorità Europea per la Sicurezza degli Alimenti (European Food Safety Authority – EFSA) ha esaminato oltre 800 affermazioni, indicazioni e claim sulla salute utilizzate da aziende alimentari.
Tra le altre, ha anche preso in considerazione le asserzioni fornite dall’industria multimiliardaria dei probiotici.
Un gruppo indipendente di scienziati dell’EFSA ha rilevato che le varie affermazioni relative a tali prodotti nelle quali le aziende sostengoo che servano a rafforzare le difese del corpo, a migliorare la funzione immunitaria ed a ridurre i problemi intestinali, o sono tanto generiche da essere inammissibili o non è possibile dimostrare scientificamente che abbiano gli effetti dichiarati.
In un’ulteriore sentenza, il Collegio ha esaminato un fascicolo di 12 studi presentati da Yakult relativo al suo ceppo di batteri probiotici, Lactobacillus casei Shirota.
Si è , così, riscontrato che nessuna delle ricerche era in grado di supportare le affermazioni dell’Azienda che i suoi prodotti servono per rafforzare le difese immunitarie contro il comune raffreddore.
Yakult ha messo in discussione la pronunciazione dell’EFSA, ma se il ricorso non dovesse trovare nessun riscontro, non potrà più né commercializzare né promuovere i suoi yogurt e prodotti probiotici come efficaci per favorire la digestione o il sistema immunitario.
In un recente commercial televisivo, l’Azienda dichiara: “Yakult di miliardi di batteri amici aiutano a mantenere il vostro intestino sano ed un intestino sano contribuisce a rendere migliore la digestione e più forti le difese naturali.”
Danone, il più grande produttore di bevande probiotiche e yogurt, in UK, ha dichiarato che nessuno dei suoi prodotti è stato oggetto della pronuncia dell’Autorità perché ha già rinunciato alle pretese sulle proprietà di favorire il sistema immunitario e la salute dell’apparato digerenteche di Actimel Activia.
Tuttavia, Martine McCutcheon continua ad affermare che i loro yogurt sono “buoni per la salute dell’apparato digerente”.

“EFSA has not yet completed its review of all probiotic products and Danone remains fully confident of the science backing its products,” the Telegraph quoted the company as saying in a statement.

“L’EFSA non ha ancora completato la revisione di tutti i prodotti probiotici e Danone resta pienamente fiduciosa che la scienza, alla fine, appoggerà i suoi prodotti” si dice in un comunicato inviato dall’Azienda al Telegraph.

2 Risposte to “Comunicazione ingannevole: i probiotici e gli yogurt non servono al sistema immunitario e digerente”

  1. Molto interessante. Grazie!

  2. A mio parere, l’articolo è un poco fuorviante. La reale efficacia dei microrganismi probiotici e i pareri (così si chiamano) dell’Autorità Europa per la Sicurezza Alimentare (EFSA) sono due cose distinte. L’EFSA non ha mai dichiarato che i probiotici sono inefficaci; l’EFSA ha invece rifiutato la richiesta di approvazione di health claims (indicazioni nutrizionali o per la salute messi in etichetta) per mancanza di sufficienti dati scientifici e di indicatori dell’efficacia di un probiotico che siano universalmente riconosciuti. In questi mesi l’EFSA sta preparando un documento che servirà alle aziende come linea guida da seguire per riuscire a dimostrare che il loro prodotto è efficace su uno specifico parametro.
    Il più grave errore di questo articolo, comunque, a mio parere, è stato quello di dire che “secondo la scienza, le due caegorie di prodotto (ndr, yogurt e probiotici) pubblicizzate per avere tali, semi-miracolose, proprietà, non hanno nessun effetto”. Ciò è semplicemente falso! Per diversi motivi:
    1. Non esiste un’affermazione ufficiale generale da parte della comunità scientifica o di un suo qualsiasi organo in merito all’efficacia dei probiotici.
    2. Parlare di probiotici è come parlare di calciatori: non si può dire che sono tutti incapaci di fare gol o che sono tutti capaci di parare i rigori… esiste un’enorme eterogeneità. E questa variabilità dipende da: ceppo microbico considerato, aspetti tecnologici relativi alla produzione, modo di assunzione, parametro fisiologico sul quale si deve valutare l’efficacia.
    3. Il ruolo che numerosi microrganismi possono avere sulla fisiologia umana è orami un dato accertato. Così com’è accertato che l’assunzione di certi microrganismi, soprattutto in particolari condizioni di salute, può avere un effetto significativo e misurabile (anche e soprattutto a livello immunitario).
    Fermo restando che molte aziende hanno approfittato di una esagerata fiducia dei consumatori verso i prodotti probiotici in toto, sarebbe scorretto bocciare l’uso dei microrganismi per prevenire o trattare certi stati fisiologici/patologici. Mi pare invece corretto quanto sta facendo l’EFSA, richiamando a maggiore senso di responsabilità e rigore le aziende. Intanto, molto ancora resta da fare per capire se i prodotti contenenti probiotici e prebiotici attualmente in commercio possono beneficiare il consumatore.
    In conclusione, credo che i seguenti documenti servano più di qualsiasi altra mia frase per confutare il titolo di questo articolo:
    1. Documento EFSA che approva l’efficacia dello yogurt nei riguardi dell’intolleranza al lattosio: http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/doc/1763.pdf
    2. Lavoro scientifico pubblicato su una prestigiosa rivista scientifica che dimostra l’effetto di un batterio probiotico nel ristabilire l’equilibrio nel rapporto tra due citochine, dette interleuchina (IL)-10 e IL-12 (sono fondamentali messaggeri delle risposte infiammatorie del nostro corpo), in persone con sindrome da intestino irritabile (si stima che il 20 % delle persone in Europa abbia questo problema nel corso della propria vita): http://www.gastrojournal.org/article/S0016-5085%2804%2902155-9/abstract?referrer=http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15765388
    Insomma, una cosa è dire che un effetto NON C’È, un’altra è affermare che NON è stato DIMOSTRATO.
    Nell’attesa, vado a farmi una fetta di toma piemontese, che è ben più gustosa dei latticini fermentati della Danone, ed è altrettanto ricca di simpatici batteri🙂
    Saluti

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