Alle origini di Halloween…

Un post in cerca delle vere origini della festa di Halloween non può trascurare il ricco sottofondo culturale e tradizionale che ha generato il dolcetti o scherzetti (trick-or-traeting), la ripresa di alcune simbologie stagionali e del collegamento con i morti.

Attorno ad Halloween ci sono molte leggende metropolitane, luoghi comuni, errori e menzogne, alle quali si aggiunge il crescente aspetto assai commerciale della ricorrenza.

Così, sintetizzando rapidamente, in modo interlocutorio, la parabola della storia di Halloween, dobbiamo partire da una festa propriamente pagana che, dapprima, come spesso è accaduto per altri rituali analoghi (dal Natale al carnevale, dal capodanno alla Pasqua), è stato trasformato dal cristianesimo in una festa religiosa (i Santi ed i Morti) e, di recente, ha subito un’ulteriore metamorfosi divenendo, perlopiù, una ricorrenza globalizzata, con una forte componente economico-commerciale.

Le origini celtiche di Halloween

Nel calendario celtico paleo-pagano dei Druidi ci sono quattro principali festività durante l’anno (Samhain, Oimelc, Beltane, Lughnasadh) alle quali si aggiungono i giorni dei Solstizi d’Inverno o Midwinter e d’Estate e degli Equinozi di Primavera ed Autunno, derivanti dalla tradizione teutonica ed indo-europea.

Negli ultimi decenni per calcolare la prima terna di feste, i neo pagani, si sono serviti del calendario attuale fissando le celebrazioni, rispettivamente, il primo di Novembre, di Febbraio, di maggio e di Agosto.

Il principale motivo alla base di una simile scelta, che non rispecchia fedelmente la tradizione druida, è che non sappiamo ancora come i Druidi Paleopagani calcolavano le date da fissare per le ricorrenze.

Le quattro festività, nell’ultimo secolo, sono state considerate le feste del fuoco perchè, presso gli antichi Celti, come nelle civiltà pagane Indo-europee, il fuoco era un simbolo fisico della divinità, della santità, della verità e della bellezza.

I fuochi avevano un ruolo importante nelle tradizioni associate a tali feste, come testimoniano molti antichi testi di letterati celti.

In Irlanda come in India, tra i germani come tra gli Ittiti, i sacri fuochi erano sempre accesi nelle occasioni religiose principali .

Tracce di tali usanze si riscontrano ancora tra gli Ortodossi ed i Cattolici con i rituali accompagnati sempre da candele accese (dalla messa domenicale al cero Pasquale, dal battesimo ai funerali), ma anche dai falò, di chiara memoria pagana, accesi per l’epifania, per le feste di paese, per S. Antonio,…

Samhain è sempre stata ritenuta la principale festività de fuochi poichè, secondo gli studiosi celti, coincideva con la fine e l’inizio dell’anno celtico.

Samhain aveva, perlomeno, il medesimo peso di Beltane, come dimostrano anche molti rituali in comune.

I cristiani occidentali hanno trasformato Semhain nella ricorrenza di Tutti i santi, mentre gli orientali proseguono a festeggiare Tutti i santi in primavera, analogamente a quanto accadeva tra i cristiani romani delle origini.

Dato che i Celti, come molte altre culture, iniziavano la giornata a partire dal tramonto della sera prima, Samhain è diventata la sera, “evening”, di “All Hallows” (“hallowed”=”holy”= santi) che ha dato vita a “Hallow-e’en” ossia l’attuale Halloween.

Tanto che fosse il Capodanno Celtico o meno, Samhai era l’inizio dell’inverno o del semestre nero dell’anno così come Beltane era l’inizio dell’estate ossia del semestre luminoso.

Il giorno prima di Samhain, è l’ultimo giorno d’estate (o del vecchio anno) ed il giorno dopo Samhai è il primo d’inverno (o dell’anno nuovo) ed è considerato un tempo estremamente magico, quando i morti camminano in mezzo ai vivi ed il velo tra il passato, il presente ed il futuro può essere squarciato dando adito a profezie e divinazioni.

Vari eventi mitologici, che popolano l’immaginario collettivo di tante culture, si dice siano accaduti proprio oggi.

E la maggior parte delle vicende ricordate avevano sempre qualche legame con la temporanea vittoria delle forze delle tenebre sulle forze della luce, segnalando, così, l’inizio della aperte dell’anno in balia del freddo e delle tenebre.

Tante prove dimostrano che i tre giorni erano interamente dedicati ai festeggiamenti del “tempo senza tempo” nel quale la società celtica aboliva mometaneamente la sua rigida divisione in caste ed il caos regnava con gente che compiva follie, uomini vestiti da donna e donne da uomo, proprio come accadeva anche nel corso dei cerimoniali per Beltane.

Dietro una simile apparente anarchia e caoticità, invero c’era un significato molto profondo.

I Druidi sapevano che durante i tre giorni accadeva qualcosa di estremamente importante ed unico: il velo tra il mondo dell’al-di-qua e del mondo degli Antenati si apriva e, di  notte, per chi era preparato, era possibile passare dall’altra parte senza nessun pericolo.

I rituali Druidi, pertanto, erano volti a cercare un contatto con gli spiriti dei defunti che erano considerati come preziose guide e fonti di ispirazione più che di paura e terrore.

