Nati per ridere, impariamo a piangere durante la vita, per empatia

L’uomo è un essere per sé felice o infelice? Siamo nati per ridere, gioire, essere sereni o per soffrire, patire, piangere? Simili dubbi hanno impegnato da sempre i membri della nostra specie ed oggi, la ricerca sta, lentamente gettandovi luce con risultati sorprendenti.
Gli scienziati dicono che ridere ad una battuta divertente o quando ci solleticano sono reazioni istintive, invece, piangere quando siamo tristi è qualcosa che impariamo dagli altri.
Le ultime ricerche dimostrano che solo le risate e le espressioni non verbali di sollievo sono istintiva, mentre, invece, tutte le nostre altre reazioni emotive devono essere apprese.

Per tentare di identificare quali suoni rivelatori dei nostri stati d’animo sono innati in noi e quali acquisiti, un team guidato da Disa Sauter del Max Planck di Nijmegen, nei Paesi Bassi, ha chiesto ad otto persone sorde e ad otto con normali capacità auditive, ma mute, di produrre dei suoni in grado di esprimere le proprie emozioni.

L’elenco delle diverse emozioni da interpretare includeva la paura, il sollievo, la rabbia, l’ilarità, il trionfo, il disgusto e la tristezza.

Successivamente, Sauter ed i colleghi hanno fatto ascoltare le registrazioni ad un panel di 25 persone, con normali facoltà auditive, domandando a loro di collegare ad ogni espressione ascoltata un’emozione.

Si è, così, scoperto che gli unici due suoni emotivi facilmente identificabili prodotti dalle persone non udenti sono le risate ed i sospiri di sollievo.

Il gruppo della seconda fase della ricerca ha trovato molto più semplice indovinare tutte le altre emozioni quando i suoni provenivano da individui capaci di sentire.

Persino le grida di terrore erano molto meno chiare ed evidenti quando provenienti dai soggetti che sentono piuttosto che dai sordi.

“Questo significa che per essere comprensibili e condivisibili molti tipi di sonorità emotive esigono di sentire come vengono articolati dagli altri. La loro realizzazione è dunque, una parte importante del nostro sviluppo comunicativo appreso e non innato,” ha affermato Sauter.

Sauter suggerisce che, probabilmente, ridere e sorridere siano due modalità espressive evolute così tanto in quanto segnali di un tipo di comunicazione importante per aiutarci ad evitare lo scontro ed il confronto con il prossimo, aumentando il nostro livello di empatia con chi ci circonda.

I risultati preliminari dello studio verranno presentati, in settimana,  alla conferenza dell’Acoustical Society of America, a Cancun, in Messico.

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Una Risposta to “Nati per ridere, impariamo a piangere durante la vita, per empatia”

  1. Un anonimo lettore Says:

    Rinnovo i miei complimenti.. 🙂

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