L’UOMO AMA LA COMPAGNIA ANCHE SE È SOLO QUELLA D’UNA PICCOLA CANDELA ACCESA (Georg Christoph Lichtenberg)

Egoista, egocentrico, narcisista, individualista, autarchico, auto-segregato, solo, estremamente solo e spaventato dal proprio isolamento: ecco l’immagine che ci viene proposta dell’uomo di oggi.

 

Invero, però, quando guardiamo nella nostra vita di tutti i giorni o nel nostro cuore, scopriamo che, in fondo, non siamo poi così tanto isolati.

Anche chi è misantropo o agorafobo, nelle pieghe più nascoste del suo animo e della sua mente, ha un’innata tendenza a trovare un qualche tipo di legame che gli impedisca di cadere nel terribile baratro del solipsismo.

E trova la compagnia in tutto ciò che lo circonda: nel sole che corre veloce in cielo, nel gatto che attraversa la strada, nella televisione, o persino nel flessuoso tremolio della calda luce di una candela.

L’esempio della candela portato da Lichtenberg è più che mai significativo.

Per inciso, il curioso destino gli ha dato proprio nel suo stesso nome un riferimento sia alla luce “Lichten” sia una montagna “Berg”. E la montagna è simbolo di grandezza, di forza, di isolamento mentre la luce è calore, colore, gioia, chiarezza, splendore, vita.

L’uomo che trova compagnia in una candela, nel ‘700 come oggi, non può essere una persona malvagia, cattiva, anche se si presenta burbera, scontrosa, arcigna.

Non può esserlo perché ha saputo cogliere il magico messaggio di introspezione, le invisibili vibrazioni del tepore, i brillanti strali della luminosità che sono gli ingredienti dell’empatia, del piacere di stare con il prossimo, di sentirlo vicino.

Un grave errore della società di oggi è di non capire che, spesso, la presenza fisica non è sufficiente a creare un legame, un feeling, un’affinità elettiva ed affettiva. Due anime, quando sono sintonizzante, diventano come un diapason l’una per l’altra, così quando la prima inizia a vibrare, l’altra va in risonanza e si muovono ad unisono.

Se è vero che la lontananza fisica può essere una fonte di sofferenza, di dolore, tanto più lo è la distanza tra il cuore delle persone.

La natura umana è una natura gregaria, empatica, “simpatica”, capace proprio di mettersi sulla stessa onda del prossimo e creare un legame forte, molto forte anche se invisibile.

Ed il piacere della compagnia, dello stare con gli altri, con le persone amate ma anche con chi non conosciamo, è una malia, un incantesimo, un miracolo della natura, del sentimento.

Un prodigio che ci illumina, che ci può donare felicità, serenità e tanta speranza, forza frizzante, proprio come la piccola candela accesa laggiù, nelle fredde tenebre notturne, che continua a danzare per noi ed a cantare il suo silenzioso ritornello della vita, dell’amore, della speranza fintanto che avrà in sé un debole afflato di forza e fintanto che noi saremo disposti a lasciarci magnetizzare dal suo ineffabile, sublime potere.

Non a caso, proprio nei rigori invernali, la candela, il comino, il fuoco restano anche oggi, nella società iper-tecnologica ed informatizzata, uno straordinario ed insostituibile elemento della nostra esistenza, un incomparabile catalizzatore di emozioni, di sensazioni, di sentimenti atavici.

La candela, il fuoco sono una porta che ci consente di entrare in una dimensione affettiva, intima, nella quale il linguaggio verbale viene sostituito dai battiti del cuore, dagli sguardi, dai gesti, dalle sinfonia emozionali che creano un legame intenso, insostituibile, non rescindibile.

Un vincolo che nessuna montagna della solitudine riesce ad oscurare, che nessun rigore invernale può soffocare, che nemmeno la morte può spezzare.

2 Risposte to “L’UOMO AMA LA COMPAGNIA ANCHE SE È SOLO QUELLA D’UNA PICCOLA CANDELA ACCESA (Georg Christoph Lichtenberg)”

  1. Un anonimo lettore Says:

    Ciao, non so se curi ancora questo blog.
    Ma mi ha fatto un enorme piacere leggere queste parole… Non saprei come ringraziarti, per avermi fatto stare meglio..
    Spero che questo mio commento ti abbia fatto piacere, e spero che la tua vita sia ricca di esperienze, emozioni e cose belle; ma anche cose brutte. Perchè dopotutto, senza le cose brutte, non si possono percepire le cose belle… Che la pace sia con te…

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