La luna nuova, il periodo nel quale non si può vedere la luna in cielo, rappresentava un tempo nel quale gli sguardi mortali avevano bisogno di essere oscurati per consentire di vedere nell’altro mondo.

I morti venivano onorati e festeggiati, non in quanto deceduti, ma come spiriti vivi dei propri cari e guardiani che conservavano e preservavano la radice della sapienza e dell’intelligenza della tribù.

Con l’avvento del cristianesimo, la festività celtica si è trasformata in Hallowe’en (31-ottobre), Tutti i Santi (1 novembre) ed i Morti (2 novembre). Il che dimostra chiaramente come molte delle feste cristiane non sono altro che una rivisitazione di antichi rituali pagani.

La Chiesa Cristiana non riuscendo a dissuadere la gente dal proseguire a celebrare i rituali per Samhain, li ha cooptati alla nuova fede, cospargendoli con un po’ di acqua santa e cambiando loro il nome.

Trick or treat?

Da dove viene? Malgrado ci siano molte prove dell’esistenza di pratiche simili, ossia di bambini che vanno per le case a chiedere la carità o dolci, di persone vanno in giro mascherate di notte, risalenti al Medioevo, l’espressione Trick or treat è abbastanza recente, in quanto è comparsa nel 1936.

Le tradizioni correlate

Prima e dopo la diffusione del cristianesimo, i primi giorni di novembre erano dedicati, nell’Europa occidentale e nel Nord Europa, a concludere i lavori dei campi, alla macellazione degli animali in eccesso per consentire ai restanti di avere cibo a sufficienza per sopravvivere all’inverno.

Nel medesimo periodo, non avendo più da occuparsi dei campi, la gente poteva anche dedicarsi alla celebrazione di grandi feste in preparazione dei lunghi e freddi mesi invernali.

Durante le cerimonie venivano invitati gli antenati ad unirsi alle celebrazioni,le tombe dei propri cari venivano decorate e venivano anche raccontate storie di fantasmi.  

Il simbolismo di Halloween.

Malgrado la simbologia di Halloween preveda morti, fantasmi, streghe gatti neri… potrebbe sembrare che si tratti di una festa di satanica.

Invero la situazione è molto diversa, dal punto di vista antropologico, sociologico, psicologico, etnografico, simbolico.

I fantasmi, lungi dall’essere entità terrificanti e sanguinarie, sono in perfetta sintonia con tutto ciò che è appena stato detto di Samhain. Appurato che si tratti della festa nella quale vengono aperti i cancelli tra i Due Mondi, i fantasmi sono le ombre degli amici e dei parenti che possono ritornare nell’al-di-qua per festeggiare tutti insieme la ricorrenza.

I soli che possono-debbono temere sono le persone che hanno qualche conto in sospeso con i defunti perchè li hanno assassinati o hanno altri tipi di pendenze verso costoro.

La credenza che le anime in pena proseguano a vagare per la Terra sino all’anno dopo, è un nonsenso sia per il Paleopaganesimo Celtico sia per il cristianesimo delle origini.

Gli scheletri ed i teschi si spiegano proprio con le appena ricordate pratiche di macellazione di fine autunno. La festa ha, dunque, ereditato il simbolismo delle morti annuali.

Nel Medioevo Cristiano, per motivazioni ancora oscure, c’era una profonda paura verso i gatti neri che scivolavano invisibili nelle oscurità della notte. Il terrore nei loro confronti crebbe tanto da indurre i nostri antenati ad ucciderne più di 10.000.

Paradossalmente,  la loro azione ebbe un esito disastroso, in quanto consentì un’esponenziale crescita dei topi i quali, a loro volta, favorirono il diffondersi della Peste che causo milioni di vittime umane.

Infine, le streghe, figure del male supremo inventate dalla Chiesa medievale e perseguitate sia dai Cattolici sia dai Protestanti, erano persone sospettate di compiere magie ed usare filtri o porzioni per danneggiare o uccidere il prossimo.

Invero non pare ci sia una particolare associazione tra Samhain e  le streghe.

I mostri sono stati aggiunti alla tradizione di Halloween dagli statunitensi che, con un classico mix americano, hanno preso da Frankenstein ai vampiri (di origine esteuropea), dagli zombie alle mummie (dopo il successo della moderna egittologia).

L’effetto psicologico di Halloween

La maggior parte degli psichiatri e degli psicologi concordano nel fatto che la celebrazione empatica dei morti, durante Halloween, serve tanto agli adulti quanto ai bambini per ricordare la realtà della morte che la società di oggi ha vanamente tentato di rimuovere.

3 Risposte to “Alle origini di Halloween…”

  1. […] nell’esplorazione del Capodanno Celtico, di Halloween e di ciò che ne deriva, proviamo, oggi, ad addentrarci nell’affascinante sfera delle […]

  2. […] storica dell’uso della zucca intagliata per la notte di Halloween è ben nota. Agli inizi non si trattava di zucche ma di rape che i contadini irlandesi, […]

  3. […] primis, il binomio Samhain-Halloween può sempre di nuovo essere raccontato in primo luogo perché i bambini non abbiano paura dei santi […]

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